GERUSALEMME – “Ci hanno tenuto in celle separate con la luce accesa ventiquattr’ore su ventiquattro, interrogandoci più volte, e senza poter telefonare né all’ambasciata né a casa. Ci siamo sentite trattate come animali”. Anna, una delle cinque attiviste italiane espulse dalle autorità israeliane, è appena rientrata a Bologna. Un paio di settimane fa erano andate a Masafer Yatta, in Cisgiordania,…