Bombe su Kiev, l’ira di Zelensky: “Ecco i missili compassionevoli”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Putin risponde agli elogi di Trump bombardando. In pubblico ha fatto sapere di essere disposto a riprendere i colloqui con l’Ucraina, e liberando l’ostaggio americano Stephen Hubbard ha ricevuto i complimenti dell’inviato Steve Witkoff per quanto è compassionevole. Durante la notte però ha ordinato di colpire Kiev con missili balistici e testate a grappolo ferendo almeno 15 civili, e altri obiettivi. Immediato il commento caustico di Zelensky: «Tre ondate di missili balistici sono state lanciate contro Kiev dai “compassionevoli” russi».
Il capo della Casa Bianca ha difeso le sue gentilezze verso il collega del Cremlino con l’argomento che servono a spingerlo verso la pace, accettando anche l’ipotesi di una nuova Yalta da tenere a margine del vertice Apec di metà novembre in Cina, con Xi e Putin seduti al tavolo con lui. Il New York Times però sottolinea che così il responsabile dell’invasione dell’Ucraina torna con tutti gli onori sul palcoscenico internazionale, senza dare…
NEW YORK – Putin risponde agli elogi di Trump bombardando. In pubblico ha fatto sapere di essere disposto a riprendere i colloqui con l’Ucraina, e liberando l’ostaggio americano Stephen Hubbard ha ricevuto i complimenti dell’inviato Steve Witkoff per quanto è compassionevole. Durante la notte però ha ordinato di colpire Kiev con missili balistici e testate a grappolo ferendo almeno 15 civili, e altri obiettivi. Immediato il commento caustico di Zelensky: «Tre ondate di missili balistici sono state lanciate contro Kiev dai “compassionevoli” russi».
Il capo della Casa Bianca ha difeso le sue gentilezze verso il collega del Cremlino con l’argomento che servono a spingerlo verso la pace, accettando anche l’ipotesi di una nuova Yalta da tenere a margine del vertice Apec di metà novembre in Cina, con Xi e Putin seduti al tavolo con lui. Il New York Times però sottolinea che così il responsabile dell’invasione dell’Ucraina torna con tutti gli onori sul palcoscenico internazionale, senza dare nulla in cambio.
Secondo il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko, almeno 15 persone sono rimaste ferite a causa di bombardamenti russi avvenuti nella notte. I raid hanno danneggiato «parte dell’infrastruttura della metropolitana sul ponte sud» e un’area usata come stazione delle ambulanze nel distretto di Pechersk.
Sempre ieri notte, secondo il ministero della Difesa di Mosca, «sono state colpite le imprese coinvolte nella produzione e nello stoccaggio di missili da crociera e di droni a lungo e medio raggio, le infrastrutture di trasporto a Kiev, quelle portuali nella regione di Odessa e le imbarcazioni utilizzate dalle forze armate ucraine». Al mercato di Kharkiv sono state uccise due persone. E a causa dei continui bombardamenti russi, il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Vadim Filashkin, ha annunciato l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini da Kramatorsk e Slavyansk.
A dispetto delle aperture di Trump a Mosca e delle bombe di Putin su Kiev, il presidente ucraino Zelensky ha cercato di ricucire il rapporto col capo della Casa Bianca, parlando con la Cnn. Le ultime tensioni, ha detto, «non riguardano le singole persone». Tuttavia «il mio atteggiamento nei confronti di Putin è molto chiaro. Ritengo che, se dovessimo revocare le sanzioni, lo renderemmo più forte. Non c’è nulla di personale tra me e il presidente Trump ma, naturalmente, sono contrario a qualsiasi revoca delle sanzioni». Un simile passo conciliatorio infatti, già iniziato con l’accordo sulle forniture del diesel, secondo Zelensky servirebbe solo a rendere il capo del Cremlino «più forte» e meno incline a trattare la fine dell’invasione. Questo perché sul piano economico riceverebbe soldi da usare per continuare a finanziare la guerra, mentre su quello politico si sentirebbe incoraggiato a proseguirla, nella convinzione che gli Usa siano pronti a scaricare Kiev.