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Un inviato speciale Ue a Kiev, Costa in pole per l’incarico

epa13303503 EU Commission President Ursula von der Leyen (L) and EU Council President Antonio Costa (R) attend the EU Tripartite Social Summit Roundtable in the EU Council in Brussels, Belgium, 14 October 2026. The Tripartite Social Summit is a forum for dialogue between the EU institutions at president level and the European social partners at top management level. The theme of this year's summit is 'Driving Europe Forward'. EPA/OLIVIER MATTHYS 

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Sul tavolo del Consiglio europeo il progetto di un emissario da affiancare ai tavoli. A chiederlo anche Zelensky dopo l’apertura del presidente Usa al diesel di Mosca
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Un inviato speciale dell’Ue per l’Ucraina. La proposta torna con forza sul tavolo del Consiglio europeo che prende il via oggi a Bruxelles.

La crisi diplomatica con Donald Trump sta mettendo in un angolo l’Ucraina e la stessa Unione europea. La prima risposta sostanziale a Washington potrebbe proprio essere quella di nominare un “mediatore” del Vecchio Continente da affiancare agli “inaffidabili” Stati Uniti. L’idea sarà discussa dai 27 leader su richiesta del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che sarà presente come ospite al summit. Zelensky ha parlato telefonicamente con diversi capi di Stato e di governo e con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, proprio per sottolineare l’importanza di una presenza europea in tutti i tavoli negoziali. Ucraina e Ue non nascondono di essere rimaste scottate la scorsa settimana quando nel corso del vertice a Miami si sono ritrovate tra capo e collo le dichiarazioni di Trump nettamente a favore di Putin e del diesel russo. S…

Un inviato speciale dell’Ue per l’Ucraina. La proposta torna con forza sul tavolo del Consiglio europeo che prende il via oggi a Bruxelles.

La crisi diplomatica con Donald Trump sta mettendo in un angolo l’Ucraina e la stessa Unione europea. La prima risposta sostanziale a Washington potrebbe proprio essere quella di nominare un “mediatore” del Vecchio Continente da affiancare agli “inaffidabili” Stati Uniti. L’idea sarà discussa dai 27 leader su richiesta del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che sarà presente come ospite al summit. Zelensky ha parlato telefonicamente con diversi capi di Stato e di governo e con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, proprio per sottolineare l’importanza di una presenza europea in tutti i tavoli negoziali. Ucraina e Ue non nascondono di essere rimaste scottate la scorsa settimana quando nel corso del vertice a Miami si sono ritrovate tra capo e collo le dichiarazioni di Trump nettamente a favore di Putin e del diesel russo. Soprattutto temono che consegnare le chiavi di un dialogo esclusivo con lo Zar di Mosca equivalga ad accettare tutte le condizioni russe e a compromettere la sicurezza europea.

In pole position per questo incarico resta il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. L’identikit di cui si parla ufficiosamente prevede infatti una figura “politica” che abbia ricevuto un mandato chiaro dai 27. Nei mesi scorsi era circolato anche il nome dell’ex presidente finlandese Niinisto. Non è escluso che la “mediazione” possa essere in parte collettiva e condivisa dai cosiddetti “E3”, ossia da Francia Germania e Gran Bretagna. Ma sempre nell’ambito di un incarico che abbia basi “democratiche”. L’obiettivo, però, resta comunque quello di non lasciare mano libera al tycoon di Washington di cui tutti gli europei ormai diffidano considerandolo in grado di vendere l’Ucraina al Cremlino.

Non è un caso che nel documento finale del vertice sarà presente un vero e proprio attacco alla Casa Bianca. È la prima volta che il summit dei 27 esprime una critica esplicita all’alleato americano. «Il Consiglio europeo — si legge nella bozza — si rammarica della decisione degli Stati Uniti di revocare temporaneamente le sanzioni sul diesel russo. L’Unione europea resta determinata ad aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla sua brutale guerra di aggressione e avvii negoziati concreti verso la pace». Rilievi ribaditi anche in merito alla linea seguita da Trump sulla Corte penale internazionale: «Il Consiglio europeo deplora profondamente l’annuncio degli Stati Uniti di imporre sanzioni nei confronti della Corte penale internazionale in quanto istituzione» ed invita a «prevenire qualsiasi ulteriore misura volta a compromettere l’indipendenza e l’integrità della Corte».

Per esercitare ancora più pressione su Mosca, i 27 si confronteranno di nuovo anche sull’uso dei beni congelati russi che — sebbene il veto belga permanga — potrebbe risolvere molti dei problemi di finanziamento dell’Ucraina soprattutto nel prossimo biennio.

Lo scontro con Putin e il braccio di ferro con Trump sono connessi all’emergenza energia che accompagna l’Europa in questi mesi. Il Consiglio chiederà allora alla Commissione di predisporre nuove misure considerando l’impatto «dell’attuale contesto geopolitico sulle catene di approvvigionamento globali, sulla sicurezza energetica e sui prezzi dell’energia e dei carburanti, comprese le ripercussioni sui cittadini — in particolare i più vulnerabili — sull’industria e sull’economia nel suo complesso». Giorgia Meloni ripresenterà la sua richiesta di ulteriore flessibilità giustificata dall’aumento esponenziale dell’inflazione. I 27 sicuramente ne parleranno ma al momento è escluso che questo punto sia menzionato nella dichiarazione finale. Tutto è rinviato al consiglio europeo del prossimo dicembre.

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