Amanpour lascia la Cnn dopo 43 anni: “Dite sempre la verità”
di Massimo BasileNEW YORK – Si chiude un’altra pagina leggendaria della Cnn, la prima emittente all-news globale, in onda 24 ore su 24. Christiane Amanpour, volto popolare anche in Europa, ha annunciato che lascerà il network americano il prossimo anno, dopo aver già deciso di ridurre i propri impegni entro la fine del 2026. A giugno dirà addio alla Cnn.
La decisione
In una nota interna inviata ai dipendenti, la principale anchor internazionale della rete ha scritto: «Dopo molti mesi di riflessione e qualche notte insonne, ho deciso di separarmi dalla Cnn, la mia compagna di 43 anni straordinari». «Dal mio primo, entusiasmante grande incarico, quello di seguire la prima guerra del Golfo, fino agli orrori della guerra in Bosnia, al Ruanda, all’Afghanistan, all’Ucraina e all’Iran, e a tutto ciò che è accaduto nel mezzo, ciò che ha contato davvero sono stati i gruppi di lavoro e lo spirito di squadra», ha aggiunto. «Insieme abbiamo lottato per cercare i fatti, le prove e l’umanità».
NEW YORK – Si chiude un’altra pagina leggendaria della Cnn, la prima emittente all-news globale, in onda 24 ore su 24. Christiane Amanpour, volto popolare anche in Europa, ha annunciato che lascerà il network americano il prossimo anno, dopo aver già deciso di ridurre i propri impegni entro la fine del 2026. A giugno dirà addio alla Cnn.
La decisione
In una nota interna inviata ai dipendenti, la principale anchor internazionale della rete ha scritto: «Dopo molti mesi di riflessione e qualche notte insonne, ho deciso di separarmi dalla Cnn, la mia compagna di 43 anni straordinari». «Dal mio primo, entusiasmante grande incarico, quello di seguire la prima guerra del Golfo, fino agli orrori della guerra in Bosnia, al Ruanda, all’Afghanistan, all’Ucraina e all’Iran, e a tutto ciò che è accaduto nel mezzo, ciò che ha contato davvero sono stati i gruppi di lavoro e lo spirito di squadra», ha aggiunto. «Insieme abbiamo lottato per cercare i fatti, le prove e l’umanità».
Le origini e la famiglia
La giornalista, 68 anni, nata alla periferia di Londra e cresciuta in una famiglia aperta al dialogo interreligioso, figlia di un iraniano musulmano e di un’inglese cattolica, nel corso della sua carriera ha trasformato i suoi reportage in testimonianze che hanno segnato la storia contemporanea e quella del giornalismo.
Le interviste
Tutti i leader e protagonisti della scena internazionale hanno accettato di farsi intervistare da lei. Tra questi, il leader libico Muammar Gheddafi, durante la rivolta che nel 2011 portò alla caduta del suo regime; il presidente egiziano Hosni Mubarak e il leader palestinese Yasser Arafat, intervistato mentre era assediato dalle forze israeliane nel suo quartier generale di Ramallah. Memorabile anche l’intervista congiunta del 2009 a Hillary Clinton, allora segretaria di Stato, e Robert Gates, segretario alla Difesa dell’amministrazione Obama, quando ammisero che i talebani avevano guadagnato terreno in Afghanistan. Amanpour concluderà anche il suo impegno con «Amanpour & Company», il programma che conduce sulla rete pubblica americana Pbs, oltre alla sua rubrica su Cnn International. Continuerà a condurre un programma settimanale fino a maggio, prima dell’addio definitivo.
La trasformazione del gruppo editoriale
La sua uscita arriva, forse non a caso, in una fase di profonda trasformazione per il gruppo, dopo l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, la società madre della Cnn, da parte di Paramount Skydance. La giornalista aveva criticato in passato le scelte editoriali legate a Donald Trump, tra cui quella di offrirgli nel 2023 una passerella sulla rete, con un contraddittorio debole e una platea formata da sostenitori Maga. Amanpour aveva accusato la conduttrice Kaitlan Collins di aver permesso a Trump di lanciare accuse false, senza contraddirlo. Agli studenti della scuola di giornalismo della Columbia, disse, al posto di Collins avrebbe «fatto cadere il microfono» dopo essere stata definita «sgradevole». Adesso la rete passerà sotto il controllo di David Ellison, proprietario di Skydance e alleato del presidente.