Esteri

ELEZIONI USA

Sanità, americani bocciano Ryan
no alla proposta di privatizzazione

Secondo il Pew Research Center al 49% degli cittadini Usa non piace l'idea di dare ai pensionati voucher per pagare un'assicurazione sanitaria piuttosto che affidarsi a quella pubblica. L'iniziativa del candidato vicepresidente repubblicano contro l'assistenza sanitaria può dare nuova linfa alla campagna di Obama

1 minuti di lettura
WASHINGTON - Alla maggioranza degli americani non piace la proposta di privatizzazione del Medicare, l'assistenza sanitaria pubblica per gli anziani, proposta dal candidato repubblicano alla vicepresidenza Paul Ryan. Secondo un sondaggio del Pew Research Center il 49% degli americani disapprova l'idea di dare ai singoli pensionati dei voucher per potersi pagare un'assicurazione sanitaria piuttosto che affidarsi a quella pubblica. Solo il 34% degli intervistati sostiene la proposta avanzata dal presidente della commissione Bilancio della Camera e che è stata approvata già due volte dalla maggioranza repubblicana.

Un piccolo colpo su un tema caldo che non intacca però la scelta di Mitt Romney come suo vice di Ryan, giovane deputato del Wisconsin, amatissimo dai fan dello 'small government' e della famiglia tradizionale, ovvero il Tea Party. E anche la piattaforma della prossima Convention, spostata a destra sul tema dell'aborto, dell'immigrazione e dei diritti dei gay, solo per fare qualche esempio, dimostra questa affannosa rincorsa di Romney all'elettorato estremista.

L'aborto, in questi giorni di campagna elettorale, resta uno dei temi più bollenti. Da un lato la posizione intransigente dei repubblicani che intendono rimettere al centro della loro agenda il divieto di abortire senza se e senza ma, neanche in caso di violenza sessuale. Dall'altro la campagna del democratico Obama che si pone a paladino delle donne. E la polemica per le dichiarazioni del deputato Todd Akin, secondo cui una donna che viene stuprata non può rimanere incinta, ha innervosito i repubblicani. Non stupisce dunque che ieri, riuniti a Tampa in Florida dove si svolgerà da lunedì la Convention del partito che investirà ufficialmente Romney, i repubblicani abbiano approvato un progetto di emendamento costituzionale anti-abortista.

La decisione del panel repubblicano di 110 membri "non è una sorpresa" - ha commentato puntualmente Lis Smith, portavoce di Obama - "perché il vice di Romney, Paul Ryan, si è già battuto per vietare l'aborto anche nei casi di stupro". Todd Akin, nel frattempo, nonostante le pressioni di Romney e Ryan, non rinuncia alla candidatura al Senato, ma non parteciperà alla convention repubblicana in Florida.