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La spinta dei giovani elettori nel Texas diviso in due. Talarico: “Ora restiamo uniti”

(agf)
Sfida cruciale per un seggio del Senato che i democratici hanno conquistato l’ultima volta nel 1988. Il 37enne ex seminarista contro i miliardari: “Unica minoranza che distrugge il Paese”
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AUSTIN (Texas) – Quando alle sette di sera del Texas i cancelli del Joe and Teresa Lozano Long Center for the Performing Arts si aprono al popolo di James Talarico rimasto in fila per ore, il grande schermo sintonizzato su Cnn mostra il candidato dem in vantaggio in alcune contee, dove lo spoglio è appena al 26 per cento. Ogni schermata un applauso, sempre più fragoroso: e qualche boo alla contea di Grayson, dove invece è in vantaggio il repubblicano Ken Paxton. La notte è ancora lunga: ma i giovani democratici di Austin- la capitale del Texas roccaforte democratica in un mare di aree rurali che finora hanno sempre votato repubblicano - già sognano che il loro candidato si affacci più presto del previsto, mentre si godono lo skyline dell’iconico centro per le arti sceniche affacciato sulle panoramiche sponde del Lady Bird Lake. Ospiti d’onore con accesso prioritario, qui sono soprattutto i volontari che si sono mobilitati fino all’ultimo. Bussando a ogni porta e facendo migliaia di te…

AUSTIN (Texas) – Quando alle sette di sera del Texas i cancelli del Joe and Teresa Lozano Long Center for the Performing Arts si aprono al popolo di James Talarico rimasto in fila per ore, il grande schermo sintonizzato su Cnn mostra il candidato dem in vantaggio in alcune contee, dove lo spoglio è appena al 26 per cento. Ogni schermata un applauso, sempre più fragoroso: e qualche boo alla contea di Grayson, dove invece è in vantaggio il repubblicano Ken Paxton. La notte è ancora lunga: ma i giovani democratici di Austin- la capitale del Texas roccaforte democratica in un mare di aree rurali che finora hanno sempre votato repubblicano - già sognano che il loro candidato si affacci più presto del previsto, mentre si godono lo skyline dell’iconico centro per le arti sceniche affacciato sulle panoramiche sponde del Lady Bird Lake. Ospiti d’onore con accesso prioritario, qui sono soprattutto i volontari che si sono mobilitati fino all’ultimo. Bussando a ogni porta e facendo migliaia di telefonate. Col locale Partito Democratico talmente sommerso dalle richieste di partecipazione da aver organizzato un secondo Watch Party poco più in là, nel salone delle feste dell’Hyatt Regency. Mentre i locali di South Congress Avenue sono rimasti aperti fino a tarda notte, ad aspettare i risultati fra tacos e birra.

Che in Texas il clima è cambiato il tv lo conferma JT Ennis, portavoce di Talarico, prima dei risultati finali: «Alle urne è già andato il 200 per cento in più dei giovani elettori. E fra i latini la crescita è del 179 per cento. Certo, i repubblicani tradizionalmente votano il giorno delle elezioni, ma sono dati che ci danno un vantaggio sicuro», afferma a spoglio non ancora concluso. D’altronde nel pomeriggio pure i ragazzi in fila per votare nel seggo di Dove Spring, periferia a sudest dove la percentuale ispanica è del 69 per cento e ci sono stati raid dell’Ice, lo confermano: “Clear Eyes, Full Hearts, can’t lose”, (sguardo limpido, cuore appassionato, non possono perdere) cantilenano entusiasti. Lo slogan della campagna che il 37enne Talarico ha ricavato dal telefilm: “Friday Night Lights”, storia di una squadra liceale di “underdog” – sfigati –che vincono il campionato grazie all’allenatore che li motiva con quelle parole. Metafora della gara condotta dell’ex seminarista presbiteriano, già insegnante di scuola media nell’area più povere di San Antonio.

Una sfida storica, quella di Talarico: figlio di una madre single che lasciò il marito alcolizzato quando lui aveva solo 7 settimane. L’ultimo senatore dem eletto in Texas fu Lloyd Bentsen un anno prima della sua nascita: era il 1988. La fede nell’impegno comunitario nutrito con il verbo populista lo ha spinto a portare il bus della sua campagna nei luoghi più periferici del Texas: «Ho incontrato una nonna che a Houston lavora 10 ore al giorno per prendersi cura del nipote di 5 anni, ma non guadagna più abbastanza per pagare l’affitto ed è stata sfrattata», ha raccontato durante il comizio tenuto lunedì sera da Stubb’s, il più famoso locale di barbecue e country di Austin. Temi che toccano la gente, da lui galvanizzata, pure con un’altra metafora, quella di Davide e Golia: «L’unica minoranza che distrugge l’America sono i miliardari. Hanno investito un sacco di soldi in questa campagna per screditarmi». Riferimento ai 326 milioni — 158 dei quali donati da Elon Musk — usati per rispolverare soprattutto una sua vecchia affermazione: «Dio è non binario», durante un dibattito sugli atleti trans. «Le persone ai vertici brigano per farci arrabbiare. Vogliono farci credere che siamo nemici tra noi»: lo ha ripetuto a ogni comizio. Lo dice anche nella sua notte più lunga: «Sanno che la nostra unità è la minaccia più grande al loro benessere e al loro potere. Voi, il popolo, siete l’unica fionda che può abbattere Golia».

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