WASHINGTON – Dio torna nella sinistra americana alle elezioni Midterm del 3 novembre? In Texas, dove la vittoria al Senato manca ai dem dal 1988, tocca a James Talarico, 37 anni, seminarista presbiteriano, ricordare i due comandamenti del nonno, focoso predicatore battista, «Ama Dio e Ama il Prossimo», traendo dal Vangelo di Luca la morale: «Si vede meglio il mondo fra le lacrime». Nelle chat un elettore dem annota compunto: «La fede cristiana è rivoluzionaria». E un collaboratore di Talarico spiega al cellulare: «Viaggiando James prova citazioni ad effetto, contro Trump e Musk». Un cronista del New Yorker osserva che Talarico raccoglie minuzioso le massime dei teologi Dorothy Day e Gustavo Gutiérrez, perché «i nazionalisti cristiani hanno la bocca piena di Scritture e il cuore pieno d’odio», stoccata al vicepresidente Vance e al Segretario di Stato Rubio, cattolici.
WASHINGTON – Dio torna nella sinistra americana alle elezioni Midterm del 3 novembre? In Texas, dove la vittoria al Senato manca ai dem dal 1988, tocca a James Talarico, 37 anni, seminarista presbiteriano, ricordare i due comandamenti del nonno, focoso predicatore battista, «Ama Dio e Ama il Prossimo», traendo dal Vangelo di Luca la morale: «Si vede meglio il mondo fra le lacrime». Nelle chat un elettore dem annota compunto: «La fede cristiana è rivoluzionaria». E un collaboratore di Talarico spiega al cellulare: «Viaggiando James prova citazioni ad effetto, contro Trump e Musk». Un cronista del New Yorker osserva che Talarico raccoglie minuzioso le massime dei teologi Dorothy Day e Gustavo Gutiérrez, perché «i nazionalisti cristiani hanno la bocca piena di Scritture e il cuore pieno d’odio», stoccata al vicepresidente Vance e al Segretario di Stato Rubio, cattolici.
Il reverendo Adam Hamilton, candidato democratico al Senato per il Kansas, tiene in tasca la Bibbia e una manciata di sale, citando il Sermone della Montagna. Pastore di una congregazione di 25.000 metodisti, sfida il repubblicano Roger Marshall nel Kansas che non elegge un senatore democratico dal 1932: «Mi candido perché la Costituzione è sotto attacco. Vincerò se mi voteranno anche i repubblicani, non è tempo di faide». Un difficile appello alla nazione dell’odio. In Iowa, il dem Rob Sand, candidato governatore, predica dai microfoni Public Radio di Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio: «Siete pronti a rovesciare i tavoli degli affaristi ipocriti a Des Moines? Da adolescente esitavo a dichiararmi cristiano, imbarazzato dai fanatici omofobi a scuola. Ora seguo Parola e Via del Cristianesimo». Sarah Trone Garriott, pastora luterana candidata alla Camera, subisce crociate virali per aver partecipato, 20 anni fa, al matrimonio di una coppia satanista, ma dagli spot tv invoca il Buon Samaritano: «Chiunque sia dimenticato è il prossimo da aiutare… Siate pronti ad ascoltare, lenti a parlare», monito controverso su TikTok. Per capire come la fede trasformi i progressisti Usa, fermata d’obbligo è la Columbus Avenue, a Manhattan, dove i padri paolisti di St. Paul the Apostle celebrano la messa domenicale, alle cinque, per i Young Adults, nel programma “Out at St. Paul” della comunità cattolica Lgbtq, giovani che nel deserto delle app di incontri e con l’Apocalisse Intelligenza Artificiale sui podcast si scaldano il cuore con liturgia, solidarietà, comunità. WhatsApp esplode quando Leone XIV vota per posta a Chicago richiamando «il diritto e il dovere di partecipare ai processi democratici». Il Pontefice non rivela la scelta sulla scheda, ma dopo le polemiche Trump-Vaticano pochi hanno dubbi.