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Belgrado, attacco all’ambasciata israeliana: ucciso l’aggressore. “Attentato terroristico”

Mentre venivano diffusi i primi dati delle elezioni in Israele, un giovane estremista islamico armato di coltelli ha colpito un agente in servizio all’esterno della sede diplomatica. Per la polizia serba non una coincidenza ma una provocazione pianificata
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BELGRADO – La notte di Belgrado è stata scossa da quello che il ministro degli Interni e vicepremier Ivica Dacic ha definito un “attentato terroristico”. Ad essere presa di mira, attorno alla mezzanotte, l’ambasciata israeliana in Serbia, affacciata su Bulevar Aleksandra Karadordevica, al civico 47.

Secondo la polizia un estremista islamico minorenne, residente nella cittadina di Sabac nel Nordovest del Paese, armato di due coltelli ha aggredito il gendarme di guardia all’esterno della sede diplomatica. Nelle stesse ore venivano diffusi i primi dati delle elezioni in Israele e le forze di sicurezza serbe ritengono che non si tratti di una coincidenza, ma di una pianificata provocazione. Tra l’aggressore e l’agente è nata una breve colluttazione: il gendarme è rimasto leggermente ferito, ma ha ucciso il giovane che l’ha assalito al grido di “Allah Akbar”. Secondo il ministero degli Interni l’attentatore da tempo era monitorato dai servizi di sicurezza perché “sostenitore dello Stato is…

BELGRADO – La notte di Belgrado è stata scossa da quello che il ministro degli Interni e vicepremier Ivica Dacic ha definito un “attentato terroristico”. Ad essere presa di mira, attorno alla mezzanotte, l’ambasciata israeliana in Serbia, affacciata su Bulevar Aleksandra Karadordevica, al civico 47.

Secondo la polizia un estremista islamico minorenne, residente nella cittadina di Sabac nel Nordovest del Paese, armato di due coltelli ha aggredito il gendarme di guardia all’esterno della sede diplomatica. Nelle stesse ore venivano diffusi i primi dati delle elezioni in Israele e le forze di sicurezza serbe ritengono che non si tratti di una coincidenza, ma di una pianificata provocazione. Tra l’aggressore e l’agente è nata una breve colluttazione: il gendarme è rimasto leggermente ferito, ma ha ucciso il giovane che l’ha assalito al grido di “Allah Akbar”. Secondo il ministero degli Interni l’attentatore da tempo era monitorato dai servizi di sicurezza perché “sostenitore dello Stato islamico”.

Prima dell’alba il ministro Dacic e il capo della polizia hanno visitato il gendarme ricoverato in ospedale: è in buone condizioni e sarà dimesso nelle prossime ore. L’attentato ha indotto il governo di Belgrado ad alzare al massimo livello l’allerta terrorismo nel Paese, portandolo al grado rosso. “Questo comporta – ha annunciato Dacic – controlli di sicurezza più rigorosi e maggiore presenza delle forze dell’ordine nei siti sensibili, attorno alla infrastrutture e nei luoghi frequentati da grandi folle”.

L’aggressione di matrice islamista di questa notte ha un precedente. Nel giugno 2024 un altro agente era stato ferito sempre all’esterno dell’ambasciata di Israele in Serbia. Un attentatore aveva ferito con una balestra un agente di guardia: anche in quella circostanza il responsabile dell’aggressione era stato ucciso. La notizia dell’attentato e dell’innalzamento dell’allerta terrorismo scuote un Paese già al massimo della tensione dopo il trionfo elettorale della Lista degli Studenti nelle elezioni parlamentari, che domenica hanno decretato la fine di Aleksandar Vucic dopo 14 anni di potere assoluto. Il timore collettivo è che l’allerta rossa per terrorismo giustifichi un dispiegamento di forze armate nel Paese nella delicata fase di transizione tra il regime di Vucic e le forze pro-democrazia che lo hanno rovesciato pacificamente grazie al voto popolare.

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