NEW YORK – Il presidente Donald Trump aveva detto agli americani di fare finta che sulla scheda ci fosse il suo nome. I giovani e i latinos, che nel 2024 avevano contribuito a mandarlo alla Casa Bianca, lo hanno preso in parola. Ma nel senso opposto: hanno votato per i democratici. Dalla notte elettorale che registra la grande onda blu emerge un dato: i giovani americani e gli ispanici hanno abbandonato Trump. L’effetto star di TikTok è evaporato. Secondo le prime analisi, i giovani non gli hanno perdonato l’aver trascinato gli Stati Uniti in guerra, i raid nelle città a caccia di immigrati ispanici, il costo insostenibile della vita, il rincaro del carburante, ma anche una diffusa corruzione. I democratici, che puntavano a riconquistare la Camera, si sono ritrovati davanti a uno scenario impensabile solo un anno fa: hanno preso anche il Senato.
Secondo Cnn, il 65 per cento degli elettori tra i 18 e i 29 anni - il 10 per cento del totale dei partecipanti a questa tornata - avrebb…
NEW YORK – Il presidente Donald Trump aveva detto agli americani di fare finta che sulla scheda ci fosse il suo nome. I giovani e i latinos, che nel 2024 avevano contribuito a mandarlo alla Casa Bianca, lo hanno preso in parola. Ma nel senso opposto: hanno votato per i democratici. Dalla notte elettorale che registra la grande onda blu emerge un dato: i giovani americani e gli ispanici hanno abbandonato Trump. L’effetto star di TikTok è evaporato. Secondo le prime analisi, i giovani non gli hanno perdonato l’aver trascinato gli Stati Uniti in guerra, i raid nelle città a caccia di immigrati ispanici, il costo insostenibile della vita, il rincaro del carburante, ma anche una diffusa corruzione. I democratici, che puntavano a riconquistare la Camera, si sono ritrovati davanti a uno scenario impensabile solo un anno fa: hanno preso anche il Senato.
Secondo Cnn, il 65 per cento degli elettori tra i 18 e i 29 anni - il 10 per cento del totale dei partecipanti a questa tornata - avrebbe votato blu. Due anni fa si erano divisi nel sostegno a Trump e Kamala Harris. Tra gli ispanici la percentuale che ha votato per i democratici è arrivata al 62 per cento, in aumento di oltre dieci punti rispetto a due anni fa. Numeri che si innestano in un quadro generale in cui gli americani hanno voluto dire basta al trumpismo: quattro elettori su dieci avevano definito l’economia il «problema principale». E tre su dieci “lo stato della democrazia” una questione prioritaria. Ma hanno inciso anche sanità, costo delle case e immigrazione.
Ogni parola pronunciata da Trump e dal suo vice, JD Vance, nell’ultimo mese ha allargato il solco con una larga parte di americani. A pochi giorni dall’Election Day Vance aveva risposto con una battuta a una giovane elettrice repubblicana, che gli aveva chiesto come le coppie potessero pensare di mettere su famiglia se il costo medio delle case era salito a oltre 400 mila dollari. «Beh, vorrei far notare che, secondo i miei calcoli, mi sono state rivolte quattro o forse cinque domande. E soltanto una riguarda il culo di Jon Husted», aveva risposto raggelando i presenti. Il riferimento era al candidato senatore repubblicano in Ohio, poi sconfitto, di cui Trump aveva lodato il fondoschiena durante i suoi comizi in giro.
La risposta surreale del vicepresidente, trasmessa in tv e diventata virale sui social, secondo alcuni commentatori potrebbe aver messo il sigillo finale al crollo di consensi. E forse indebolito la candidatura alle presidenziali del 2028 dello stesso Vance. Aver perso tutte le sfide di midterm nel suo Stato, l’Ohio - i democratici hanno vinto anche la corsa da governatore - non sarebbe un buon biglietto da visita per puntare alla Casa Bianca.