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Weekend a Courchevel da più di 300 mila euro: in Russia la rete esplode contro l’élite

@rendez.vous.russia / Facebook 

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Elicotteri, champagne e hotel di extralusso: il quotidiano francese Le Figaro racconta la “fuga” promozionale organizzata dall’azienda russa Rendez-Vous. Che in patria è in caduta libera e riduce i salari a dipendenti
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La maggioranza dei russi non è il tipo da insorgere contro gli eccessi delle proprie “élite”: ci vede piuttosto una sorta di fatalità e alza le spalle. Ma l’“affare Courchevel” – come lo si pronuncia qui, “Kourchavel” – saturando i social network negli ultimi giorni, ha finito per provocare qualche scossone anche a Mosca. Basta giudicare: 337.000 euro spesi per un fine settimana di sci iper-lusso nella rinomata stazione delle Alpi, dove una manciata di personaggi famosi arrivati dalla Russia è stata invitata in jet privato, ospitata in un hotel a cinque stelle, rimpinzata di champagne a volontà e di pasti gourmet, con in più l’apparizione di Patricia Kaas per un concerto privato. Il tutto pagato da un marchio russo di abbigliamento i cui profitti sono in caduta libera, i dipendenti sottopagati e i conti non proprio limpidi.

Mentre la guerra in Ucraina si protrae, comportando ormai un costo umano ed economico colossale, queste bravate hanno suscitato scandalo, anche se i russi ne hanno…

La maggioranza dei russi non è il tipo da insorgere contro gli eccessi delle proprie “élite”: ci vede piuttosto una sorta di fatalità e alza le spalle. Ma l’“affare Courchevel” – come lo si pronuncia qui, “Kourchavel” – saturando i social network negli ultimi giorni, ha finito per provocare qualche scossone anche a Mosca. Basta giudicare: 337.000 euro spesi per un fine settimana di sci iper-lusso nella rinomata stazione delle Alpi, dove una manciata di personaggi famosi arrivati dalla Russia è stata invitata in jet privato, ospitata in un hotel a cinque stelle, rimpinzata di champagne a volontà e di pasti gourmet, con in più l’apparizione di Patricia Kaas per un concerto privato. Il tutto pagato da un marchio russo di abbigliamento i cui profitti sono in caduta libera, i dipendenti sottopagati e i conti non proprio limpidi.

Mentre la guerra in Ucraina si protrae, comportando ormai un costo umano ed economico colossale, queste bravate hanno suscitato scandalo, anche se i russi ne hanno viste altre. «In questi tempi difficili per il Paese, organizzate una festa in un Paese ostile, continuando al tempo stesso a fare profitti in Russia, grazie al denaro dei russi comuni che Courchevel la conoscono solo dalle foto. Siete completamente scollegati dalla realtà», si è potuto leggere in particolare sui social network.

Diversi deputati della Duma ne hanno approfittato per fare propria l’“indignazione” della popolazione, come Vitalij Milonov, noto per le sue uscite al vetriolo, in particolare contro gli omosessuali. «Resta ancora una banda di serpenti e di traditori marci, impregnati di valori occidentali e che sognano di farsi servire nelle boutique europee», ha inveito il parlamentare il 22 gennaio.

Una settimana prima, il 15 gennaio, il piccolo gruppo di happy few sbarcava a Courchevel per tre giorni di festa a bordo di elicotteri venuti a prelevarli all’aeroporto di Ginevra ai piedi di un aereo privato. Tutti avevano risposto all’invito di Rendez-Vous, una catena russa di abbigliamento e calzature che celebrava il suo venticinquesimo anniversario e i 16 anni della sua boutique di Courchevel, frequentata soprattutto dalla clientela russa, numerosa ogni inverno nella prestigiosa stazione sciistica. Tra questi privilegiati, Ksenia Sobtchak, imprenditrice e star di YouTube, ex candidata alle presidenziali russe del 2018 ma soprattutto figlia di Anatolij Sobtchak, primo sindaco di San Pietroburgo (morto nel 2000); un amico stretto di Vladimir Putin, il che vale alla figlia di essere protetta dal padrone del Cremlino.

L’influencer Oksana Samojlova, la modella Elena Perminova, l’attrice Elizaveta Bazykina, lo stilista e presentatore televisivo Alexander Rogov… e molti altri. Tutti alloggiati nel lussuoso hotel Le Strato, dove una camera doppia oscilla tra 2.500 e 9.000 euro a notte. “Postate” dagli stessi interessati, foto e video di questo bel mondo che si diverte sulle piste o cavalca magnum di champagne Drappier hanno rapidamente fatto il giro del web. Così come la loro danza, con le pellicce ben in vista, sui tavoli del ristorante d’alta quota Bagatelle, sventolando bandiere russe.

Andreï, un soldato russo al fronte nel Donbass, ha inviato loro un messaggio, ripreso dalla stampa: «Mi rivolgo alla nostra élite che, mentre i nostri soldati combattono, passa le vacanze a Courchevel, finanzia i nostri nemici, le forze armate ucraine, quelli che ci uccidono. Voglio chiedere loro: siete pazzi?». Interrogato dal quotidiano Izvestia, uno dei partecipanti, Alexander Rogov, ha risposto, senza scomporsi: «Stavo lavorando. Era una riunione d’affari con il marchio».

Proprio Izvestia e altri media russi, hanno lavorato sul gruppo Rendez-Vous. Il risultato è edificante. Il marchio ha aperto la sua prima boutique nel 2000 nel celebre grande magazzino GUM e conta attualmente 104 punti vendita in tutto il Paese. Il suo fondatore, Simon Bakhchinian, cittadino cipriota di origine armena ma nato in Georgia, era alla testa di un patrimonio di 19,2 milioni di euro nel 2016, al momento del divorzio dalla moglie, Oksana Gamazina.

All’epoca, la coppia si divide una fortuna comprendente beni appartenenti a sei società francesi, in particolare ville, diversi appartamenti a Parigi e a Saint-Cloud, locali commerciali, tra cui il negozio Rendez-Vous di Courchevel. Se, dopo il divorzio, Simon Bakhchinian ha ceduto una parte del controllo dei suoi affari al figlio David, sarebbe ancora ampiamente coinvolto nel gruppo familiare ed era presente durante il mirabolante week-end di sci a Courchevel.

Soprattutto la stampa russa ha scoperchiato il vaso di Pandora di un gruppo in seria difficoltà finanziaria, il cui utile netto è crollato del 70% nel 2024 e che è stato condannato più volte nel 2025 per mancato pagamento dei contributi sociali. «A Courchevel si fa festa, in Russia siamo indebitati», riassume Izvestia. Inoltre, risulta che il “lusso” vantato dal marchio è ben misero. La rivista Baza ha così rivelato che il marchio di punta di Rendez-Vous, le scarpe Tendance, presentate come francesi, sono in realtà prodotte in Cina. «Una borsa da cinquantamila rubli (circa 550 euro, ndr) comincia a scollarsi dopo un mese», scrive Baza, indicando che 127 reclami sono stati presentati contro il marchio negli ultimi due anni.

Nel frattempo, sui social network rimbalzano le notizie delle riduzioni salariali subite dal personale di un’azienda che va a rotoli. «Prima, alcune commesse, lavorando sette giorni su sette, potevano guadagnare fino a 200.000 rubli al mese (circa 2.200 euro, nota della redazione). Ora non si guadagna più di 80.000 rubli (850 euro, nota della redazione)», testimonia una venditrice a Izvestia. «Sui social si vedono i jet privati, le ostriche, l’alcol di lusso (…). Dietro le quinte, ci sono cause per articoli difettosi e tagli di stipendio per i dipendenti», si lamenta uno di loro. Accuse respinte dall’azienda in un comunicato.

Un’espressione ricorre nei commenti: i super-ricchi non avrebbero «tratto le lezioni»… In altre parole, questi “beautiful people” russi avrebbero dimenticato le loro precedenti uscite di strada, come quella memorabile serata “mezzi nudi” al Mutabor, un locale di tendenza di Mosca, nel dicembre 2023. Duecento celebrità avevano partecipato a questa festa sfrenata, le cui foto avevano circolato sui social prima di essere denunciate dalle autorità russe come un attentato ai valori tradizionali. Tra gli invitati figurava, già allora, Ksenia Sobtchak, tra gli altri… Il rapper Vacio (Nikolaj Vassiliev) vi si era recato nel più semplice abbigliamento possibile, vestito soltanto con una calza sui genitali.

«Queste feste dispendiose erano normali negli anni 2000, tutte le grandi aziende le organizzavano. Ma l’epoca è cambiata», spiega un buon osservatore a Mosca. Nel 2007, sempre a Courchevel, il miliardario russo Mikhail Prokhorov, capo di Norilsk Nickel, leader mondiale del nichel e del palladio, era stato posto in stato di fermo nell’ambito di un’indagine giudiziaria aperta per «sfruttamento aggravato della prostituzione». Escort-girl, gioielli e pellicce… Albergatori e commercianti, dal canto loro, non hanno mai smesso di corteggiare e far arrivare questa clientela russa considerata una macchina da soldi, anche dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

(Copyright Le Figaro/Lena- Leading European Newspaper Alliance)

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