STRASBURGO – L’Europa è un “circo da chiudere”. E’ una “gabbia” per “limitare le nostre libertà”. La Germania deve riarmarsi per difendersi. L’accordo di Schengen “va chiuso” perché bisogna sigillare i confini e “rimpatriare” i migranti. Va eliminato il Green Deal e bisogna ricomprare il gas dalla Russia. “Proveranno a metterci fuori legge per non farci vincere. Ma se sarà cosi, gli auguro ‘buon divertimento’”. “Guideremo il prossimo governo di Germania” e per questo “dobbiamo parlare con tutti, anche con la sinistra”. Nell’incontro riservato con il suo gruppo al Parlamento europeo, la leader dell’Afd, Alice Weidel, ha esposto ieri il suo programma costruito su una sorta di ritorno al passato. Con minacce e qualche blandizia tattica persino alla sinistra. Ma con tutte parole d’ordine securitarie, filoputiniane e antieuropeiste.
“Troppa poca libertà nella Ue”
Il tutto è partito dalla ricerca di una giustificazione per agire invertendo i canoni della realtà: “Le libertà nell'Unione Europea sono limitate. La libertà individuale, la libertà di espressione, i diritti civili. Alcune leggi di censura vengono approvate qui nell'azione notturna e nella nebbia”. Per Weidel si tratta di una situazione tale per cui “dobbiamo ascoltare tutti. Bisogna ascoltare la sinistra, bisogna ascoltare i Verdi, scambiarsi argomentazioni. E nei rapporti con i partiti di centro-destra possiamo ritrovarci, entrare in dialogo e trovare posizioni e soluzioni ragionevoli”.
Contro il Green Deal
A suo giudizio, l’Ue restringe anche la libertà imprenditoriale e il libero mercato: “Non abbiamo bisogno di una Commissione europea e di burocrati restrittivi che ci dicano cosa dobbiamo pensare, cosa dobbiamo produrre”. Il suo primo esempio sono i motori a benzina e diesel: “Lasciamo a ogni individuo la decisione se vuole guidare un'auto elettrica o un motore a combustione”. Il suo obiettivo è il “Green Deal” che “aumenta i prezzi dell'energia. In Germania i più alti e così le nostre aziende falliscono o vanno all'estero”. Addirittura la leader di Afd è convinta che “siamo sull'orlo di una crisi del debito sovrano: una crisi obbligazionaria per Francia, Italia, Spagna. La Germania è di fatto fallita, non è più un Paese ricco. I tedeschi diventano sempre più poveri. Il nostro bilancio nazionale è distrutto e anche noi incontreremo una crisi del debito sovrano nel prossimo futuro”.
I migranti e le rivolte degli studenti
Conseguenza? “Non possiamo più finanziare la guerra in Ucraina”. Non alza mai la voce ma gira la testa da una parte all’altra dell’uditorio e alza costantemente il dito indice. La sua ricetta è dialogare con Usa, Russia e Cina. E quindi “tornare a comprare il gas e il petrolio russo”. E nello stesso chiudere i confini, anche quelli europei: “Schengen non funziona. Provoca uno stato di illegalità. Siamo circondati da gruppi di migranti. Basta leggere le statistiche sulla criminalità. In Germania e dati saranno simili nei vostri paesi. Siamo sotto assedio. Saremo sopraffatti”. Ed è andata avanti con ancora maggiore durezza demagogica: “Non vogliamo che gli europei perdano la propria casa e la propria identità a causa di persone provenienti dall'estero che portano scompiglio nei nostri Paesi. Costoro non sono i benvenuti, vanno trattenuti e, successivamente, espulsi”.
Non a caso cita, come ha fatto Donald Trump, le recenti manifestazioni in Francia e in Italia: “Ora sono state annunciate anche in Germania”. “Proteste – ha proseguito davanti agli europarlamentari del gruppo Esn – da parte di criminali di sinistra e migranti. Queste persone stanno devastando le nostre città ed è anche il risultato della nostra politica di immigrazione incontrollata”. Il suo obiettivo è “tornare indietro, a un'Europa di stati sovrani. Non vogliamo che nessun organo non eletto come la Commissione abbia una von der Leyen sopra e 30.000 burocrati o non so quanti funzionari. Dovrebbero finalmente andare a lavorare e poi rendersi conto che in realtà sono solo un fastidio tutto il giorno”. Per ristabilire “la pace in Europa, l'ordine e soprattutto la disciplina” vanno ridotte le competenze dell’Ue: “Decidono i parlamenti nazionali. Non vogliamo più che una Commissione non eletta abbia un mandato esecutivo. Va rivisto il badget che permette questo divertimento”.
Per il riarmo della Germania
Progetti ancora più duri sulla difesa. Weidel considera la Nato una sorta di stella polare e quindi “il braccio europeo va indebolito”. Non si è fermata a questo, punta al riarmo della Germania: “Noi tedeschi abbiamo perso la possibilità di difenderci. Non riusciamo nemmeno a difendere il nostro Paese. I nostri vicini ringraziano. La resilienza del nostro Paese deve essere ristabilita attraverso gli investimenti. E questo non significa che cediamo i nostri sistemi all'Ucraina. La Germania viene prima”.
Il capo di Afd è certa che “cercheranno di vietare la nostra esistenza”. “E allora – ha aggiunto con un sorriso di sfida – vi auguro tanto divertimento. Voglio vedere come vietate un partito sostenuto da milioni di persone, con una quota di voto superiore al 31% in Germania, quasi il 50 per cento nella Germania Est. Non esiste alcun mezzo legale per farlo. Siamo dalla parte giusta della storia e la vinceremo. E ristabiliremo la legge e l'ordine, porteremo la pace nel nostro continente, porremo fine a tutto questo circo qui e ci assicureremo che tutto voi possiate tenere di nuovo elezioni libere”.