Flavio Bolsonaro è in Florida: dal depistaggio internazionale al giallo dell’aereo, così è fuggito
dal nostro inviato Paolo BreraSAN PAOLO - Ore 10.23, fuso di Brasilia: il presidente mancato Flávio Bolsonaro atterra in Florida, nell’aeroporto executive di Miami-Opa Locka, con il Gulfstream G400 che lo ha prelevato la notte scorsa a Puerto Iguazù, un lembo di Argentina a una manciata di chilometri dal Brasile e dal Paraguay. La stampa brasiliana ha accertato che è scappato usando il passaporto italiano per entrare nell’Argentina di Milei: lo dimostrano i registri migratori. Il presidente Trump gli ha concesso il visto, e ha già annunciato la disponibilità all’asilo politico. La grande fuga finisce qui, lasciandosi dietro le macerie di un Paese lacerato.
Il depistaggio internazionale
Quando ieri pomeriggio gli amici di Flávio raccontavano ai giornalisti che il senatore…
SAN PAOLO - Ore 10.23, fuso di Brasilia: il presidente mancato Flávio Bolsonaro atterra in Florida, nell’aeroporto executive di Miami-Opa Locka, con il Gulfstream G400 che lo ha prelevato la notte scorsa a Puerto Iguazù, un lembo di Argentina a una manciata di chilometri dal Brasile e dal Paraguay. La stampa brasiliana ha accertato che è scappato usando il passaporto italiano per entrare nell’Argentina di Milei: lo dimostrano i registri migratori. Il presidente Trump gli ha concesso il visto, e ha già annunciato la disponibilità all’asilo politico. La grande fuga finisce qui, lasciandosi dietro le macerie di un Paese lacerato.
Il depistaggio internazionale
Quando ieri pomeriggio gli amici di Flávio raccontavano ai giornalisti che il senatore sconfitto era già al sicuro negli Stati Uniti, mentivano coscientemente: era ancora in Brasile, ben nascosto in attesa di attraversare la frontiera. Il depistaggio è stato un’opera orchestrale multinazionale. Alle 17.30 di ieri (le 21.30 in Italia) fonti vicine all’amministrazione Trump assicuravano alla Cnn che era già in America con la moglie e le due figlie. Altri alleati giuravano avesse abbracciato il fratello Eduardo in Florida. Ma alle 22.50 Flávio era ancora sul ponte internazionale Tancredo Neves, tra Foz do Iguaçu e Puerto Iguazú, diretto nell’Argentina di Javier Milei.
Alle due della notte, la direzione nazionale delle migrazioni dell’Argentina ha confermato che Flávio, la moglie Fernanda e le figlie Carolina e Luíza avevano attraversato la frontiera “alle 22.50”, presentando “documenti di viaggio validi”. Quaranta minuti dopo erano già all’aeroporto internazionale argentino Cataratas del Iguazú, pronti a imbarcarsi sul Gulfstream G400 della Baires Fly che li aspettava lì da quasi 24ore.
Il passaporto italiano
Ma quali documenti? La polizia federale brasiliana gli aveva annullato il passaporto ordinario e quello diplomatico: il senatore aveva ignorato l’ordine del giudice Alexandre de Moraes di consegnarli entro ventiquattr'ore, termine scaduto a mezzogiorno. Buenos Aires non precisa quali documenti abbia esibito, ma lo ha scoperto la stampa brasiliana leggendo i registri: il passaporto italiano, ottenuto nel 2023 durante il governo Meloni con il riconoscimento della cittadinanza. Resta da indagare come abbia potuto lasciare il Brasile, nonostante il divieto di espatrio comminato dal giudice della Corte suprema.
Il giallo dell’aereo
Ma torniamo in Argentina: La Nación e La Política Online hanno scoperto che Santiago Caputo, lo stratega politico di Javier Milei, l'uomo della diplomazia parallela e dei rapporti con Washington, durante l’operazione era proprio a Puerto Iguazú. I cronisti argentini del Clarín invece hanno visto i furgoni con targa brasiliana e vetri oscurati, appartenenti alla Dallas Turismo, arrivare all’aeroporto scortati da una pattuglia della polizia di sicurezza aeroportuale. Su uno dei sedili posteriori hanno intravisto un uomo con il cappellino. Sulla pista li aspettava il Gulfstream, rimasto per tutta la giornata di martedì ad attendere i suoi passeggeri. Anche l’aereo utilizzato apre interrogativi. Appartiene a Baires Fly, la compagnia argentina che ha trasportato Milei a New York e Washington nel primo viaggio internazionale dopo l’elezione. E secondo il Clarín il charter è stato prenotato da società private che lavorano abitualmente con il governo americano.
L’aereo è decollato poco dopo la mezzanotte, le 4 del mattino in Italia e due ore prima che l’Argentina informasse ufficialmente dell’ingresso di Bolonaro nel Paese. Il tempo necessario a lasciarne lo spazio aereo con destinazione Guayaquil, in Ecuador. La rotta attraversa Paraguay, Bolivia e Perù evitando accuratamente lo spazio aereo brasiliano. Breve sosta per il rifornimento e si riparte per la Florida, dove ad attendere Flávio c’è tutta la rete bolsonarista che fa capo al fratello Eduardo. Vive lì dall’anno scorso: condannato in Brasile a più di 4 anni di carcere, è latitante e lobbista nel mondo Maga, e ha rapporti molto stretti con l’entourage del segretario di Stato Marco Rubio. Secondo diverse ricostruzioni sarebbe stato proprio Rubio a organizzare la fuga del figlio di Jair Bolsonaro, l’ex presidente brasiliano golpista e ottima conoscenza del presidente Trump.
Caputo, lo stratega di Milei che ronzava intorno all’aeroporto da cui è fuggito Flávio, su X si diverte a sfottere la stampa internazionale: “Non so chi vi abbia portato a spasso, ma ha tutta la mia ammirazione”. La deputata Marcela Pagano ha presentato una denuncia alla magistratura federale di Puerto Iguazú chiedendo di sequestrare le immagini delle telecamere, ricostruire gli spostamenti, acquisire la lista dei passeggeri e il contratto del volo per capire perché il governo Milei abbia garantito il transito nonostante il divieto di espatrio brasiliano. Trump, intanto, li aspetta a braccia aperte: “Penso siano brave persone”.