SEMBRAVA un capitolo chiuso, con l'inclusione nel programma della Convention repubblicana delle posizioni più intransigenti sull'aborto volute dalla destra conservatrice: "Aborto mai", in nessun caso. Ora invece il candidato repubblicano Mitt Romney smorza le polemiche e si dice favorevole all'interruzione di gravidanza nel caso di uno stupro, incesto o per motivi di salute della madre.
L'apertura ai motivi di salute della madre rischia di sollevare perplessità fra i più conservatori dei repubblicani, ma potrebbe far recuperare a Romney parte del consenso perso dopo le polemiche durissime seguite alle frasi shock del deputato del Missouri Todd Akin che aveva detto che "se si tratta di un vero stupro" le donne non rimangono incinte. Frasi poi ritrattate, ma che hanno provocato un terremoto politico. Tanto che Obama è arrivato a dichiarare "uno stupro è sempre uno stupro, quelle opinioni sono offensive".
Eppure la retromarcia di Romney rischia di essere vanificata da un altro candidato repubblicano, stavolta in Pennsylvania. A Tom Smith, fiero oppositore dell'aborto senza se e senza ma, è stato chiesto come reagirebbe se sua figlia o sua nipote rimanessero incinta dopo uno stupro. Agghiacciante la risposta: "Nella mia famiglia ci siamo trovati in una situazione simile, e abbiamo scelto la difesa della vita. Ma mia figlia non è stata violentata, è rimasta incinta al di fuori del matrimonio". Poi, di fronte all'incalzare delle domande, ha detto: "Non voglio discutere del metodo di concepimento, sono pro-vita, punto".
Una posizione moderata, quella di Romney sull'aborto, che potrebbe rinfocolare quei dubbi dei conservatori su alcune posizioni considerate troppo progressiste del candidato presidente su diritti omosessuali, controllo delle armi e appunto aborto quando era governatore in Massacchussetts, uno stato tradizionalmente liberale e democratico. Anche per questo Romney ha scelto il giovane (42 anni) ultraconservatore Paul Ryan come suo vice.
L'apertura ai motivi di salute della madre rischia di sollevare perplessità fra i più conservatori dei repubblicani, ma potrebbe far recuperare a Romney parte del consenso perso dopo le polemiche durissime seguite alle frasi shock del deputato del Missouri Todd Akin che aveva detto che "se si tratta di un vero stupro" le donne non rimangono incinte. Frasi poi ritrattate, ma che hanno provocato un terremoto politico. Tanto che Obama è arrivato a dichiarare "uno stupro è sempre uno stupro, quelle opinioni sono offensive".
Eppure la retromarcia di Romney rischia di essere vanificata da un altro candidato repubblicano, stavolta in Pennsylvania. A Tom Smith, fiero oppositore dell'aborto senza se e senza ma, è stato chiesto come reagirebbe se sua figlia o sua nipote rimanessero incinta dopo uno stupro. Agghiacciante la risposta: "Nella mia famiglia ci siamo trovati in una situazione simile, e abbiamo scelto la difesa della vita. Ma mia figlia non è stata violentata, è rimasta incinta al di fuori del matrimonio". Poi, di fronte all'incalzare delle domande, ha detto: "Non voglio discutere del metodo di concepimento, sono pro-vita, punto".
Una posizione moderata, quella di Romney sull'aborto, che potrebbe rinfocolare quei dubbi dei conservatori su alcune posizioni considerate troppo progressiste del candidato presidente su diritti omosessuali, controllo delle armi e appunto aborto quando era governatore in Massacchussetts, uno stato tradizionalmente liberale e democratico. Anche per questo Romney ha scelto il giovane (42 anni) ultraconservatore Paul Ryan come suo vice.