“Hang down your head, Tom Dooley”, china il capo Tom Dooley: nel 1958 il Kingston Trio canta la ballata del malinconica per la saga di Tom Dula, ex soldato confederato, impiccato in North Carolina il primo maggio 1868 per l’assassinio di Laura Foster. L’America sotto il patibolo, amore, femminicidio, cappio. Oggi Dula-Dooley penderebbe dall’albero in diretta streaming.
Pete Hegseth, focoso segretario alla Difesa nemico di «ciccioni, barbuti e tipi strani in divisa», annuncia per il 3 dicembre, a Fort Hood, la fucilazione per terrorismo del maggiore Nidal Malik Hasan, psichiatra dell’esercito che nel 2009 fece strage, 13 morti e 32 feriti, nella base, prima esecuzione militare dal 1961. Davanti al boia nei palinsesti tv, Leone XIV, papa americano, ribadisce: «Inammissibile», ma i sondaggi Gallup 2025 lo contraddicono tetri: il 52% dei cittadini Usa è favorevole alla pena di morte; meno dell’80% del 1994, eppure maggioranza. In Tennessee, dove Dooley sognava di rifugiarsi, il 30 settemb…
“Hang down your head, Tom Dooley”, china il capo Tom Dooley: nel 1958 il Kingston Trio canta la ballata del malinconica per la saga di Tom Dula, ex soldato confederato, impiccato in North Carolina il primo maggio 1868 per l’assassinio di Laura Foster. L’America sotto il patibolo, amore, femminicidio, cappio. Oggi Dula-Dooley penderebbe dall’albero in diretta streaming.
Pete Hegseth, focoso segretario alla Difesa nemico di «ciccioni, barbuti e tipi strani in divisa», annuncia per il 3 dicembre, a Fort Hood, la fucilazione per terrorismo del maggiore Nidal Malik Hasan, psichiatra dell’esercito che nel 2009 fece strage, 13 morti e 32 feriti, nella base, prima esecuzione militare dal 1961. Davanti al boia nei palinsesti tv, Leone XIV, papa americano, ribadisce: «Inammissibile», ma i sondaggi Gallup 2025 lo contraddicono tetri: il 52% dei cittadini Usa è favorevole alla pena di morte; meno dell’80% del 1994, eppure maggioranza. In Tennessee, dove Dooley sognava di rifugiarsi, il 30 settembre Christa Pike, condannata per le torture e l’omicidio dell’amica Colleen Slemmer nel 1995, sopravvive a due dosi di pentobarbital, in un maldestro tentativo di esecuzione. Ricoverata, torna in carcere, resurrezione senza grazia.
Nei registri delle colonie inglesi d’America è il capitano George Kendall, sospetta spia del Re di Spagna, ad aprire l’elenco dei giustiziati, Jamestown 1608. A Salem, 1692, 19 donne innocenti finiscono impiccate per stregoneria, Giles Corey, marito di una vittima, viene schiacciato sotto un ammasso di pietre. Quando gli Stati Uniti nascono, 250 anni fa, nel nome della felicità e dei diritti, schiavitù e segregazione razziale fanno del patibolo un’arma di controllo politico e sociale. Condanne in tribunale e linciaggi di folle ebbre contro i neri, tollerati dalle autorità. Fra il 1877 e il 1950, 4.000 afroamericani pendono da forche, alberi, lampioni, spesso accusati di rapporti con donne bianche. A Waco, 1916, Jesse Washington è mutilato e bruciato vivo, le macabre fotografie color seppia diventano souvenir contesi dai collezionisti. Invano Ida B. Wells, giornalista nera scomparsa nel 1931, denuncia il terrore contro l’autonomia economica e libertà politica delle minoranze oppresse. A New Orleans, 14 marzo 1891, teppisti assatanati massacrano undici italiani detenuti per reati minori, nell’esultanza del futuro presidente Theodore Roosevelt. In Minnesota, 1862, 38 nativi americani della tribù Dakota finiscono al cappio insieme, dopo un processo farsa.
Il film del 1971 di Giuliano Montaldo, con la colonna sonora di Ennio Morricone cantata da Joan Baez, celebra commosso il 23 agosto 1927: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, anarchici immigrati, finiscono sulla sedia elettrica nel Massachusetts dei liberal, un caso che commuove il mondo. Il 19 giugno 1953 tocca a Julius ed Ethel Rosenberg, condannati per spionaggio a favore dell’Urss, la Guerra Fredda nel braccio della morte. I loro figli, Michael, 83 anni e Robert Meeropol, 79, si battono ancora adesso per riscattare il nome dei genitori. George Stinney, nero, ha 14 anni, un visino dolcissimo, quando lo legano con le cinghie di cuoio alla sedia elettrica nel 1944, South Carolina razzista. La condanna sarà annullata nel 2014, la vita perduta di George non ritorna con la carta bollata.
Grottesca, la tecnologia promette ad ogni generazione morte indolore. Nel 1890 William Kemmler inaugura la sedia elettrica, nel 1924 il Nevada delle bische di Las Vegas sceglie il gas per il cinese Gee Jon. Nel 1982 il Texas del boom petrolifero debutta con l’iniezione letale subita da Charles Brooks. Nel 2024 l’Alabama soffoca Kenneth Smith con l’azoto.
Nelle statistiche federali il record della morte è il 1935, 199 esecuzioni. Nel 1972 la Corte Suprema, nella sentenza “Furman versus Georgia”, impone controlli più accurati, bloccando di fatto le esecuzioni; ma nel 1976 “Gregg versus Georgia”, pur assicurando ulteriori garanzie, le ripristina. Nel 1999 sono 98 le vittime, nel 2025 sono 47. Ventisette stati conservano la pena (come Taiwan e Giappone fra le democrazie), alcuni senza applicarla da tempo. 23 l’hanno abolita.
Come predicava il pioniere dei diritti civili Frederick Douglass nel 1858: «Le esecuzioni sono una falsa giustizia. L’omicidio non cura gli omicidi». Nelle strofe nostalgiche del Kinston Trio, Tom Dooley chinava il capo, lo streaming di Hegseth vuol farlo chinare a una nazione intera.