Usa e Ucraina dialogano in vista del trilaterale con la Russia in programma ad Abu Dhabi. In una telefonata di un’ora e mezza con Witkoff e Kushner, Zelensky ha presentato le proposte ucraine per i negoziati che “devono procedere a tutta velocità”, spiega il presidente. “Siamo grati agli Usa. Siamo pronti a intraprendere i passi necessari, la difesa aerea è una priorità importante”, aggiunge. Kushner apprezza “l’impegno costruttivo di Zelensky”, scrive su X.
Kushner: “Apprezziamo impegno costruttivo di Zelensky”
Kushner interviene dopo la telefonata con Witkoff e Zelensky: “Apprezziamo l'impegno costruttivo e la dedizione del presidente ucraino e del suo team nel trovare una strada da percorrere. Stiamo lavorando duramente con tutte le parti coinvolte per trovare una via verso una pace duratura. La nostra attenzione non è solo rivolta a porre fine a questa terribile guerra, ma anche all'architettura di sicurezza più ampia necessaria per garantire che, una volta cessati i combattimenti, non ricominci mai più”.
Zelensky: “Con Witkoff e Kushner prepariamo trilaterale”
“Abbiamo appena avuto una conversazione molto dettagliata, della durata di un'ora e mezza, con Steve Witkoff e Jared Kushner. Stiamo preparando un formato trilaterale a livello di team tra Ucraina, Stati Uniti e Russia che si terrà in meno di una settimana”, scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Oggi c'è stato anche un incontro sostanziale a Bruxelles con la partecipazione della nostra squadra, delle squadre provenienti da America, Ue, Francia, Regno Unito, Germania, Nato e Banca Mondiale, sul recupero postbellico. I negoziati devono procedere a tutta velocità per porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile. La difesa aerea è una priorità importante e ne abbiamo discusso. Abbiamo bisogno di intercettori per i sistemi Patriot per proteggere le vite dagli attacchi russi. L'Ucraina è grata agli Stati Uniti per il loro sostegno all'indipendenza dell'Ucraina, al nostro popolo e agli sforzi diplomatici. La pace non ha alternative e le garanzie di sicurezza postbellica devono essere davvero inattaccabili”.