LONDRA - “È chiaro che la Russia abbia interferito nel referendum della Brexit”. Dopo aver aperto al rientro del Regno Unito in Ue, Andy Burnham rilascia altre dichiarazioni clamorose. Perché il sospetto di intromissioni illecite di Mosca nella campagna referendaria della capitale consultazione del 23 giugno 2016 ci sono sempre state, sebbene senza prove inconfutabili. Ora però, Burnham diventa il primo premier britannico a confermarlo ufficialmente. Per quelle che sono rivelazioni esplosive.
“Quando sono arrivato a Downing Street, ho posto una domanda: ci sono state interferenze da parte della Russia nel referendum del 2016? Ho ricevuto una risposta chiara: sì, ci sono state”, ha confessato Burnham al celebre podcast inglese “The Rest is Politics”.
Non solo. Burnham ha anche messo in guardia gli alleati Francia e Germania, alle prese con elezioni determinanti nel prossimo futuro. “Oggi è importante mettere chiaramente agli atti questi fatti”, ha continuato il primo ministro brit…
LONDRA - “È chiaro che la Russia abbia interferito nel referendum della Brexit”. Dopo aver aperto al rientro del Regno Unito in Ue, Andy Burnham rilascia altre dichiarazioni clamorose. Perché il sospetto di intromissioni illecite di Mosca nella campagna referendaria della capitale consultazione del 23 giugno 2016 ci sono sempre state, sebbene senza prove inconfutabili. Ora però, Burnham diventa il primo premier britannico a confermarlo ufficialmente. Per quelle che sono rivelazioni esplosive.
“Quando sono arrivato a Downing Street, ho posto una domanda: ci sono state interferenze da parte della Russia nel referendum del 2016? Ho ricevuto una risposta chiara: sì, ci sono state”, ha confessato Burnham al celebre podcast inglese “The Rest is Politics”.
Non solo. Burnham ha anche messo in guardia gli alleati Francia e Germania, alle prese con elezioni determinanti nel prossimo futuro. “Oggi è importante mettere chiaramente agli atti questi fatti”, ha continuato il primo ministro britannico, “credo che ciò possa aiutare anche gli elettori in Germania e Francia a comprendere che alcune di queste dinamiche politiche vengono alimentate dai nostri avversari, in particolare dalla Russia. Penso che su questo tema siamo stati troppo sulla difensiva e che non abbiamo informato sufficientemente i cittadini sulla portata dei tentativi provenienti dall'estero di destabilizzare il processo politico”.
Proprio in settimana Burnham ha incontrato, in visita ufficiale a Berlino, il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Una delle cose che ho detto a Merz è stata che dobbiamo sostenervi nell'affrontare la minaccia che avete davanti, in particolare il tipo di politica con cui vi state confrontando. Mi diceva che l'AfD ha chiaramente legami con la Russia e, credo, riceva anche finanziamenti da essa. È certo che dalla Russia provengano informazioni false e campagne di disinformazione che si insinuano nella politica tedesca”.
In passato i predecessori conservatori di Burnham avevano sempre sostenuto che non vi fossero prove di interferenze russe riuscite a influenzare il referendum. Un rapporto pubblicato nel 2020 da una Commissione parlamentare di Westminster aveva criticato il governo e i servizi di intelligence per non aver indagato adeguatamente sulle possibili interferenze russe nel referendum, nonostante esistessero prove di tentativi di influenzare la politica britannica da parte di Mosca e di account russi sui social media. Il rapporto della Camera dei Comuni però non giunse però a delle conclusioni definitive.
Il mese scorso, durante il suo primo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Burnham aveva denunciato la guerra dell'informazione condotta dalla Russia, affermando che esistevano prove di tentativi di Mosca di interferire nelle elezioni politiche britanniche del 2019, come ricorda il Guardian.