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Polonia, la leader dello sciopero donne: “Sull’aborto Tusk non ha mantenuto le promesse”

Marta Lempart 

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Parla Marta Lempart, una della attiviste che ha creato il movimento contro il bando dell’interruzione di gravidanza. “Il suo governo perderà le elezioni”
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BERLINO – “Il governo Tusk perderà le elezioni. Perché non ha mantenuto le promesse. E adesso sta cercando frettolosamente di cambiare le cose per dimostrare che in tre anni non è stato con le mani in mano”. Marta Lempart è stata una delle madri dello “Sciopero delle donne” che ha portato in piazza milioni di polacchi quando i precedenti governi sovranisti decisero il bando dell’aborto. Ma oggi non nasconde la sua delusione verso il premier Donald Tusk, il politico moderato che quei milioni di manifestanti contribuirono a far diventare premier, nel 2026. E che aveva promesso anzitutto di liberalizzare l’interruzione di gravidanza. E di restituire l’autonomia ai giudici, ripristinando lo stato di diritto.

Lempart, lei deve ammettere però che per Tusk avere contro il presidente della Repubblica Nawrocki, che mette il veto su tutto, non è facile.

“Sì, ma le leggi sull’aborto non sono passate per problemi all’interno della maggioranza, non per i veti dei presidenti Duda o Nawrocki. Adesso…

BERLINO – “Il governo Tusk perderà le elezioni. Perché non ha mantenuto le promesse. E adesso sta cercando frettolosamente di cambiare le cose per dimostrare che in tre anni non è stato con le mani in mano”. Marta Lempart è stata una delle madri dello “Sciopero delle donne” che ha portato in piazza milioni di polacchi quando i precedenti governi sovranisti decisero il bando dell’aborto. Ma oggi non nasconde la sua delusione verso il premier Donald Tusk, il politico moderato che quei milioni di manifestanti contribuirono a far diventare premier, nel 2026. E che aveva promesso anzitutto di liberalizzare l’interruzione di gravidanza. E di restituire l’autonomia ai giudici, ripristinando lo stato di diritto.

Lempart, lei deve ammettere però che per Tusk avere contro il presidente della Repubblica Nawrocki, che mette il veto su tutto, non è facile.

“Sì, ma le leggi sull’aborto non sono passate per problemi all’interno della maggioranza, non per i veti dei presidenti Duda o Nawrocki. Adesso la discussione è ricominciata, e una legge è passata che depenalizza chi aiuta ad abortire ma non i medici: negli ospedali il bando continuerà ad esistere. Nelle scorse settimane è scesa in piazza una generazione nuova di attiviste legate a “Fundacja Widzanje”, sono veramente straordinarie. E protestano contro queste misure del tutto insufficienti. E' prevedibile, certo, che Nawrocki metterà di nuovo il veto. O forse no, se si ricorderà che il suo partito, il Pis, perse le elezioni anche sulla questione dei diritti delle donne…”

Tusk sta cercando anche di sbloccare la situazione alla Corte costituzionale, dominata dal 2015 dai giudici vicini al partito sovranista. Non è un passo nella giusta direzione?

“Sì, certo, ma penso comunque che Tusk perderà le elezioni. Dopo tre anni in cui ha fatto poco, ha fretta di dimostrare che non è stato con le mani in mano perché tra un anno si vota. E’ tutto ‘too little, too late’, troppo poco, troppo tardi. Ovvio, è importante togliere i giudici politicizzati dalla Corte costituzionale e dalla Corte suprema. Ricordo che fu proprio l’attuale Corte costituzionale a decidere il bando sull’aborto. E Tusk fa benissimo a forzare il blocco dei giudici fedeli a Nawrocki. Ma Tusk vinse le elezioni promettendo, nero su bianco, di restituire alle donne il diritto all’autodeterminazione. E anche sui diritti delle persone lgbtq+ non ha fatto nulla. Anzi, ora che la Corte di Giustizia Ue ha decretato che i matrimoni debbano essere trascritti nei Paesi di origine, il governo Tusk continua ad accampare scuse per non farlo. Sostengono che nella legge polacca c’è scritto che il matrimonio è tra uomo e donna e quindi non si può fare. Ma è una bugia”.

E quindi?

“Quindi, il 28 novembre, quando ci sarà l’anniversario del voto alle donne in Polonia, penso che scenderemo di nuovo in piazza per riprenderci i nostri diritti. E sono curiosa se Nawrocki sarà così sfacciato da porre nel frattempo il veto sulla ‘leggicchia’, chiamiamola così, sull’aborto. Ma io intanto sono felice di vedere in piazza una nuova generazione di donne e attiviste”.

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