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Romney, Romney e ancora Romney
vince in Maryland, Wisconsin e D.C.

Una tripletta per il candidato mormone che è una nuova ipoteca sulla nomination finale, anche se Santorum non ha ancora intenzione di fare un passo indietro. Mitt Romney ottiene 71 delegati in un giorno solo, vola oltre i 600 e mette il 'Santo' con le spalle al muro: dovrebbe ottenere il 76% nelle restanti primarie per vincere, una soglia praticamente irraggiungibile
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WASHINGTON - Potrebbe essere la tripletta che chiude la partita della nomination repubblicana, anche se da Santorum non arrivano segnali di rinuncia. Mitt Romney ha vinto le primarie in Maryland, nel District of Columbia (dove ha sede la capitale Washington) e in Wisconsin. E l'ha fatto con largo margine.

Romney ha spazzato via i suoi avversari in Maryland, con il 49,1% dei voti, staccando di 20 punti Santorum e lasciando Newt Gingrich e Ron Paul con le briciole, intorno al 10%. Un vantaggio che - a seconda di come il voto è distribuito sul territorio - potrebbe valere a Romney tutti i 37 delegati in palio.

Man bassa di delegati anche in D.C. per Romney, che porta a casa tutti e 16 i delegati con oltre il 70% delle preferenze (ma qui il nome di Santorum non era nemmeno nelle urne).

In Wisconsin, il candidato mormone ha vinto con un margine più ristretto, circa 5 punti percentuali: il miliardario ottiene il 42,5%, contro i 37,7 di Santorum, l'11,7 di Paul e il 6,1 di Gingr…
WASHINGTON - Potrebbe essere la tripletta che chiude la partita della nomination repubblicana, anche se da Santorum non arrivano segnali di rinuncia. Mitt Romney ha vinto le primarie in Maryland, nel District of Columbia (dove ha sede la capitale Washington) e in Wisconsin. E l'ha fatto con largo margine.

Romney ha spazzato via i suoi avversari in Maryland, con il 49,1% dei voti, staccando di 20 punti Santorum e lasciando Newt Gingrich e Ron Paul con le briciole, intorno al 10%. Un vantaggio che - a seconda di come il voto è distribuito sul territorio - potrebbe valere a Romney tutti i 37 delegati in palio.

Man bassa di delegati anche in D.C. per Romney, che porta a casa tutti e 16 i delegati con oltre il 70% delle preferenze (ma qui il nome di Santorum non era nemmeno nelle urne).

In Wisconsin, il candidato mormone ha vinto con un margine più ristretto, circa 5 punti percentuali: il miliardario ottiene il 42,5%, contro i 37,7 di Santorum, l'11,7 di Paul e il 6,1 di Gingrich. Dei 42 delegati in palio in questo Stato del midwest, Romney ne ottiene almeno 30. Sei dovrebbero andare a Santorum e altri 6 sono ancora da assegnare.

Con queste vittorie, Romney supera i 600 delegati (arriva a 646, per la nomination ne sono necessari 1144), ma il suo più diretto inseguitore, Santorum, rimane al palo a 272. E i calcoli con lui sono impietosi: per ottenere la nomination, l'italoamericano dovrebbe ottenere il 76% dei delegati ancora da assegnare, un obiettivo praticamente impossibile visto che molti Stati hanno un sistema proporzionale.

Romney: "Che grande notte". Nel suo discorso post-vittoria, Mitt Romney parla già da candidato, attaccando a testa bassa Barack Obama. E' rilassato, sa che la sua strategia del passo dopo passo lo sta premiando. "Abbiamo vinto ovunque, che grande notte", esordisce davanti a una folla di fans a Milwaukee. "Purtroppo per l'America, Obama pensa che sta facendo un buon lavoro. Ma non è così. Lui vuole trasformare il nostro Paese in una società fondata sullo ruolo del governo. Noi vogliamo tornare un'America terra di opportunità, di libertà economica. Obama dice di amare l'economia, ma odia gli affari. E' come se amasse le omelettes, ma non le uova".

Santorum: "Vinceremo in Pennsylvania". L'ultra-conservatore di origini italiane non lascia la corsa. Ma ci crede sempre di meno. "Siamo a metà della partita. Tanta gente deve essere ancora dire la sua", esclama al microfono. Forse cerca il gol della bandiera, per salvare la faccia, vincendo tra due settimane nel suo Stato. Ma con orgoglio, mentre vede il ritiro che si avvicina, Santorum rivendica quella che è stata, non si può negare, una campagna straordinaria contro i fondi miliardari a disposizione di Romney: "In questi mesi, senza soldi - dice tra gli applausi - abbiamo dovuto affrontare il candidato moderato scelto dall'aristocrazia repubblicana". Ma Davide stavolta non è riuscito a battere Golia. Stavolta: appuntamento al 2016?