“Gli Usa non hanno un piano già pronto per attaccare l’Iran”. Trump nega le voci di un raid imminente, dopo le elezioni di midterm, in un'intervista al Financial Times. E si dice soddisfatto dell’attuale situazione di stallo: “Sembra che stiamo ottenendo tutto ciò che vogliamo. Ma siamo pronti a intervenire se necessario”.
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Trump: “Non sono in programma attacchi imminenti in Iran”
Gli Stati Uniti non hanno piani immediati per lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, ma sono pronti a intervenire se necessario. Lo ha sottolineato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al Financial Times, poche ore prima della chiusura dei seggi per le elezioni di midterm. "Siamo pronti a intervenire se necessario, ma potrebbe non esserci alcuna ragione per farlo", ha affermato Trump, aggiungendo che il confronto con Teheran è in una fase favorevole per Washington: "Sembra che stiamo ottenendo tutto quello che vogliamo". Il presidente ha inoltre riferito che sono in corso colloqui indiretti con l'Iran sul destino delle scorte di uranio arricchito. Trump ha anche sostenuto che il blocco dei porti iraniani stia mettendo sotto pressione l'economia di Teheran e che il traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz sia superiore a quello precedente alla guerra.
Allarme dell’ambasciata Usa a Riad per attacchi Houthi
L'ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha avvertito i cittadini americani dell'escalation delle minacce alla sicurezza da parte degli Houthi: in un avviso, ha affermato che i ribelli sono impegnati in ostilità contro l'Arabia, inclusi attacchi contro aeroporti civili e altre infrastrutture essenziali. L'ambasciata ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare “rapidamente” al di fuori dell'area immediatamente interessata.
Eisenkot: “Netanyahu sta cercando di compiere pogrom contro la democrazia”
"I servitori delle forze di sicurezza, delle forze dell'ordine e del servizio pubblico in Israele sono al servizio dello Stato, non del re. Guai a chi abusa della propria autorità e del proprio ruolo per perseguire interessi politici. In preda alla disperazione, il Likud e Netanyahu stanno cercando di compiere un pogrom contro la democrazia e lo Stato di diritto". Lo ha affermato su X il leader dell'opposizione israeliana Gadi Eisenkot. "Stanno cercando di trascinare tutti noi in una pericolosa crisi costituzionale. Purtroppo, non è la prima volta", ha spiegato. "È proprio per questo che non sono degni né idonei a continuare a governare e a mantenere il potere. È per questo motivo che la maggioranza dei cittadini israeliani ha votato contro la loro permanenza al governo", ha aggiunto.
Hormuz, due navi attaccate mentre transitavano nello Stretto
Due navi sono state attaccate mentre transitavano nello Stretto di Hormuz. A riferirlo è l'Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), agenzia marittima britannica, che ha diffuso due distinti avvisi relativi agli incidenti, mentre resta altissima la tensione tra Iran e Stati Uniti nell'area. Secondo quanto riportato, il governo indiano ha segnalato un attacco contro un’imbarcazione con equipaggio indiano in navigazione nello Stretto. La Marina reale dell'Oman ha tratto in salvo i membri dell'equipaggio. Il secondo episodio è stato segnalato a nord-est di Lima, in Oman, dove il responsabile della sicurezza a bordo di una petroliera ha riferito che la sala macchine è stata colpita da due proiettili di origine sconosciuta. In questo caso non sono state segnalate vittime né conseguenze per l'ambiente.