Tutti i complotti di Katie Zacharia, la nuova portavoce di Trump
di Anna LombardiC’è una nuova bionda alla Casa Bianca: debutta infatti oggi la neo-portavoce Katie Zacharia, l’avvocatessa complottista alle prese col suo primo breafing. Californiana, 42 anni e 4 figli, il look tipico delle donne trumpiane, è anche una nota sostenitrice delle assurde teorie di QAnon sul deep state (una sorta di stato nello stato) e sul Pizzagate, ovvero le assurde accuse a Hillary Clinton e Barack Obama di appartenere a una setta di pedofili cannibali. Il presidente Donald Trump l’ha scelta tre giorni fa come sostituta dell’abile Karoline Leavitt, che ha lasciato il suo posto ad agosto, ufficialmente per occuparsi di più della famiglia, ma secondo altre voci per contrasti con la sempre più onnipresente assistente di Trump, Natalie Harp. Una nomina arrivata a sorpresa. Presentata dal presidente sui social come «leale e devota al movimento Maga», ha infatti un curriculum decisamente diverso da Leavitt ed esperienza meno consolidata nella gestione di comunicazioni così cruciali. E dun…
C’è una nuova bionda alla Casa Bianca: debutta infatti oggi la neo-portavoce Katie Zacharia, l’avvocatessa complottista alle prese col suo primo breafing. Californiana, 42 anni e 4 figli, il look tipico delle donne trumpiane, è anche una nota sostenitrice delle assurde teorie di QAnon sul deep state (una sorta di stato nello stato) e sul Pizzagate, ovvero le assurde accuse a Hillary Clinton e Barack Obama di appartenere a una setta di pedofili cannibali. Il presidente Donald Trump l’ha scelta tre giorni fa come sostituta dell’abile Karoline Leavitt, che ha lasciato il suo posto ad agosto, ufficialmente per occuparsi di più della famiglia, ma secondo altre voci per contrasti con la sempre più onnipresente assistente di Trump, Natalie Harp. Una nomina arrivata a sorpresa. Presentata dal presidente sui social come «leale e devota al movimento Maga», ha infatti un curriculum decisamente diverso da Leavitt ed esperienza meno consolidata nella gestione di comunicazioni così cruciali. E dunque succedere a colei che si era guadagnata sul campo la definizione di vera “guerriera trumpiana” – sempre pronta a difendere con abilità programmi e tweet del presidente – rappresenta una bella sfida.
Le precedenti esperienze lavorative.
Avvocata di formazione, Zacharia ha lavorato per tre anni a Pechino, presso uno studio legale. Recentemente ha ricoperto il ruolo di consulente senior per la comunicazione del Trump Media Group, quello che gestisce Truth, il social di Trump, come consigliera della comunicazione. Collaborando anche alle campagne elettorali; «ha offerto il suo contributo in stati chiave in bilico, sostenitrice brillante fin dagli inizi», come scrive di lei sempre Donald. Ma la sua unica esperienza governativa consiste in uno stage universitario durante l'amministrazione di George W. Bush e un breve periodo come assistente alla comunicazione presso il Dipartimento per la Sicurezza Interna, assistente di Kristi Noem. Un incarico che dice di aver lasciato perché viaggiare fra Los Angeles, dove vive, e Washington metteva a dura prova la sua famiglia. Problema, che evidentemente ora le appare meno gravoso.
I post complottisti cancellati
Su di lei pesa l’ombra di prese di posizioni online decisamente controverse: diffusione di teorie complottiste sui vaccini, appelli al sovvertimento delle norme costituzionali e incoraggiamenti al presidente a candidarsi per un terzo mandato. Associando addirittura la produzione della pillola abortiva RU-486 a un’azienda tedesca che il secolo scorso aveva prodotto il pesticida Zyklon-B, usato nei campi di concentramento nazisti, mentre il realtà la pillola è stata prodotta negli anni ‘80 dall’azienda francese Roussel Uclaf. In un altro post, durante il Covid, invece scriveva: "I democratici vogliono mettere la mascherina ai vostri figli e stuprarli. È il loro programma satanico". Ancora, ha sostenuto la teoria secondo cui Trump avrebbe mantenuto il controllo delle forze armate anche dopo aver lasciato la presidenza motivandola con bizzarri conteggi dei colpi di cannone dedicati a Joe Biden, secondo lei inferiori al numero che indica rispetto e obbedienza. Secondo le accuse del “Pizzagate” aveva poi ripetutamente accusato di pedofilia John Podesta, ex capo di gabinetto della Casa Bianca e già responsabile della campagna elettorale di Clinton, chiedendo pubblicamente perché Fox News non gli dedicasse un servizio, sostenendo che "gli esponenti dell'élite radicale di sinistra di Hollywood sono malati, pedofili e cannibali. Dimostratemi il contrario". Poco dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, la californiana aveva invece condiviso contenuti complottisti secondo cui Vladimir Putin stava combattendo una rete segreta di potenti, alla quale venivano associati i soliti Barack Obama, Joe Biden e George Soros. Rilanciando pure l’insinuazione che Michelle Obama fosse biologicamente un uomo, come rivelato da un’inchiesta delal Cnn che ha portato alla luce anche diversi messaggi successivamente cancellati. Fra l’altro, Zacharia aveva criticato apertamente anche la seconda amministrazione Trump, avvertendo che, senza un cambio di rotta, le elezioni di metà mandato del 2026 sarebbero state "un bagno di sangue" per i Repubblicani. Rilanciando pure accuse su come il Dipartimento di Giustizia stava insabbiando il caso di Jeffrey Epstein. "Se il Dipartimento di Giustizia copre i pedofili di Epstein, come possiamo fidarci che persegua questi individui?". Anche questi post che ha cercato di cancellare prima di assumere il nuovo incarico. A febbraio, invece, con un editoriale sul New York Post aveva denunciato la sua palestra di Los Angeles dove le avevano chiesto di non entrare col cappellino “Make America Great Again”, tuonando: «La libertà di parola non svanisce sulla porta di una palestra».
Una portavoce televisiva
The Donald l’avrebbe scelta dopo averla vista in televisione, soprattutto sulle reti conservatrici Fox News e Newsmax, dove si è fatta anche lei una solida reputazione di strenua difensora del presidente, grazie a uno stile diretto e chiaro, capace di tradurre per il grande pubblico anche temi legali spinosi. D’altronde, secondo il quotidiano conservatore della capitale Washington Examiner, dopo l'uscita di Leavitt, Trump ha deciso di rinnovare l'apparato comunicativo della Casa Bianca, dando priorità proprio alle apparizioni in tv del nuovo portavoce (il sesto in due mandati, tanto per intenderci) rispetto agli aspetti gestionali e organizzativi del ruolo. La capacità di sostenere l'agenda di Trump della neo-assunta – che ha definito l'incarico «l'onore della sua vita» – sarà messa subito alla prova: visto che i Repubblicani stanno affrontando un contesto politico sempre più difficile. I sondaggi mostrano infatti che la guerra in Iran, aumento dei prezzi e una serie di altre questioni stanno smorzando l'entusiasmo della loro base in vista del voto di midterm, col tasso d’approvazione di Trump, crollato al 38,1% secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics.
I primi attacchi ai rivali politici
Lei sembra non curarsene. Nella prima intervista a Fox dopo aver accettato l’incarico ha sfoderato toni battaglieri contro i candidati democratici alla midterm: attaccando James Talarico in Texas sparito «per 9 giorni» dalla campagna, il «radicale» Abdul El-Sayed in Michigan e il sindaco di New York Zohran Mamdani che «promuove solo politiche socialiste». E stava solo scaldando i motori.