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Il voltafaccia di Marine Le Pen: “Se sarò eletta all’Eliseo stop agli aiuti all’Ucraina”

(reuters)
La leader dell’estrema destra francese ha dichiarato che in casa di vittoria alle presidenziali di primavera concederà soltanto sei mesi di transizione prima di interrompere l’erogazione dei fondi per Kiev
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PARIGI — Marine Le Pen vuole “chiudere i rubinetti degli aiuti all’Ucraina”. Se sarà eletta all’Eliseo in primavera la leader dell’estrema destra francese smetterà di inviare fondi a Kiev. «Non abbiamo più i mezzi per farlo» ha annunciato durante una visita a Bruxelles, precisando che concederà soltanto sei mesi di transizione. «Non voglio mettere nessuno con le spalle al muro. Ma dopo cesseremo gli aiuti finanziari all’Ucraina». Una svolta rispetto alla posizione ufficiale mantenuta finora dal Rassemblement National, che aveva sempre sostenuto di condividere, almeno nei principi, la linea di Emmanuel Macron sul sostegno a Kiev, pur contestandone alcune modalità.

Con l'estrema destra alle porte del potere, la leader favorita nei sondaggi mette nero su bianco quella che potrebbe essere una rottura strategica della politica estera francese. «Non sto tradendo nessuno» si è difesa la candidata alle presidenziali, sostenendo che la Francia è ormai «sull'orlo del default» a causa del suo en…

PARIGI — Marine Le Pen vuole “chiudere i rubinetti degli aiuti all’Ucraina”. Se sarà eletta all’Eliseo in primavera la leader dell’estrema destra francese smetterà di inviare fondi a Kiev. «Non abbiamo più i mezzi per farlo» ha annunciato durante una visita a Bruxelles, precisando che concederà soltanto sei mesi di transizione. «Non voglio mettere nessuno con le spalle al muro. Ma dopo cesseremo gli aiuti finanziari all’Ucraina». Una svolta rispetto alla posizione ufficiale mantenuta finora dal Rassemblement National, che aveva sempre sostenuto di condividere, almeno nei principi, la linea di Emmanuel Macron sul sostegno a Kiev, pur contestandone alcune modalità.

Con l'estrema destra alle porte del potere, la leader favorita nei sondaggi mette nero su bianco quella che potrebbe essere una rottura strategica della politica estera francese. «Non sto tradendo nessuno» si è difesa la candidata alle presidenziali, sostenendo che la Francia è ormai «sull'orlo del default» a causa del suo enorme debito pubblico. «È un discorso di onestà nei confronti di Zelensky dirgli che non possiamo più permetterci di sostenere finanziariamente l’Ucraina». Secondo Le Pen, toccherà ad «altri paesi dell’Ue che si trovano in una situazione finanziaria migliore della Francia» raccogliere il testimone.

È la prima volta che Le Pen fissa in modo così esplicito la fine degli aiuti francesi a Kiev. Finora il partito di estrema destra aveva mantenuto una certa ambiguità. Da una parte, la volontà di non apparire apertamente schierato con Vladimir Putin, soprattutto dopo l’invasione russa del 2022. Dall’altra, una costante diffidenza nei confronti del sostegno occidentale a Kiev, tradotta in numerosi voti contrari ai pacchetti europei e nell’astensione dei deputati del partito, nel marzo 2024, sull’accordo bilaterale di sicurezza tra Francia e Ucraina.

Una contraddizione che Le Pen sembra ormai intenzionata a superare, trasformando l’opposizione agli aiuti in un impegno elettorale. L’annuncio arriva in un nuovo momento difficile per Zelensky. I rapporti con l’amministrazione di Donald Trump sono sempre più tesi, mentre gli europei cercano di mantenere un fronte comune nel sostegno alla resistenza ucraina. In questo contesto Macron è stato uno degli alleati più determinati di Kiev, facendo della difesa dell’Ucraina anche una questione di sicurezza europea. L’eventuale arrivo di Le Pen all’Eliseo rappresenterebbe dunque un cambiamento radicale non soltanto per i rapporti bilaterali, ma per gli equilibri dell’intera coalizione occidentale.

Zelensky ha risposto alla leader dell’estrema destra in un’intervista al Financial Times, contestando l’idea che il sostegno all’Ucraina costituisca soltanto una spesa per i contribuenti francesi. «La signora Le Pen non conosce bene alcuni dettagli» ha osservato il presidente ucraino. L’esperienza accumulata sul campo di battaglia, soprattutto nello sviluppo di nuove tecnologie militari, «è molto importante per i nostri partner, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Francia». Il presidente ucraino ha ricordato in particolare le competenze sviluppate nella guerra dei droni e nella cybersicurezza. «Credo che l’industria francese abbia tutto da guadagnare da questa tecnologia, dalla cooperazione e dalla coproduzione».

Una collaborazione che, ha concluso, è “win-win”, ovvero «vantaggiosa per entrambe le parti». La polemica è subito entrata nella campagna presidenziale francese. Gabriel Attal, ex premier e candidato di Renaissance, ha accusato Le Pen di voler «lasciare massacrare gli ucraini», ricordando che aiutare Kiev «non è un’operazione umanitaria, ma significa difendere la nostra sicurezza». Secondo Attal, una vittoria russa potrebbe incoraggiare Putin a spingersi oltre i confini ucraini, fino a minacciare direttamente altri paesi europei.

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