Germania, dal ct del mitico Mondiale al ministro di Kohl: i famosi negli archivi del nazismo
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Da quando i settimanali Zeit e Spiegel, il quotidiano Süddeutsche Zeitung e ora anche il tabloid Bild hanno pubblicato un link che consente l’accesso all’archivio storico delle organizzazioni nazionalsocialiste, milioni di tedeschi hanno scoperto che la favoletta degli avi innocenti o “Mitläufer”, semplici “gregari”, era una bugia.
Da quell’accesa discussione pubblica sulla mistificazione della partecipazione collettiva al totalitarismo hitleriano, si è passati a scandagliare gli alberi genealogici dei “vip”. E si è scoperto che alcuni dei tedeschi più famosi del dopoguerra avevano avuto la tessera della Nsdap, del partito nazista. Ad esempio Hans-Dietrich Genscher, il leggendario ministro degli Esteri di Helmut Kohl che ebbe un ruolo di primo piano anche negli anni della Riunificazione tedesca. Il politico liberale aveva preso la tessera da 17enne, poco prima della fine della guerra, nel 1944. E la sua adesione al partito può essere derubricata, secondo qualche commentatore…
BERLINO – Da quando i settimanali Zeit e Spiegel, il quotidiano Süddeutsche Zeitung e ora anche il tabloid Bild hanno pubblicato un link che consente l’accesso all’archivio storico delle organizzazioni nazionalsocialiste, milioni di tedeschi hanno scoperto che la favoletta degli avi innocenti o “Mitläufer”, semplici “gregari”, era una bugia.
Da quell’accesa discussione pubblica sulla mistificazione della partecipazione collettiva al totalitarismo hitleriano, si è passati a scandagliare gli alberi genealogici dei “vip”. E si è scoperto che alcuni dei tedeschi più famosi del dopoguerra avevano avuto la tessera della Nsdap, del partito nazista. Ad esempio Hans-Dietrich Genscher, il leggendario ministro degli Esteri di Helmut Kohl che ebbe un ruolo di primo piano anche negli anni della Riunificazione tedesca. Il politico liberale aveva preso la tessera da 17enne, poco prima della fine della guerra, nel 1944. E la sua adesione al partito può essere derubricata, secondo qualche commentatore, a “peccato di gioventù”. Ma nel 2006, quando l’immenso scrittore del “Tamburo di latta”, Günter Grass, che negli anni ’60 era stato un consigliere del cancelliere socialdemocratico Willy Brandt ed era assurto negli anni ad istanza morale della Germania, ammise di essersi arruolato diciassettenne nella Waffen-SS, pochi gli concessero l’attenuante dell’età. In Germania scoppiò una polemica enorme.
Adesso dagli archivi emergono anche le bugie di un altro famoso tedesco, Sepp Herberger, l’allenatore che fece vincere la Nazionale tedesca ai Mondiali di calcio del 1954. Di Herberger si sapeva che avesse avuto in tasca la tessera del partito di Hitler, anche perché aveva già allenato la Germania durante il nazismo. Ma nelle dichiarazioni rese agli americani dopo il 1945, nel corso dei cosiddetti processi per la denazificazione, Herberger mentì, sostenendo di aver votato Spd alle elezioni del 1933 che portarono al trionfo di Hitler. Ora viene fuori che nel 1933 era già iscritto alla Nsdap. Non solo: dalla denazificazione Herberger si salvò con una multa di 500 marchi e la sentenza di “gregario” del nazismo. In realtà una testimonianza nascosta negli archivi lo descrive come un nazista fervente, che aiutò “attivamente” a perseguitare gli ebrei.
Anche un altro celebre scrittore del dopoguerra, Martin Walser, aderì diciassettenne alla Nsdap. Quando la storia della sua tessera nazista venne fuori, nel 2007, lo scrittore sostenne di essere stato iscritto a sua insaputa. Dalla ricerca di Bild emerge però che era diventato membro del partito il giorno del compleanno del Führer, il 20 aprile del 1944. E la sua partecipazione al partito assume un sapore particolarmente amaro alla luce della celebre polemica che scatenarono le sue parole del 1998, quando lo scrittore definì Auschwitz “una clava morale” e condannò la presunta “strumentalizzazione della nostra vergogna per scopi contingenti”. Più tardi Walser si scusò per quelle parole. Ma quella macchia nella sua biografia sembra più scura, ora.