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USA

Cena da star per Barack e Michelle
Ospiti di "Carrie" e lady Vogue

L'attrice Sarah Jessica Parker organizza nella sua casa di Manhattan un party di raccolta fondi per la campagna di Obama insieme ad Anna Wintour. Ottantamila dollari a coppia per partecipare all'evento mondano dell'anno. E per la coppia presidenziale non sarà certo l'ultimo

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NEW YORK - Quei reporter impiccioni del New York Post, il giornale del magnate Rupert Murdoch che a Barack Obama gliel'ha giurata, sono andati a beccare perfino la signora delle pulizie, spazzolone in mano, a spolverare a più non posso l'ingresso di casa. Ma è da almeno una settimana che non c'è pace davanti alla strepitosa abitazione di Sarah Jessica Parker, laggiù tra i vialetti dorati del Village. Vai e vieni di inservienti, trasportatori, decine di addetti alle pulizie: tutto per rimettere a nuovo la townhouse, una sorta di villetta di qui, dove la regina di "Sex and the City", con il marito star del cinema e di Broadway, Matthew Broderick, ospiterà il presidente degli Stati Uniti, nella cena più attesa della stagione elettorale. E che cena. A ricevere gli illustri ospiti, e le decine e decine di persone che hanno versato 80mila dollari a coppia per dire "io c'ero", ci sarà nientedimeno che la solitamente poco socievole Anna Wintour, la direttrice-monarca di "Vogue", da anni padrona delle passerelle ma assai poco propensa a mettere in mostra se stessa.

VIDEO: L'INVITO DI SARAH JESSICA PARKER

L'hanno già ribattezzata, manco a dirlo, la cena delle stelle. E quel cattivone di Rush Limbaugh, il picchiatore radiofonico della destra più arrabbiata, un signore che dovette scusarsi per aver aggredito una studentessa che difendeva la riforma sanitaria definendola letteralmente "sgualdrina", ha già ribattezzato senza tanto rispetto il presidente "Barack Kardashian": in riferimento alla notissima e curvosissima Kim dei reality show dal sempiterno gossip. E già. E dove dovrebbe andare a raccoglierli i soldi, il presidente, per contrastare il fiume di miliardi che Wall Street e dintorni sta mettendo a disposizione del suo rivale Mitt Romney? Pensate: un riccone soltanto, l'imperatore dei casinò di Las Vegas, Sheldon Adelson, ha finora staccato - rivela il New York Times - un assegno da 35 milioni di dollari. E se i repubblicani, sempre pronti a issare le insegne della purezza e della religione, non si fanno scrupolo di farsi finanziare da Las Vegas, potrà o non potrà Barack lasciarsi coccolare da
Hollywood, dalla cena con George Clooney a quella con la bella Sarah?

La giornata newyorchese del presidente è fitta fitta. A New York visiterà prima di tutto il World Trade Center: per la prima volta da quando la Freedom Tower si erge già più alta dell'Empire State Building. In America si festeggia il giorno della bandiera: e nulla è più patriottico del sacrario dell'11 settembre. La serata da "Sex & the City" è poi solo il primo appuntamento di una lunga notte. Dopo la cena delle stelle al Village, Barack e Michelle si trasferiranno a Midtwon, dove al Plaza si terrà l'ennesima raccolta fondi in loro onore. Qui, per la verità, la nobilità dello spettacolo brillerà meno, visto che la star della serata sarà la pur bravissima ma certo non chicchissima Mariah Carey. Ma tant'è. Cederà, Barack, alla tentazione
di intonare lui stesso una canzone, come ha fatto durante una celebre puntata all'Apollo Theathre, lassù ad Harlem? "Let's stay together" abbozzò il presidente: il classico soul di Al Green. Vuol dire, come si sa, restiamo insieme: ed è più che un invito all'America in questa campagna elettorale dall'esito difficilissimo.

Risponderà l'America all'invito? L'impagabile Anna Wintour dall'alto del suo scranno supersnob un consiglio lo dà a tutti i sostenitori. Accorrete numerosi, dice nel video che pubblicizza l'evento. Ma "don't be late": arrivate puntuali cioè. Sembra il vero slogan di questa difficilissima campagna elettorale. Per salvare Obama dall'assalto della destra bisogna muoversi in fretta: prima, appunto, che sia troppo tardi.