TAMPA - Da mesi ormai non c'erano dubbi, ma ora è ufficiale: i delegati della Convention Repubblicana di Tampa hanno approvato, dopo le tradizionali dichiarazioni di voto stato dopo stato, la candidatura di Mitt Romney alla presidenza degli Stati Uniti.
In serata ha poi tenuto il suo primo discorso ufficiale Ann Romney. La candidata al ruolo di First Lady ha cercato di mostrare l'aspetto 'umano' di Mitt Romney, parlando del suo matrimonio e dell'amore che provano a vicenda. Per concludere poi: "Mitt è l'uomo che risolleverà l'America"
L'unico degli sfidanti nelle primarie a non aver garantito il suo appoggio a Romney è Ron Paul. Il candidato mormone dovrebbe accettare la candidatura nell'ultima giornata della convention, giovedì. Nominato, per acclamazione, anche Paul Ryan per la vicepresidenza.
I democratici. Mentre a Tampa va in scena l'incontro dei delegati repubblicani, parte anche la controffensiva del presidente Barack Obama, che in due giorni toccherà ben tre Stati-chiave per l'esito delle prossime elezioni: Iowa, Colorado e Virginia. E proprio da Ames, in Iowa, lo Stato dove nel 2008 partì la sua corsa trionfale per la Casa Bianca, Obama parla ai una platea di 6.000 studenti invitandoli a "credere". Credere nel futuro, credere nelle sue politiche. E a non scoraggiarsi di fronte alle proposte dei repubblicani che - a suo dire - riporterebbero il Paese indietro: non solo non aiutandolo ad uscire dalla crisi, ma portandolo sui posizioni più estremiste anche sulle più delicate questioni sociali.
L'affondo di Obama - che la prossima settimana accetterà a sua volta la nomination dalla Convention democratica a Charlotte, in North Carolina - rompe ogni protocollo col passato, quando durante una convention difficilmente un presidente partecipava a 'controeventi' di natura elettorale. Una tradizione di cortesia - spiegano i media americani - che stavolta non poteva essere rispettata vista la posta in gioco.
Obama e Romney, a poco più di due mesi dal voto del 6 novembre, sono testa a testa nei sondaggi. E nessuno dei due si può permettere di mollare anche solo per un giorno, lasciando all'avversario la scena.
La Chiesa cattolica. E dimostrando prudente ecumenismo politico l'arcivescovo di New York e presidente della Conferenza Episcopale americana, Tim Dolan, non andrà solo alla convention repubblicana di Tampa in Florida. Sarà anche a quella di Barack Obama a Charlotte in North Carolina. I rapporti tra la chiesa cattolica Usa e la Casa Bianca non sono affatto buoni da quando a febbraio venne fuori che tutti i datori di lavoro - inclusa la chiesa - avrebbero dovuto fornire gratis ai dipendenti sistemi anticoncezionali.
In serata ha poi tenuto il suo primo discorso ufficiale Ann Romney. La candidata al ruolo di First Lady ha cercato di mostrare l'aspetto 'umano' di Mitt Romney, parlando del suo matrimonio e dell'amore che provano a vicenda. Per concludere poi: "Mitt è l'uomo che risolleverà l'America"
L'unico degli sfidanti nelle primarie a non aver garantito il suo appoggio a Romney è Ron Paul. Il candidato mormone dovrebbe accettare la candidatura nell'ultima giornata della convention, giovedì. Nominato, per acclamazione, anche Paul Ryan per la vicepresidenza.
I democratici. Mentre a Tampa va in scena l'incontro dei delegati repubblicani, parte anche la controffensiva del presidente Barack Obama, che in due giorni toccherà ben tre Stati-chiave per l'esito delle prossime elezioni: Iowa, Colorado e Virginia. E proprio da Ames, in Iowa, lo Stato dove nel 2008 partì la sua corsa trionfale per la Casa Bianca, Obama parla ai una platea di 6.000 studenti invitandoli a "credere". Credere nel futuro, credere nelle sue politiche. E a non scoraggiarsi di fronte alle proposte dei repubblicani che - a suo dire - riporterebbero il Paese indietro: non solo non aiutandolo ad uscire dalla crisi, ma portandolo sui posizioni più estremiste anche sulle più delicate questioni sociali.
L'affondo di Obama - che la prossima settimana accetterà a sua volta la nomination dalla Convention democratica a Charlotte, in North Carolina - rompe ogni protocollo col passato, quando durante una convention difficilmente un presidente partecipava a 'controeventi' di natura elettorale. Una tradizione di cortesia - spiegano i media americani - che stavolta non poteva essere rispettata vista la posta in gioco.
Obama e Romney, a poco più di due mesi dal voto del 6 novembre, sono testa a testa nei sondaggi. E nessuno dei due si può permettere di mollare anche solo per un giorno, lasciando all'avversario la scena.
La Chiesa cattolica. E dimostrando prudente ecumenismo politico l'arcivescovo di New York e presidente della Conferenza Episcopale americana, Tim Dolan, non andrà solo alla convention repubblicana di Tampa in Florida. Sarà anche a quella di Barack Obama a Charlotte in North Carolina. I rapporti tra la chiesa cattolica Usa e la Casa Bianca non sono affatto buoni da quando a febbraio venne fuori che tutti i datori di lavoro - inclusa la chiesa - avrebbero dovuto fornire gratis ai dipendenti sistemi anticoncezionali.