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L’ultima minaccia Maga: “Pronta la legge marziale se perdiamo le midterm”

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Le indiscrezioni di Axios: misure straordinarie nel caso in cui Trump ritenesse truccato il voto. Il rischio di un nuovo 6 gennaio
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WASHINGTON –Il titolo scelto dal sito Axios è allarmistico: «Gli alleati Maga di Trump discutono apertamente della legge marziale». Poi lo sostanzia così: «Gli attivisti lo stanno spingendo affinché ricorra a misure straordinarie, se ritenesse che le elezioni di metà mandato siano truccate». E si tratta di «persone che hanno un accesso diretto al presidente».

Può sembrare un’esagerazione, e tutti francamente lo sperano, perché somiglierebbe assai ad un colpo di Stato. Però non si può trascurare il fatto che lo stesso capo della Casa Bianca, in una recente intervista a Time, abbia rifiutato di escludere l’invocazione dell’Insurrection Act o la dichiarazione di un’emergenza nazionale in base al risultato delle midterm: «Non mi impegno su nulla. Vedremo come andrà in tribunale». Da qui la necessità di prendere sul serio la minaccia.

WASHINGTON –Il titolo scelto dal sito Axios è allarmistico: «Gli alleati Maga di Trump discutono apertamente della legge marziale». Poi lo sostanzia così: «Gli attivisti lo stanno spingendo affinché ricorra a misure straordinarie, se ritenesse che le elezioni di metà mandato siano truccate». E si tratta di «persone che hanno un accesso diretto al presidente».

Può sembrare un’esagerazione, e tutti francamente lo sperano, perché somiglierebbe assai ad un colpo di Stato. Però non si può trascurare il fatto che lo stesso capo della Casa Bianca, in una recente intervista a Time, abbia rifiutato di escludere l’invocazione dell’Insurrection Act o la dichiarazione di un’emergenza nazionale in base al risultato delle midterm: «Non mi impegno su nulla. Vedremo come andrà in tribunale». Da qui la necessità di prendere sul serio la minaccia.

Secondo Axios «la nota attivista elettorale Maga Tina Peters ha incontrato Trump questo mese. Condannata nel 2024 per reati legati a una violazione delle attrezzature elettorali, Peters è stata rilasciata dopo che il governatore democratico del Colorado Jared Polis ha commutato la sua pena.

Peters e il suo avvocato, Peter Ticktin, hanno visitato Trump alla Casa Bianca anche a fine giugno. Durante una videochiamata del 30 settembre riservata agli attivisti elettorali Maga e trasmessa su Rumble, i relatori hanno avvertito del pericolo di ampie violazioni della sicurezza elettorale a novembre e hanno insistito urgentemente sui rimedi». Misure molto gravi: «Ticktin, amico d’infanzia di Trump, ha dichiarato durante la chiamata che “dovrebbe esserci la legge marziale nel caso di un’altra elezione truccata”.

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Gregory Stenstrom, che aveva testimoniato riguardo a presunte irregolarità elettorali in Pennsylvania nel 2020, ha detto che il voto andrebbe sospeso per motivi di sicurezza.

In alternativa, ha proposto a Trump di invocare il National Emergencies Act per costringere gli Stati a cambiare il modo in cui conducono le elezioni». Secondo Axios «anche Peters era presente in diretta. Da agosto promuove il proprio piano online, che prevede di passare a schede cartacee marcate a mano e di ricontare manualmente tutti i voti».

La preoccupazione per un nuovo 6 gennaio è diffusa anche tra i repubblicani, al punto che il senatore della North Carolina Thom Tillis, durante un’intervista con Ross Douthat per il programma della Cbs 60 Minutes, ha avvertito che Trump potrebbe scagliarsi contro i suoi compagni di partito, se perderanno la maggioranza al Congresso a novembre.

Tillis forse è più sincero di altri suoi colleghi repubblicani, perché ha deciso di non ricandidarsi e quindi non rischia il posto se critica il presidente. Proprio per questo, però, andrebbe ascoltato con attenzione quando afferma che se il Gop avesse una «brutta serata» il 3 novembre, «penso ci sia davvero il rischio» di vedere non solo un attacco del capo della Casa Bianca, ma anche la ripetizione di qualcosa simile all’assalto del Congresso, avvenuto mentre il Gop cercava di certificare la vittoria di Joe Biden nelle elezioni del 2020. Quindi Tillis ha avvertito: «Sarebbe un altro errore politico non forzato, se lo lasciassimo fare». La speranza è che si tratti di esagerazioni, magari non smentite da Trump per motivare i suoi sostenitori o costruirsi un alibi per la sconfitta, Ma ignorarle sarebbe imprudente.

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