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A Washington alla cena degli italoamericani tra rapporti in crisi, Trump e le elezioni di Midterm

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Al 51esimo anniversario della National Italian American Foundation l’amicizia in difficoltà tra i due Paesi e i dilemmi della comunità verso il voto di novembre
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WASHINGTON - I rapporti fra l’Italia e gli Stati Uniti sono più forti di quelli tra i loro leader, e vanno oltre le dispute politiche o personali. Il voto degli italoamericani però negli ultimi anni è diventato più conservatore, e le elezioni midterm di novembre saranno una cartina di tornasole per capire se anche nella nostra comunità è in corso un fenomeno simile al pentimento degli ispanici che nel 2024 hanno votato per Trump. Sono riflessioni che nascono dalla celebrazione del cinquantunesimo anniversario della National Italian American Foundation, avvenuta ieri sera a Washington con il suo presidente Robert Allegrini, l'ambasciatore italiano Marco Peronaci, il nunzio apostolico negli Stati Uniti Gabriele Caccia e l'ex direttore della Cia Leon Panetta.

WASHINGTON - I rapporti fra l’Italia e gli Stati Uniti sono più forti di quelli tra i loro leader, e vanno oltre le dispute politiche o personali. Il voto degli italoamericani però negli ultimi anni è diventato più conservatore, e le elezioni midterm di novembre saranno una cartina di tornasole per capire se anche nella nostra comunità è in corso un fenomeno simile al pentimento degli ispanici che nel 2024 hanno votato per Trump. Sono riflessioni che nascono dalla celebrazione del cinquantunesimo anniversario della National Italian American Foundation, avvenuta ieri sera a Washington con il suo presidente Robert Allegrini, l'ambasciatore italiano Marco Peronaci, il nunzio apostolico negli Stati Uniti Gabriele Caccia e l'ex direttore della Cia Leon Panetta.

Il videomessaggio di Meloni

La premier Giorgia Meloni ha inviato un videomessaggio, in cui ha sottolineato come "da più di cinque decenni, la Niaf è stato un legame essenziale tra Italia e Stati Uniti. Un ponte costruito sui legami familiari, sulla cultura e sull'amicizia". Quindi, senza menzionare i suoi recenti attriti con Trump, ha aggiunto: "In questo momento di crisi, il rapporto tra l'Italia e gli Stati Uniti rimane solido e proficuo. Insieme, dobbiamo continuare a fare affidamento sul vostro impegno e sul vostro prezioso contributo. Alla leadership di Niaf, ai suoi membri e a tutti coloro che operano in questo ambito va il nostro ringraziamento per la vostra generosa dedizione alla comunità".

I premiati

La serata era dedicata alla regione Lombardia, con il presidente Attilio Fontana che ha sottolineato la necessità di preservare l’amicizia e collaborazione tra Usa e Italia. In precedenza, l’American Chamber of Commerce in Italy diretta da Simone Crolla aveva riunito esponenti politici di vari partiti italiani per fare il punto sulle iniziative da prendere per rafforzare gli scambi, gli investimenti e la cooperazione.

L’evento della Niaf è stato moderato dalla giornalista Maria Bartiromo, e sono stati premiati Anthony Capuano, ceo di Marriott International; Pamela Wright, presidente di National Society Daughters of the American Revolutions; l'amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero; il comico Sebastian Maniscalco. Gli inni nazionali italiano e americano sono stati cantanti da Christopher Macchio, nominato "tenore presidenziale" da Trump.

Verso le elezioni di Midterm

L'ex segretario di Stato Mike Pompeo ha partecipato ad una conversazione con l’ex ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano all’ora di pranzo, sottolineando che "i rapporti fra i leader e i momenti che li caratterizzano attraversano alti e bassi. Del resto, tutti conosciamo il presidente Trump: domani pomeriggio saranno grandi amici e poi, chissà, magari già lunedì le cose saranno cambiate". Quindi ha aggiunto: "Da un punto di vista filosofico, è importante distinguere il rumore dal segnale, cioè separare le polemiche da ciò che conta davvero. Vedo tante cose positive nei rapporti, sia sul piano commerciale sia su quello culturale. Dobbiamo continuare così".

Gli italoamericani si trovano anche davanti al dilemma di decidere come orientare il loro voto alle Midterm del 3 novembre. In passato, quando erano gli ultimi arrivati tra gli immigrati in America, preferivano i democratici, seguendo un orientamento abbastanza usuale. Il partito dell’asinello infatti era più aperto e attento alle necessità di chi sbarcava negli Usa e sosteneva i suoi diritti, aiutandolo ad integrarsi. Mano a mano che i gruppi etnici trovavano il loro posto, venivano accettati nella società e avevano successo anche economico, iniziavano a guardare ai repubblicani, perché avevano dei vantaggi, privilegi e anche ricchezze da proteggere.

Gli italoamericani hanno seguito la stessa parabola, ma in particolare nelle ultime elezioni hanno preferito Trump, anche per questioni legate alle sue politiche sociali e identitarie. Gli ispanici hanno fatto altrettanto, ma secondo i sondaggi sono rimasti delusi e si preparano ad abbandonare i repubblicani alle Midterm. Non è chiaro se gli italiani, forse ora più conservatori dei latini, stiano attraversando un processo simile, ma il voto del 3 novembre darà la risposta a questo interrogativo.

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