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Stati Uniti in pressing su Zelensky: “Deve cedere territori a Mosca”

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Vertice a Oslo tra il leader di Kiev e l’inviato Usa Witkoff, che oggi vola a San Pietroburgo. Bloccati i nuovi Patriot americani. Kallas: “La Casa Bianca pretende la resa del Paese invaso”
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NEW YORK – «I negoziatori americani cercano di spingere l’Ucraina alla resa», denuncia l’Alta rappresentante della Ue Kaja Kallas, mentre il New York Times conferma che Trump vuole costringere Zelensky a firmare un accordo di pace con cui cede territori in cambio di vantaggi economici, secondo i desideri dell’invasore Putin. Così Washington e Mosca saranno libere di finalizzare i loro affari, magari benedetti dalla nuova Yalta che il leader cinese Xi potrebbe ospitare a Shenzen durante il vertice dell’Apec di metà novembre.

Davanti a queste minacce, il leader di Kiev è uscito dall’incontro di ieri ad Oslo col mediatore Usa Witkoff assicurando che «abbiamo alcune idee chiare su come raggiungere la pace», a partire da un vertice a tre, e l’inviato della Casa Bianca le porterà oggi a San Pietroburgo. Forse l’ultimo tentativo di frenare la deriva imboccata da Trump dopo la telefonata con Putin del 9 ottobre, che lo ha spinto ad accelerare il compiacimento del leader russo nella speranza …

NEW YORK – «I negoziatori americani cercano di spingere l’Ucraina alla resa», denuncia l’Alta rappresentante della Ue Kaja Kallas, mentre il New York Times conferma che Trump vuole costringere Zelensky a firmare un accordo di pace con cui cede territori in cambio di vantaggi economici, secondo i desideri dell’invasore Putin. Così Washington e Mosca saranno libere di finalizzare i loro affari, magari benedetti dalla nuova Yalta che il leader cinese Xi potrebbe ospitare a Shenzen durante il vertice dell’Apec di metà novembre.

Davanti a queste minacce, il leader di Kiev è uscito dall’incontro di ieri ad Oslo col mediatore Usa Witkoff assicurando che «abbiamo alcune idee chiare su come raggiungere la pace», a partire da un vertice a tre, e l’inviato della Casa Bianca le porterà oggi a San Pietroburgo. Forse l’ultimo tentativo di frenare la deriva imboccata da Trump dopo la telefonata con Putin del 9 ottobre, che lo ha spinto ad accelerare il compiacimento del leader russo nella speranza di ottenere qualche risultato da rivendicare nella campagna per le midterm del 3 novembre. Ieri infatti ha ribadito: «Vogliamo che Zelensky faccia un accordo, deve voler mettere fine alla guerra».

Il capo del Cremlino non ha dato alcun seguito alla tregua sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche, annunciata con troppa fretta dal collega della Casa Bianca, accelerando anzi la pioggia dei missili che ora fanno anche più stragi, perché l’Ucraina sta esaurendo le scorte di Patriot. Il segretario di Stato Rubio, parlando con Zelensky, lo ha assicurato che non è stata presa alcuna decisione per penalizzare Kiev. Il capo della diplomazia giura che se i missili intercettori non arrivano, è solo perché bisogna bilanciare le consegne con le necessità difensive degli Usa. I fatti pubblicati dal Washington Post raccontando però un’altra storia. Gli europei hanno pagato i Patriot agli Usa e ora vorrebbero consegnarli all’Ucraina per difendersi. È il Pentagono che ferma le forniture, ritardando la sua autorizzazione.

Questi comportamenti confermano i sospetti che Kallas ha denunciato ieri così all’Europarlamento: «È proprio grazie al sostegno europeo che l’Ucraina non si è arresa alle condizioni di Putin, nonostante i negoziatori americani cerchino, ormai da un anno e mezzo, quasi due, di spingerla alla resa». Quindi ha aggiunto: «Non abbiamo altra scelta. Dobbiamo però essere estremamente chiari nel dire che anche noi abbiamo delle richieste nei confronti della Russia: non concederemo nulla gratuitamente, perché l’obiettivo non è solo raggiungere una pace qualsiasi, ma duratura e giusta. Abbiamo già visto cessate il fuoco in passato. Negli ultimi cento anni, la Russia ha attaccato numerosi Paesi, alcuni dei quali anche tre o quattro volte. Dobbiamo quindi assicurarci che non accada mai più».

Ieri Zelensky ha incontrato a Oslo Witkoff, insieme al premier norvegese Gahr Store e il presidente finlandese Stubb. Alla fine ha detto: «Abbiamo alcune idee chiare su come raggiungere la pace e siamo uniti ai nostri partner europei. Vogliamo che gli americani trasmettano queste idee ai russi. Una delle più importanti è organizzare un incontro trilaterale tra i leader per affrontare la questione che solo i leader possono risolvere. Steve va in Russia, vediamo cosa avrà da dire Putin».

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