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Ucraina, a Oleshky i civili evacuati: “Così può finire la guerra”. Ma Lavrov spacca il G20

(reuters)

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I mediatori di Kiev e Mosca insieme: “Un’iniziativa da ripetere”. Miami, no dei ministri degli Esteri alla foto con l’uomo dello zar
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NEW YORK – La tregua di Oleshky tiene e l’evacuazione sta avvenendo, ma il timore è che sia solo una copertura usata da Mosca per lanciare un nuovo attacco contro Kherson. Anche se il commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubynets, durante una conferenza stampa con l’omologa russa Yana Lantratova ha ringraziato Melania Trump per la sua mediazione, dicendo che iniziative simili andrebbero ripetute lungo tutto il fronte per arrivare a «fermare la guerra».

Gli sfollati sono in viaggio verso Anapa, sul Mar Nero. Quindi dovrebbero volare in Bielorussia, per poi rientrare in bus in Ucraina. Il problema, secondo il Telegraph, è che i russi stanno sfruttando la pausa umanitaria per preparare un nuovo assalto contro Kherson, sull’altra sponda del fiume Dnipro. Hanno iniziato sminando la “strada della morte”, che potrebbe essere usata per l’offensiva.

NEW YORK – La tregua di Oleshky tiene e l’evacuazione sta avvenendo, ma il timore è che sia solo una copertura usata da Mosca per lanciare un nuovo attacco contro Kherson. Anche se il commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubynets, durante una conferenza stampa con l’omologa russa Yana Lantratova ha ringraziato Melania Trump per la sua mediazione, dicendo che iniziative simili andrebbero ripetute lungo tutto il fronte per arrivare a «fermare la guerra».

Gli sfollati sono in viaggio verso Anapa, sul Mar Nero. Quindi dovrebbero volare in Bielorussia, per poi rientrare in bus in Ucraina. Il problema, secondo il Telegraph, è che i russi stanno sfruttando la pausa umanitaria per preparare un nuovo assalto contro Kherson, sull’altra sponda del fiume Dnipro. Hanno iniziato sminando la “strada della morte”, che potrebbe essere usata per l’offensiva.

Nel frattempo i bombardamenti di Mosca contro gli obiettivi civili a Kiev e in altre città continuano sempre più intensi, e questo ha spinto il presidente Zelensky a riprendere le azioni contro le raffinerie di Putin, sospese per un paio di settimane dopo le pressioni del capo della Casa Bianca Trump. Queste tensioni si riflettono sul G20 dei ministri degli Esteri in corso ad Atlanta, dove il segretario di Stato Marco Rubio è stato costretto a cancellare la foto di gruppo col russo Lavrov, perché i colleghi europei minacciavano di boicottarla, nonostante il Pentagono abbia chiesto loro di abbassare i toni contro il Cremlino per non sabotare i tentativi di far ripartire le trattative di pace. «Non c’è normalità con la Russia», ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul.

Di sicuro la tregua è isolata e non si sta replicando nel resto del Paese, visto che i bombardamenti russi hanno ucciso 27 civili solo giovedì. La linea aggressiva mantenuta da Putin smentisce le valutazioni positive fatte da Trump, secondo cui il capo del Cremlino vuole la pace mentre Zelensky preferisce continuare la guerra. Per un paio di settimana il leader di Kiev aveva frenato gli attacchi contro le raffinerie russe, proprio per accontentare il collega di Washington ed evitare di compromettere ancora di più il loro già fragile rapporto. Ieri però le sue forze armate sono tornate a colpire l’impianto di Novokuibyshevsk, perché è lo strumento militare più efficace che hanno per rispondere e possibilmente limitare le aggressioni di Mosca.

Nonostante queste prove dell’aggressività di Putin, il Pentagono ha fatto pressioni sugli alleati europei affinché abbassino i toni critici, che compromettono il successo delle trattative. Il messaggio è stato recapitato in particolare dal direttore politico Elbridge Colby, da sempre il più tiepido col Vecchio continente, soprattutto ai Paesi baltici, ma non solo. Il problema è che le mosse ordinate dal Cremlino sul terreno contraddicono le promesse fatte a Trump, confermando la volontà di chiudere il conflitto con la forza. Perciò al G20 di Atlanta i ministri europei hanno rifiutato la foto con il rivale russo Lavrov. Un anticipo di quanto potrebbe accadere a Miami a metà dicembre, se Putin accettasse l’inviato di Trump a partecipare al vertice dei leader.

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