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Regno Unito, il suicidio di una 14enne è stato “favorito dall’algoritmo di TikTok”

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Il medico legale accusa la piattaforma, il cui algoritmo ha alimentato l’esposizione della giovane a contenuti sull’autolesionismo
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LONDRA - Adriana aveva 14 anni, era una studentessa brillante, con ottimi risultati scolastici, e una grande appassionata di calcio. Sognava di diventare una calciatrice professionista e frequentava il terzo anno della scuola secondaria presso la Langley School, vicino a Loddon, nell’inglese Norfolk. Ma l’8 maggio scorso è stata trovata gravemente ferita in casa, dopo un atto di autolesionismo in camera, dopo cena. È spirata in ospedale due giorni dopo, il 10 maggio. Ora, un medico legale ha confermato che il suo decesso “è stato favorito dall'esposizione a contenuti dannosi sulla piattaforma TikTok”, perché l’algoritmo avrebbe avuto un ruolo significativo nel suo suicidio.

Le colpe dell’algoritmo

Infatti un'analisi forense del telefono cellulare della ragazza, condot…

LONDRA - Adriana aveva 14 anni, era una studentessa brillante, con ottimi risultati scolastici, e una grande appassionata di calcio. Sognava di diventare una calciatrice professionista e frequentava il terzo anno della scuola secondaria presso la Langley School, vicino a Loddon, nell’inglese Norfolk. Ma l’8 maggio scorso è stata trovata gravemente ferita in casa, dopo un atto di autolesionismo in camera, dopo cena. È spirata in ospedale due giorni dopo, il 10 maggio. Ora, un medico legale ha confermato che il suo decesso “è stato favorito dall'esposizione a contenuti dannosi sulla piattaforma TikTok”, perché l’algoritmo avrebbe avuto un ruolo significativo nel suo suicidio.

Le colpe dell’algoritmo

Infatti un'analisi forense del telefono cellulare della ragazza, condotta dalla polizia, non ha rilevato prove di comunicazioni con altre persone, né con coetanei, riguardanti possibili atti di autolesionismo. Tuttavia, è emerso che Adriana aveva visualizzato sui social numerose immagini e video relativi al suicidio. Il coroner, una sorta di medico legale in Inghilterra, Johanna Thompson, ha sottolineato nelle sue conclusioni come il sistema di personalizzazione di TikTok, dopo aver rilevato un iniziale interesse da parte della ragazza, avesse “continuato a proporle ripetutamente contenuti pericolosi riguardanti il suicidio e l'autolesionismo”.

La madre di Adriana, Greta Saggers, ha ricordato sua figlia come una ragazza bellissima, gentile e piena di gioia: “Essere la sua mamma è stato il più grande onore e privilegio della mia vita”. In memoria di Adriana è stata organizzata una raccolta fondi online attraverso la pagina commemorativa MuchLoved con l'obiettivo di sostenere Papyrus, un'organizzazione benefica britannica impegnata nella prevenzione del suicidio tra i giovani.

Nel dicembre 2025, i sistemi di monitoraggio installati sul tablet fornito dalla scuola ad Adriana avevano segnalato alcune ricerche online relative all'autolesionismo da parte della ragazza. Quando, nel gennaio 2026, il personale scolastico le aveva chiesto spiegazioni, Adriana aveva negato di aver effettuato quelle ricerche. Da allora, la frequenza scolastica dell’adolescente si è fatta irregolare, ciononostante gli insegnanti hanno dichiarato di non aver individuato ulteriori segnali che facessero pensare a una situazione di particolare rischio.

La replica di TikTok

Dopo le conclusioni dell'inchiesta, il medico legale ha anche annunciato un rapporto per la prevenzione di future morti destinato all'Ofcom, l'autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni. Il documento richiamerà l'attenzione sui pericoli derivanti dall'esposizione dei minori a contenuti dannosi attraverso i sistemi algoritmici delle piattaforme digitali. Un portavoce di TikTok ha dichiarato: “Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà alla famiglia in questo momento incredibilmente difficile. Applichiamo regole rigorose contro qualsiasi contenuto che promuova l'autolesionismo e utilizziamo tecnologie avanzate per individuare e rimuovere in modo proattivo i contenuti che violano le nostre linee guida della community”.

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