✕

Francia, Bardella confermato alla guida della destra in un clima infuocato

Ascolta l'audio

Il congresso del partito nella città di Giovanna d’Arco, accolto dagli antifa l’indomani dell’attentato “razzista” di Trappes
1 minuti di lettura

PARIGI – Dentro il congresso blindato a Orléans, Jordan Bardella festeggia la rielezione alla guida dell’estrema destra francese senza avere rivali. Il presidente del Rassemblement National incassa un plebiscito, quasi al 99% dei votanti, nonostante sia stato travolto nelle ultime settimane da rivelazioni su sue frasi antisemite, rispuntate fuori da chat private di gioventù. A sei mesi dalle presidenziali, il partito di Marine Le Pen vuole mostrare compattezza e prepararsi alla conquista dell’Eliseo, restando in testa nei sondaggi. Oggi sarà la leader a chiudere il raduno, dando il via alla campagna elettorale in un clima da assedio.

Il congresso nella città simbolo di Giovanna d’Arco si svolge all’indomani dell’attentato di Trappes, alle porte di Parigi. Un attacco che Emmanuel Macron ha definito «razzista» anche se l’indagine della procura antiterrorismo è ancora in corso. L’uomo arrestato, un francese di 39 anni, ha ucciso una persona ferito altre cinque, tra cui una bambina di dod…

PARIGI – Dentro il congresso blindato a Orléans, Jordan Bardella festeggia la rielezione alla guida dell’estrema destra francese senza avere rivali. Il presidente del Rassemblement National incassa un plebiscito, quasi al 99% dei votanti, nonostante sia stato travolto nelle ultime settimane da rivelazioni su sue frasi antisemite, rispuntate fuori da chat private di gioventù. A sei mesi dalle presidenziali, il partito di Marine Le Pen vuole mostrare compattezza e prepararsi alla conquista dell’Eliseo, restando in testa nei sondaggi. Oggi sarà la leader a chiudere il raduno, dando il via alla campagna elettorale in un clima da assedio.

Il congresso nella città simbolo di Giovanna d’Arco si svolge all’indomani dell’attentato di Trappes, alle porte di Parigi. Un attacco che Emmanuel Macron ha definito «razzista» anche se l’indagine della procura antiterrorismo è ancora in corso. L’uomo arrestato, un francese di 39 anni, ha ucciso una persona ferito altre cinque, tra cui una bambina di dodici anni, sparando all’impazzata dalla sua macchina. Tra le migliaia di manifestanti arrivati a Orléans con lo slogan “Ciao Fachos”, ciao fascisti, c’era anche Ali Rabeh, il sindaco di Trappes, ancora sotto shock per la strage. «Da una parte c’è la Repubblica, dall’altra ci sono i razzisti» ha commentato Rabeh, chiamando in causa i vertici del partito di estrema destra. «Quando Bardella e Le Pen dicono che Trappes è Kabul, che è una repubblica islamista, può esserci qualcuno che creda sia suo dovere fare la guerra a una repubblica islamista» ha osservato il sindaco. Anche il segretario socialista Olivier Faure, presente alla manifestazione insieme al sindaco di Saint-Denis della France Insoumise, Bally Bagayoko, e alla leader sindacale Sophie Binet, ha denunciato un «clima deleterio, razzista e xenofobo» sempre più diffuso in Francia.

Tremila poliziotti e gendarmi erano stati mobilitati per impedire incidenti, con il centro protetto da transenne, negozi chiusi e un coprifuoco notturno per i minori di quindici anni. La sparatoria ha provocato anche una polemica intorno a Macron che, andando a Trappes per portare solidarietà alle vittime, ha definito la strage come una “svolta nella storia della Repubblica”. «È la prima volta che c’è un atto terroristico pianificato per uccidere nostri concittadini, nostri bambini, a causa del colore della loro pelle o della religione che viene loro attribuita». Parole contestate da esponenti politici di diversi schieramenti che hanno ricordato i precedenti attentati razzisti, antisemiti e contro i cristiani. Dalle stragi di Mohamed Merah a Tolosa nel 2012, costate la vita a sette persone, tra cui tre bambini di una scuola ebraica, all’attacco al supermercato Hyper Cacher di Vincennes nel 2015, fino all’assassinio di padre Jacques Hamel a Rouen nel 2016.

Leggi i commenti