✕

Regno Unito, il premier Burnham pronto a chiedere scusa per lo schiavismo

(afp)

Ascolta l'audio

Sarebbe la prima volta per un primo ministro britannico. E’ lui stesso ad annunciarlo in un articolo sul Guardian, aggiungendo di essere contrario a risarcimenti alle ex colonie. Eppure Londra fino al 2015 ha pagato indennizzi ai proprietari di schiavi
2 minuti di lettura

LONDRA – Andy Burnham è pronto alla possibilità di emettere “scuse formali” per il ruolo del Regno Unito nella tratta degli schiavi. È la prima volta che un premier britannico assume un atteggiamento simile sullo schiavismo, a cui il suo Paese, e in particolare la monarchia, ha contribuito per secoli, creando una vasta operazione commerciale e grandi guadagni sulla compravendita di esseri umani. L’annuncio, in un articolo del leader laburista pubblicato sul Guardian, potrebbe aprire le porte a una dichiarazione di scuse da parte di re Carlo, quando il sovrano, attualmente impegnato a visitare varie ex colonie britanniche ai Caraibi, presiederà la settimana prossima nella regione l’annuale summit del Commonwealth, l’associazione che riunisce una sessantina di Paesi un tempo colonizzati dall’Impero britannico.

LONDRA – Andy Burnham è pronto alla possibilità di emettere “scuse formali” per il ruolo del Regno Unito nella tratta degli schiavi. È la prima volta che un premier britannico assume un atteggiamento simile sullo schiavismo, a cui il suo Paese, e in particolare la monarchia, ha contribuito per secoli, creando una vasta operazione commerciale e grandi guadagni sulla compravendita di esseri umani. L’annuncio, in un articolo del leader laburista pubblicato sul Guardian, potrebbe aprire le porte a una dichiarazione di scuse da parte di re Carlo, quando il sovrano, attualmente impegnato a visitare varie ex colonie britanniche ai Caraibi, presiederà la settimana prossima nella regione l’annuale summit del Commonwealth, l’associazione che riunisce una sessantina di Paesi un tempo colonizzati dall’Impero britannico.

“Dobbiamo avere un dialogo con coloro che hanno sofferto lo schiavismo e io sono personalmente disponibile alle richieste di scuse per le responsabilità del Regno Unito”, scrive Burnham, che parteciperà a sua volta al vertice. “Il commercio degli schiavi dall’Africa alle Americhe è stato una brutale e barbara violazione dei diritti umani e il nostro Paese deve confrontarsi con quel passato”.

Il tema dei risarcimenti alle ex colonie

Il primo ministro, tuttavia, si dichiara contrario all’idea di risarcimenti finanziari alle nazioni vittime della tratta degli schiavi: “Non penso che i britannici di oggi debbano rispondere di torti storici, per quanto odiosi, avvenuti in un’era differente sotto leggi differenti”. Burnham nota però che i suoi predecessori si sono rifiutati di avere “un’onesta conversazione” sulla questione, preferendo “nascondere la testa sotto la sabbia”, e aggiunge di avere chiesto a Gordon Brown, ex premier del Labour e prima ancora per un decennio ministro delle Finanze, di guidare un’iniziativa globale per ristrutturare il debito di alcune delle più povere ex colonie britanniche.

Chiedere scusa è “la cosa giusta da fare dal punto di vista morale”, sottolinea un portavoce di Downing Street. Re Carlo, e prima di lui la regina Elisabetta, si erano finora limitati a esprimere rammarico per lo schiavismo: dal punto di vista legale, le scuse formali potrebbero dare implicitamente ragione alle richieste di risarcimento. Varie ex colonie di Londra, tra cui l’isola caraibica di Barbados, insistono per un indennizzo in denaro. Come compromesso, Burnham sembra offrire l’alleggerimento del debito estero.

L’indennizzo ai proprietari di schiavi

Il suo impegno a scusarsi per la tratta degli schiavi rappresenta comunque una svolta, ma per alcune associazioni umanitarie non è sufficiente: “Occorre arrivare a una giustizia riparatoria”, ossia ai risarcimenti finanziari, dice alla Bbc Denis O’Brien, fondatore di The Repair Campaign. Dal sedicesimo secolo, le autorità inglesi e la stessa casa reale hanno partecipato in primo piano al commercio degli schiavi, traendone lauti profitti. Nel 1833 la Gran Bretagna abolì lo schiavismo con una legge del parlamento, ma i proprietari di schiavi, nell’ambito di tale provvedimento, sono stati risarciti per avere perso i propri schiavi e soltanto nel 2015 il Regno Unito ha terminato di pagare gli interessi accumulati su quei risarcimenti. L’ingiustizia di avere risarcito gli schiavisti ma non i Paesi in cui gli schiavi venivano catturati rimane lampante.

Leggi i commenti