Mosca sta rischiando un collasso delle reti digitali. Nella notte tra venerdì e sabato, i droni ucraini hanno colpito un altro data center del colosso Yandex, che viene spesso chiamato “la Google russa”. Immediatamente c’è stato un crollo nel traffico internet e nella capitale è stata registrata l’interruzione di decine servizi online - come taxi e consegne di cibo a domicilio - per l’impossibilità di collegarsi alle app.
L’ultimo bombardamento ha preso di mira l’infrastruttura costruita nella cittadina di Vladimir, nella Russia centrale, che disponeva di 2880 racks con un consumo energetico di 50 megawatt. E’ la terza a venire incendiata nel giro di pochi giorni; attualmente solo due dei cinque data center di Yandex sono stati risparmiati dalla rappresaglia ucraina.
E’ stato infatti il Cremlino a dare il via agli attacchi contro le concentrazioni di server che alimentano il funzionamento di canali internet e telefonici. Le incursioni russe sono iniziate a fine settembre, accompagnate…
Mosca sta rischiando un collasso delle reti digitali. Nella notte tra venerdì e sabato, i droni ucraini hanno colpito un altro data center del colosso Yandex, che viene spesso chiamato “la Google russa”. Immediatamente c’è stato un crollo nel traffico internet e nella capitale è stata registrata l’interruzione di decine servizi online - come taxi e consegne di cibo a domicilio - per l’impossibilità di collegarsi alle app.
L’ultimo bombardamento ha preso di mira l’infrastruttura costruita nella cittadina di Vladimir, nella Russia centrale, che disponeva di 2880 racks con un consumo energetico di 50 megawatt. E’ la terza a venire incendiata nel giro di pochi giorni; attualmente solo due dei cinque data center di Yandex sono stati risparmiati dalla rappresaglia ucraina.
E’ stato infatti il Cremlino a dare il via agli attacchi contro le concentrazioni di server che alimentano il funzionamento di canali internet e telefonici. Le incursioni russe sono iniziate a fine settembre, accompagnate da slogan sarcastici della propaganda che promettevano un “digital detox” per l’Ucraina.
Gli assalti condotti con i droni jet Geran 5 si sono rapidamente alzati di livello. Dopo il bombardamento dei data center nella capitale di due compagnie di cellulari e connessioni web domestiche, nella notte tra mercoledì e giovedì è cominciata la ritorsione ucraina. La più grande infrastruttura di Yandex - quella di Sasovo che ospita pure due dei tre supercomputer usati per le ricerche sull’intelligenza artificiale - è stata centrata dalle bombe volanti ucraine: le foto satellitari hanno
mostrato gli effetti di un incendio su una larga porzione degli edifici. Il giorno dopo è toccato a un secondo data center di Yandex, quello di Kaluga, e gli smartphone della regione moscovita hanno incominciato a manifestare problemi continui. Nel loro stile, i russi hanno replicato con la forza e sabato hanno mandato i loro droni contro altri server ucraini. Poche ore dopo, gli ucraini hanno inflitto a Yandex il terzo colpo.
Molti osservatori sottolineano come quest’offensiva metta a nudo l’arretratezza della rete IT russa, che conta su pochi data center di dimensioni colossali, mentre quella ucraina è distribuita su un numero elevato di infrastrutture più piccole e può contare sul supporto dei cloud delle compagnie della Silicon Valley. In pratica, Yandex non si può rivolgere ad altre infrastrutture per ripristinare il traffico web compromesso dagli attacchi: attualmente nelle chat Telegram moscovite si parla di un blackout quasi totale in circa ottanta servizi che venivano gestiti direttamente da Yandex - come quelli di pagamento digitale - o che si appoggiavano alla sua struttura.
Questo nuovo capitolo del conflitto rimarca una lezione già emersa durante i combattimenti nel Golfo Persico, quando gli iraniani hanno aperto il fuoco contro data center negli Emirati e in Kuwait: i pilastri della vita digitale sono molto vulnerabili, basta un drone del costo di 30 mila euro per incenerire cataste di rack e chip pagate decine di milioni.
Le ripercussioni non riguardano solo le attività civili. I supercomputer di Yandex sono coinvolti nella progettazione di armamenti hi-tech e l’azienda è stata protagonista della guerra ibrida in tutto il mondo: i suoi server hanno spinto la creazione di contenuti automatici e i boot che hanno diffuso la visione del Cremlino, screditando gli avversari con cataste fake news.