LONDRA – Raramente Vladimir Putin indossa la divisa militare. Venerdì lo ha fatto, per un altro annuncio inquietante: una zona fortificata, «di cuscinetto», all’interno del territorio dell’Ucraina e lunga 660 chilometri, «che non sarà oggetto di negoziazione in eventuali futuri colloqui» con Kiev e che sarebbe già in costruzione. «Questo compito viene portato avanti con successo», ha dichiarato il presidente russo in un intervento tv, durante una visita a un sito militare, sfoggiando un tono intransigente rivolto agli alti ufficiali: «Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza assoluta delle regioni russe di confine per il futuro».
Putin ha poi aggiunto che l’operazione è una risposta all’incursione condotta dall’Ucraina tra il 2024 e il 2025 nella regione russa occidentale di Kursk. Lo zar aveva già parlato in passato della necessità di creare una “zona cuscinetto” di questo tipo, ma non ne aveva mai specificato l’estensione né aveva dichiarato che sarebbe stata esclusa dai fu…
LONDRA – Raramente Vladimir Putin indossa la divisa militare. Venerdì lo ha fatto, per un altro annuncio inquietante: una zona fortificata, «di cuscinetto», all’interno del territorio dell’Ucraina e lunga 660 chilometri, «che non sarà oggetto di negoziazione in eventuali futuri colloqui» con Kiev e che sarebbe già in costruzione. «Questo compito viene portato avanti con successo», ha dichiarato il presidente russo in un intervento tv, durante una visita a un sito militare, sfoggiando un tono intransigente rivolto agli alti ufficiali: «Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza assoluta delle regioni russe di confine per il futuro».
Putin ha poi aggiunto che l’operazione è una risposta all’incursione condotta dall’Ucraina tra il 2024 e il 2025 nella regione russa occidentale di Kursk. Lo zar aveva già parlato in passato della necessità di creare una “zona cuscinetto” di questo tipo, ma non ne aveva mai specificato l’estensione né aveva dichiarato che sarebbe stata esclusa dai futuri negoziati con l’Ucraina. Putin non ha aggiunto altro, ma ci sono alcuni passaggi che non tornano. Per esempio, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha fatto capire che solo il 70% di questa zona cuscinetto sarebbe attualmente sotto il controllo russo. Dunque, la sua realizzazione richiederebbe alla Russia di conquistare porzioni di territorio nelle regioni ucraine di Sumy e Kharkiv, che tra l’altro non figurano tra le quattro rivendicate da Mosca (Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia) e poi inserite nella costituzione russa come parte del proprio territorio dall’inizio dell’assalto in Ucraina nel 2022.
Ma anche queste quattro regioni non sono state completamente conquistate dalla Russia. Secondo Putin, alle forze russe manca poco più del 10% del territorio della regione ucraina di Donetsk, uno degli obiettivi principali dell’offensiva, e il 16,5% della regione di Zaporizhzhia. Cifre contestate da Kiev, per cui i russi ricorrono spesso alla tattica di infiltrare piccoli gruppi di fanteria in aree abitate con l’obiettivo di issare una bandiera, riprenderla e presentare poi il filmato come prova. Mentre la realtà sul campo sarebbe ben differente.
Insomma, quella di Putin sembra essere l’ennesima, tragica provocazione, mentre nelle ultime 24 ore Mosca ha continuato a bombardare le città ucraine, le centrali elettriche e i porti, oltre ai civili. Un bilancio aggravato dai disservizi del sistema satellitare di Starlink, che sarebbe stato azzoppato su ordine del presidente americano Trump e di Elon Musk, limitando così le attività dei droni intercettori di Kiev.
Almeno sette persone sono morte e circa 90 sono rimaste ferite negli attacchi russi, come riferiscono le autorità regionali ucraine citate dal Kyiv Independent. Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, le forze russe hanno lanciato nella notte tra venerdì e sabato 332 droni e missili balistici Iskander-M o KN-23 di fabbricazione nordcoreana. I raid hanno colpito anche infrastrutture energetiche in diverse regioni del Paese, provocando interruzioni della fornitura elettrica alle abitazioni. Un altro enorme problema per gli ucraini in vista dell’inverno.