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Spagna, la tragedia dei treni spegne le speranze di rimonta di Sánchez: “Verrà punirà nel voto”

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Paese sotto shock per il nuovo incidente, 69 morti. La destra avanti nei sondaggi attacca il premier: “Le ferrovie un disastro”. “La campagna della sinistra entrerà in forte difficoltà, la destra avrà più certezze di riuscire a conquistare la maggioranza”, spiega il politologo Simón
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Se dopo la tragedia di Urda Pedro Sánchez e il suo ministro dei Trasporti Óscar Puente non si dimetteranno, potrebbero essere le urne a mandarli a casa. A meno di un mese dal voto anticipato, indetto per il 29 novembre dopo lo scioglimento delle Camere in seguito alla bocciatura dei decreti sull’emergenza abitativa scoppiata con lo sfratto dell’anziana Maricarmen, la battaglia delle opposizioni entra in un nuovo campo, quello della sicurezza delle infrastrutture, e le possibilità che sia questo il tema sul quale il sanchismo potrebbe capitolare diventano reali.

“Mancano quattro settimane alle elezioni, credo che la campagna della sinistra entrerà in una fase di forte difficoltà, mentre la destra avrà maggiori certezze di riuscire a conquistare la maggioranza in Parlamento”, spiega Pablo Simón, politologo dell’Università Carlos III di Madrid, che però ci tiene a precisare che queste sono solo ipotesi, ricordando il clima di grande sconforto e profondo shock che l’incidente di Urda ha s…

Se dopo la tragedia di Urda Pedro Sánchez e il suo ministro dei Trasporti Óscar Puente non si dimetteranno, potrebbero essere le urne a mandarli a casa. A meno di un mese dal voto anticipato, indetto per il 29 novembre dopo lo scioglimento delle Camere in seguito alla bocciatura dei decreti sull’emergenza abitativa scoppiata con lo sfratto dell’anziana Maricarmen, la battaglia delle opposizioni entra in un nuovo campo, quello della sicurezza delle infrastrutture, e le possibilità che sia questo il tema sul quale il sanchismo potrebbe capitolare diventano reali.

“Mancano quattro settimane alle elezioni, credo che la campagna della sinistra entrerà in una fase di forte difficoltà, mentre la destra avrà maggiori certezze di riuscire a conquistare la maggioranza in Parlamento”, spiega Pablo Simón, politologo dell’Università Carlos III di Madrid, che però ci tiene a precisare che queste sono solo ipotesi, ricordando il clima di grande sconforto e profondo shock che l’incidente di Urda ha scaturito il tutto il Paese. "Se prima della tragedia di Urda uno scenario diverso dalla vittoria del Partido Popular e di Vox sembrava altamente improbabile, ora appare a dir poco impossibile”, commenta Rodrigo Amírola, analista di Ateneo del Dato.

Se la storia politica del resistente socialista ha insegnato che Pedro Sánchez non è mai finito fino a quando non è finito e che fino a oggi è stato capace di trasformare le peggiori avversità in occasioni, per lui la corsa alle urne ora si è fatta pericolosamente in salita. Già poco prima del tamponamento tra i due treni dell’alta velocità a Toledo, che ha portato alla morte di almeno 69 passeggeri, i sondaggi davano in vantaggio il blocco delle destre: le ultime rilevazioni prima della tragedia davano il Partito Popolare al 31%, i socialisti del Psoe al 27% e l’estrema destra di Vox al 19. In attesa dei nuovi dati, al di là di quello che diranno i numeri i leader delle opposizioni, così come l’unione delle sinistre del Frente Amplio e i catalani di Junts, chiedono con fermezza una pronta risposta politica: ovvero le dimissioni del ministro Puente, uomo forte di Sánchez. “Il mio modo di essere responsabile è quello di affrontare la situazione", ha risposto ieri Puente escludendo l’uscita, mentre El Mundo pubblica un retroscena secondo il quale il ministro avrebbe rassegnato le dimissioni ma Pedro Sánchez gli avrebbe risposto che sarebbe stato “ingiusto” se se ne fosse andato. "È la prima volta che assistiamo a una dinamica diversa nella campagna elettorale. Da un lato, Feijóo ha cercato di prendere le distanze dalla posizione di Vox, che si è rifiutata di annullare i propri comizi elettorali e ha accusato il governo di essere un’organizzazione criminale. Dall’altro, mentre il Psoe ha respinto le dimissioni del ministro Puente, queste sono state richieste dai suoi alleati del Frente Amplio e dai partiti sovranisti”, spiega Amírola.

Mentre continuano le indagini su cosa sia accaduto a Urda, su Puente e sull’esecutivo pesa anche l’esito dell’inchiesta ancora in corso sul disastro ferroviario di Adamuz, che sulla stessa linea dell’alta velocità che unisce Madrid all’Andalusia portò alla morte lo scorso gennaio di 46 persone. “È inaccettabile che un Paese come la Spagna, con un sistema così efficiente come il nostro, subisca due incidenti di questa natura e portata in un solo anno", ha ripetuto ieri il presidente del governo Sánchez, che ha poi aggiunto: “C'è una perdita di fiducia nel sistema ferroviario ad alta velocità del nostro Paese. Il compito del governo non è solo quello di individuare il problema e determinarne le cause, ma anche di offrire soluzioni affinché una tragedia di questa portata, come ha detto ieri il re Felipe, non si ripeta mai più". Ora bisognerà capire se in vista del voto questa perdita di fiducia peserà o meno sull’esecutivo socialista, già fiaccato dalla recente crisi abitativa, che sarà al centro dello sciopero generale dell’11 novembre, dai fatti di Ceuta, dai procedimenti per corruzione che hanno coinvolto il Psoe e i familiari del premier. Cresce però il Pil, è notizia di ieri, al 2,7%, rispetto al 2,6% registrato nel secondo trimestre ed è sull’economia che il leader socialista ha ancora margine per giocare l’ultima scommessa.

“Se i sondaggi dicono che Pp e Vox potrebbero raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento, restava però l’incertezza sulla differenza di voti e di seggi tra il Pp e il Psoe. Si era delineato uno scenario in cui, se Vox fosse cresciuto molto e il PP avesse perso consensi, il Psoe sarebbe potuto passare all’opposizione, arrivando persino a diventare il primo partito per numero di voti. Ebbene, l’impatto di questa tragedia ferroviaria cambia effettivamente del tutto questo scenario”, spiega Pablo Simón. Due gli elementi che pesano, secondo Simón: da un lato il cambio dei temi al centro dell’agenda che fa sì che il governo perda il controllo dell’iniziativa. “Si potrebbe finire a parlare di una questione che riguarda il traffico ferroviario in Spagna e che, per di più, rientra nella competenza esclusiva del governo ed esclude il coinvolgimento di altre amministrazioni, come invece accade, per esempio, nel caso della questione abitativa. Pone sotto i riflettori l’operato del governo e, soprattutto, un problema che sappiamo persistere da almeno cinque anni: un peggioramento del trasporto ferroviario in Spagna, inizialmente in termini di comfort, poi di affidabilità e, ora, anche di sicurezza”, aggiunge Simón.

Dall’altro lato c’è il tema della speranza del Psoe di riuscire almeno a guidare l’opposizione. “Per farlo, avrebbe cercato di mobilitare durante la campagna circa un milione di elettori socialisti politicamente inattivi che in questo momento non andrebbero a votare. Ebbene, questo cambiamento di clima genera pessimismo e rende molto difficile costruire una campagna capace di mobilitarli finendo per allontanare definitivamente quello scenario”, spiega Simón che poi conclude: “Per il Partito Socialista sarà molto difficile”.

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