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Brasile, Lula denuncia Meta e X: “Io bloccato, aiutano Bolsonaro”

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A due giorni dal ballottaggio, il presidente chiede la squalifica del rivale, che replica: “Usi soldi pubblici per la propaganda”
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SAN PAOLO (Brasile) – A due giorni dal ballottaggio per la presidenza del Brasile, la sfida fra Lula e Flávio Bolsonaro si trasferisce nei tribunali. Il presidente accusa Meta di Zuckerberg e X di Musk di aver favorito il suo avversario attraverso i loro algoritmi. E Bolsonaro denuncia l’uso di risorse pubbliche per inviare milioni di messaggi di propaganda su WhatsApp. Entrambi hanno chiesto alla giustizia elettorale di annullare la candidatura dell’avversario, mentre i sondaggi indicano un testa a testa ed esperti indipendenti Onu denunciano rischi di interferenze digitali.

Qualche prova che sia arrivata una mano indebita a Bolsonaro da Meta è documentata anche dal quotidiano Folha de S.Paulo: comunicazioni interne al colosso riconoscevano restrizioni che avevano penalizzato la campagna del presidente, e algoritmi favorevoli allo sfidante in contrasto con le regole elettorali brasiliane. Ma non dimostravano se fosse avvenuto in modo intenzionale. Il ricorso presentato mercoledì sera…

SAN PAOLO (Brasile) – A due giorni dal ballottaggio per la presidenza del Brasile, la sfida fra Lula e Flávio Bolsonaro si trasferisce nei tribunali. Il presidente accusa Meta di Zuckerberg e X di Musk di aver favorito il suo avversario attraverso i loro algoritmi. E Bolsonaro denuncia l’uso di risorse pubbliche per inviare milioni di messaggi di propaganda su WhatsApp. Entrambi hanno chiesto alla giustizia elettorale di annullare la candidatura dell’avversario, mentre i sondaggi indicano un testa a testa ed esperti indipendenti Onu denunciano rischi di interferenze digitali.

Qualche prova che sia arrivata una mano indebita a Bolsonaro da Meta è documentata anche dal quotidiano Folha de S.Paulo: comunicazioni interne al colosso riconoscevano restrizioni che avevano penalizzato la campagna del presidente, e algoritmi favorevoli allo sfidante in contrasto con le regole elettorali brasiliane. Ma non dimostravano se fosse avvenuto in modo intenzionale. Il ricorso presentato mercoledì sera da Lula ha raccolto una serie di anomalie a suo svantaggio: dal blocco della promozione dei contenuti sul profilo Instagram alle raccomandazioni di contenuti sfavorevoli: cercando su WhatsApp il canale “Exército do Lula”, che appoggia il presidente, compariva la “Tropa do Flávio”, legata allo sfidante. Inoltre, agli utenti continuava a essere suggerito il profilo Instagram di Bolsonaro nonostante le restrizioni elettorali; e Meta AI, l’intelligenza artificiale integrata, consentiva di creare spot per Flávio Bolsonaro ma non per Lula. Ancora, amplificava i contenuti favorevoli a Bolsonaro con 255 profili automatizzati, mentre Lula ha raccolto più di mille segnalazioni di restrizioni e sospensioni di account vicini a lui. Secondo i suoi legali, nella prima settimana del secondo turno i post di Bolsonaro hanno ottenuto il triplo di interazioni pur avendo molti meno follower.

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Meta riconosce una falla nei sistemi di controllo, ma nega categoricamente di aver favorito o penalizzato volontariamente i candidati: «Non stiamo interferendo», replica parlando di problemi tecnici. Il Tribunale superiore elettorale ha ordinando alla multinazionale di garantire un trattamento paritario, minacciando una multa di un milione di reais al giorno; e ieri la Procura elettorale ha contestato a Meta il mancato rispetto delle disposizioni, chiedendo sanzioni e nuove spiegazioni. Sempre ieri, un gruppo di esperti indipendenti dell’Onu ha chiesto chiarimenti al colosso americano: «Perdere visibilità può significare perdere voce e capacità di mobilitare», hanno scritto preoccupati che algoritmi, intelligenza artificiale e moderazione manipolino il dibattito politico.

Nel ricorso di 138 pagine Lula vuole l’annullamento della candidatura di Flávio e del suo vice Gaspar accusandoli di abuso di potere e uso improprio dei mezzi di comunicazione attraverso una «manipolazione algoritmica» delle piattaforme digitali. E anche Bolsonaro chiede alla magistratura di annullare la candidatura dell’avversario: martedì ha presentato un ricorso contro Lula, il vicepresidente Alckmin e il ministro della Comunicazione Palmeira accusandoli di avere usato risorse e banche dati del governo per inviare su WhatsApp milioni di messaggi sui programmi sociali trasformandoli in propaganda.

Al primo turno Bolsonaro ha ottenuto il 47,03% dei voti contro il 45,16% di Lula, con un vantaggio di 2,23 milioni di voti che, secondo i sondaggi, si è molto assottigliato. Manifestazioni di piazza e una guerra di ricorsi giudiziari rischiano di trascinare il Brasile nel caos anche dopo il voto. L’ex presidente Jair Bolsonaro, il papà dello sfidante, è ai domiciliari per aver tentato un golpe dopo la sconfitta nel 2022 con lo stesso Lula. E Lula mette le mani avanti: il ricorso comprende la possibilità di contestare la proclamazione del figlio Flàvio, se domenica finisse male alle urne.

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