BRUXELLES – Colpire l’approvvigionamento e le riserve alimentari. La Commissione europea non ha dubbi sugli obiettivi dell’attacco hacker realizzato ieri in almeno otto Paesi dell’Ue e che ha preso di mira i sistemi di refrigerazione e congelamento di alcune delle più grandi catene di supermercati: da Carrefour a Delhaize, da Colruyt a Intermarché. Un’azione che ha messo soqquadro i punti vendita in Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Olanda, Estonia, Svezia e Finlandia.
I sospetti si concentrano sulla Russia che ormai mette a punto la sua guerra ibrida giorno per giorno. La scelta degli otto paesi, del resto, non sembra casuale. E punta a creare difficoltà in alcuni dei simboli dell’Unione europea e della Nato. Il Belgio come sede principale dell’Ue, l’Irlanda come presidente di turno dell’Unione, il Lussemburgo che ospita il Consiglio e la Francia il Parlamento europeo. E poi la Svezia e la Finlandia che hanno aderito da poco all’Alleanza Atlantica.
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BRUXELLES – Colpire l’approvvigionamento e le riserve alimentari. La Commissione europea non ha dubbi sugli obiettivi dell’attacco hacker realizzato ieri in almeno otto Paesi dell’Ue e che ha preso di mira i sistemi di refrigerazione e congelamento di alcune delle più grandi catene di supermercati: da Carrefour a Delhaize, da Colruyt a Intermarché. Un’azione che ha messo soqquadro i punti vendita in Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Olanda, Estonia, Svezia e Finlandia.
I sospetti si concentrano sulla Russia che ormai mette a punto la sua guerra ibrida giorno per giorno. La scelta degli otto paesi, del resto, non sembra casuale. E punta a creare difficoltà in alcuni dei simboli dell’Unione europea e della Nato. Il Belgio come sede principale dell’Ue, l’Irlanda come presidente di turno dell’Unione, il Lussemburgo che ospita il Consiglio e la Francia il Parlamento europeo. E poi la Svezia e la Finlandia che hanno aderito da poco all’Alleanza Atlantica.
Scaffali e frigoriferi vuoti in Belgio e Svezia per attacchi hacker contro i supermercati
«Il ripetersi degli attacchi informatici che hanno colpito decine di supermercati in Europa — ha avvertito il commissario europeo all’agricoltura Christophe Hansen — è profondamente preoccupante. Si tratta di un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori in essa: un monito che dobbiamo prendere sul serio». Ecco il nodo che si sta sempre più stringendo. L’obiettivo di Mosca è mettere in difficoltà l’Europa anche sui beni di prima necessità. Non è un caso che il governo britannico abbia di recente invitato a conservare scorte di vario genere in grado di garantire la sussistenza per tre giorni. E che la scorsa settimana la commissaria Ue alla Gestione delle crisi, la belga Hadja Lahbib, abbia ripetuto in pubblico a Bruxelles di preparare uno zainetto con tutto l’essenziale per affrontare eventuali momenti di emergenza. Già a metà ottobre, del resto, ancora la Francia aveva subito un’offensiva dello stesso tipo che aveva creato apprensione in centinaia di supermercati. Il punto debole in quel caso era il software danese Danfoss che controlla appunto la temperature dei frigoriferi e dei congelatori.
L’attacco di ieri, come quello di venti giorni fa, ha quindi costretto centinaia di punti vendita in Europa a chiudere temporaneamente e a gettare nei rifiuti tonnellate di cibo, con pesanti ripercussioni anche economiche. Il termostato di quasi tutti gli apparecchi è stato portato a 50 gradi. In Belgio, ad esempio, sono andati così in tilt una sessantina di esercizi. In Svezia è stata colpita la Gdo Ica, che copre circa il 33% della quota di mercato. In Irlanda risultano compromessi i sistemi di 13 supermercati SuperValu. In Finlandia i K-Store.
Anche nelle analisi della Commissione europea e dei governi coinvolti, si tratta di una sorta di salto di qualità nel conflitto ibrido perché colpisce direttamente i cittadini con il tentativo di provocare tensione sociale. Il timore è che questo tipo di sabotaggio possa compromettere le filiere alimentari del Vecchio Continente.
Il commissario Ue Hansen, pur esprimendo preoccupazione, ieri ha voluto comunque rassicurare che «la sicurezza alimentare non è attualmente a rischio». Il tema verrà portato all’attenzione della prossima riunione della Commissione. Perché l’Ue deve approntare delle contromisure «di fronte a minacce nuove e in continua evoluzione».
«Questi incidenti — ha detto poi un portavoce di Palazzo Berlaymont — dimostrano che gli attacchi informatici possono interrompere i servizi, colpire le imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini». Contro questi pericoli «la Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri per rafforzare la sicurezza informatica in tutta l’Unione». Lo scontro cibernetico con Mosca sta assumendo una veste ulteriore.