✕

Russia, è morto a 81 anni uno dei creatori del Novichok

Ascolta l'audio

Vladimir Uglev è stato uno degli sviluppatori dell'agente nervino usato per avvelenare fra gli altri Navalny nel 2020 e Sergei e Yulia Skripal, nel 2018
1 minuti di lettura

LONDRA – È morto a 81 anni in Russia uno dei creatori del Novichok, il gas nervino usato dai servizi segreti di Mosca per numerosi avvelenamenti di dissidenti in patria e all’estero. Si chiamava Vladimir Uglev e negli ultimi anni della sua vita si era pentito del ruolo svolto nella ideazione del micidiale veleno, collaborando a inchieste su come era stato sviluppato il gas e a identificarlo negli attentati organizzati dal Cremlino. Lui era uno scienziato, non un membro dei servizi di sicurezza, ma si sentiva ugualmente responsabile della mostruosa creatura che aveva contribuito a creare.

La notizia del decesso è stata rivelata da The Insider, un sito specializzato in giornalismo investigativo, fondato nel 2013 da reporter russi poi andati in esilio, ora basato a Ruga, la capitale della Lettonia. Proprio The Insider ha rivelato l’uso del Novichok da parte dello spionaggio russo per cercare di uccidere il leader dell’opposizione Aleksej Navalny e il dissidente Vladimir Kara-Murza, entra…

LONDRA – È morto a 81 anni in Russia uno dei creatori del Novichok, il gas nervino usato dai servizi segreti di Mosca per numerosi avvelenamenti di dissidenti in patria e all’estero. Si chiamava Vladimir Uglev e negli ultimi anni della sua vita si era pentito del ruolo svolto nella ideazione del micidiale veleno, collaborando a inchieste su come era stato sviluppato il gas e a identificarlo negli attentati organizzati dal Cremlino. Lui era uno scienziato, non un membro dei servizi di sicurezza, ma si sentiva ugualmente responsabile della mostruosa creatura che aveva contribuito a creare.

La notizia del decesso è stata rivelata da The Insider, un sito specializzato in giornalismo investigativo, fondato nel 2013 da reporter russi poi andati in esilio, ora basato a Ruga, la capitale della Lettonia. Proprio The Insider ha rivelato l’uso del Novichok da parte dello spionaggio russo per cercare di uccidere il leader dell’opposizione Aleksej Navalny e il dissidente Vladimir Kara-Murza, entrambi sopravvissuti all’attentato: il primo, dopo essere stato curato in Germania con un antidoto che gli ha salvato la vita, rientrò in Russia, dove fu arrestato e condannato a dieci anni di carcere, ed è morto in prigione in circostanze mai chiarite; il secondo è stato liberato dal carcere in uno scambio di prigionieri. Sempre The Insider rivelò l’assassinio di un rifugiato ceceno a Berlino, ucciso da un killer dell’Fsb, il servizio di spionaggio erede del Kgb sovietico.

Uglev, riporta il sito, è deceduto il 26 ottobre. Aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita ad Anapa, una città della Russia meridionale affacciata al mar Nero. Il suo nome è diventato ampiamente noto in Occidente nel 2018, quando lo scienziato ha rilasciato una serie di interviste ai media in seguito all’avvelenamento di Sergej Skripal, una ex spia del Kgb che aveva defezionato nel Regno Unito, e di sua figlia Julia, che era andata a trovarlo a Salisbury, nell’Inghilterra del sud. Il gas era stato spruzzato da due agenti del Gru sul pomello della porta di casa di Skripal, come rivelato da indagini della polizia e del controspionaggio britannico. Due anni più tardi, sempre Uglev ha commentato le proprietà del Novichok quando questo veleno è stato utilizzato per cercare di assassinare Navalny.

Vladimir Uglev era nato a Kirovsk, in Russia, il 20 settembre 1946. Nel 1975 si è laureato presso l’Istituto di Tecnologia Chimica Dmitrj Mendeleyev di Mosca, specializzandosi in chimica e tecnologia delle sostanze biologicamente attive. Dal 1975 al 1990 ha lavorato come ricercatore senior presso la sede di Volsk dell’Istituto Statale di Ricerca di Chimica Organica e Tecnologia, uno dei laboratori che hanno partecipato allo sviluppo di veleni per i servizi di sicurezza del Cremlino.

Leggi i commenti