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Elezioni in Israele, exit poll: non c'è maggioranza. Netanyahu e Eisenkot alla pari con 51 seggi

Elezioni in Israele, exit poll: non c'è maggioranza. Netanyahu e Eisenkot alla pari con 51 seggi
Eisenkot al premier: “Leader degno si sarebbe dimesso”. Affluenza al 77%. I partiti arabi - Ra’am e Lista Unita - hanno conquistato complessivamente 17 seggi, rispettivamente 7 e 10, registrando un exploit
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I nuovi exit poll israeliani mostrano una situazione di parità tra lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione; le proiezioni precedenti indicavano invece un leggero vantaggio per gli avversari del premier. Tra le tre principali emittenti televisive, i canali 11 e 13 segnalano un pareggio tra i due blocchi, entrambi attestati a 51 seggi. Mentre i partiti a guida araba conquisteranno 17 seggi, stando ai primi exit poll, saranno il vero ago della bilancia.

Secondo Channel 12 sale il blocco a sostegno di Netanyahu con 52 seggi

Il blocco a sostegno di Netanyahu sale a 52 seggi, superando lo schieramento di opposizione. Nel suo exit poll aggiornato, Channel 12, come riporta 'The Times of Israel', assegna 52 seggi al blocco pro-Netanyahu e 50 al blocco anti-Netanyahu; nel precedente sondaggio, diffuso alle 22:40, i numeri erano rispettivamente 50 e 52.

New York Times, in exit poll no voti militari a favore Netanyahu

Negli exit poll relativi alle elezioni politiche in Israele non sono conteggiate le centinaia di migliaia di schede espresse in seggi elettorali speciali, tra cui quelli allestiti presso basi militari, ospedali, carceri e ambasciate. E' quanto sottolinea il New York Times osservando che nelle elezioni precedenti tali voti si sono orientati a favore della coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu. "Quest'anno, le autorità elettorali hanno stimato che verranno espressi circa 600.000 voti di questo tipo, pari a circa il 10 per cento degli aventi diritto. I risultati relativi a queste schede non dovrebbero essere resi noti prima di giovedì", si legge.

Nuovi exit poll danno Eisenkot e Netanyahu alla pari

Il fronte di Benjamin Netanyahu e quello dell’opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot sono ora alla pari con 51 seggi ciascuno, secondo nuovi exit poll diffusi nella notte tra martedì e mercoledì. Le emittenti televisive Kan 11 e Channel 13 assegnano lo stesso numero di seggi ai due schieramenti, mentre Channel 12 continua ad attribuire un lieve vantaggio al blocco di Eisenkot, con 52 seggi contro i 50 del suo rivale.

Leitner: “Formazione ha infranto barriera della paura”

Moti Leitner, presidente di Haredi Public, secondo quanto riferisce 'The Times of Israel', adotta un tono ottimista dal quartier generale della campagna elettorale del suo partito, dichiarando ai sostenitori che la formazione ha infranto 'la barriera della paura', nonostante non sia andata nemmeno vicino al raggiungimento della soglia di sbarramento elettorale. Il partito ultra-ortodosso ha proposto una visione alternativa rispetto alle altre formazioni ultra-ortodosse, esprimendosi a favore della coscrizione militare e includendo donne nelle proprie liste elettorali. Leitner prevede che, malgrado il mancato raggiungimento dell'obiettivo, 'questa sera segna l'inizio di un lungo camminò per la sua visione. "Il popolo eterno non teme un lungo cammino", ha affermato.

Eisenkot: “Scelto cambiamento, no nuove elezioni”

Il candidato dell'opposizione, Gadi Eisenkot, ha dichiarato che Israele ha scelto il cambiamento, voltando pagina rispetto al primo ministro Benjamin Netanyahu, e ha annunciato che cercherà di formare un nuovo governo e che si opposone a nuove elezioni. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Eisenkot ha inoltre lanciato un avvertimento a Netanyahu: "Non osare usare la sicurezza di Israele per i tuoi fini politici", un riferimento che appare legato alle minacce di quest'ultimo di sferrare nuovi attacchi contro l'Iran.

Eisenkot ai vertici Idf: “Non seguite Netanyahu”

Il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, ha definito "Benjamin Netanyahu è un primo ministro di transizione" nel suo discorso alla sede del partito. L'ex capo di Stato Maggiore si è poi rivolto ai vertici delle forze di sicurezza: "Siate fermi contro qualsiasi tentativo di sfida" da parte di Netanyahu. E ha ammonito il leader del Likud: "Netanyahu, non osare usare la sicurezza di Israele per i tuoi scopi politici".

Eisenkot a Netanyahu: “Leader degno si sarebbe dimesso”

"Un leader degno di questo nome avrebbe accettato la sfiducia del suo popolo e annunciato oggi stesso il suo ritiro dalla vita politica". Così il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, ha commentato gli exit poll e parlato del premier Benjamin Netanyahu. "Non usare la sicurezza di Israele per i tuoi scopi politici", ha aggiunto Eisenkot rivolgendosi a Netanyahu. Parlando alla sede del partito al Centro Sportivo Nazionale di Tel Aviv, Eisenkot ha detto che "l'opinione pubblica israeliana si è espressa a favore del cambiamento. E' ormai evidente che Netanyahu si trova di fronte a una maggioranza sionista più ampia". L'ex capo di Stato Maggiore ha quindi affermato che "sarebbe un errore andare alle prossime elezioni. E' mio dovere fare tutto il possibile per realizzare la volontà del popolo".

Katz: “L'opposizione aspetti i risultati reali del voto in Israele”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha commentato su X i risultati degli exit poll, suggerendo all'opposizione di "mostrare moderazione e attendere i risultati reali prima di gettare la maschera e annunciare la volontà di formare un governo di minoranza con il sostegno dei partiti arabi - in contraddizione con tutti gli impegni presi prima delle elezioni - poiché potrebbero trovarsi costretti a fare un altro dietrofront e a negare di averlo mai voluto".

Lapid: “Netanyahu e il suo governo sono crollati oggi”

"Benjamin Netanyahu e il suo governo sono crollati oggi; questa è stata una sconfitta totale" : "Il popolo di Israele ha vinto. Siamo la maggioranza". Ad affermarlo è Yair Lapid, il fondatore di Yesh Atid che si è alleato in B'Yachad con Naftali Bennett che riconosce che la strada verso una coalizione ampia potrebbe non essere semplice, ma suggerisce che, una volta formato un governo, potrà essere ampliato successivamente. "Dobbiamo farlo per tutte le persone straordinarie che, invece di stare a casa a chiedersi, 'cosa succederà?', hanno chiesto 'cosa si può fare?'" sottolinea Lapid.

Likud primo partito ma blocco Eisenkot avanti

Likud resta il primo partito ma il blocco dell'opposizione guidato da Gadi Eisenkot è leggermente in testa, senza tuttavia avere la maggioranza di 61 seggi, chiamato a fare i conti con l'exploit dei partiti arabo-israeliani. E' questa la fotografia che rimandano gli exit poll dopo la chiusura delle urne, in una delle tornate elettorali più combattute e partecipate della storia d'Israele. A testimoniarlo, nero su bianco, c'è l'affluenza alle 22 al 77,7%, la più alta dal 1999, +7,1% rispetto alle ultime elezioni del 2022, quasi 5,7 milioni di votanti su 7,3 aventi diritto.

Leader della lista araba contattato da entrambi i blocchi politici, pro e contro Netanyahu

Masnour Abbas, leader della lista araba Ràam, ha afferma di essere stato contattato da personalità di entrambi i blocchi politici, pro e contro Netanyahu, a causa della situazione di stallo nella formazione della coalizione emersa dagli exit poll. "Tutti ci stanno contattando, non solo quelli del 'blocco del cambiamento'", ha dichiarato Abbas a Channel 12. Abbas ha manifestato la sua disponibilità a entrare a far parte di un governo guidato dal leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, ma ha affermato che prima deve essere chiaro se tale coalizione sia effettivamente realizzabile.

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