Brava, bella, appassionata, commossa, Michelle Obama ha pronunciato martedì sera il discorso della vita, al Congresso Democratico. E nessuno l'ha vista. Qualcuno avrà pietà del vecchio Clinton, l'obamiano riluttante, e lo guarderà questa sera?
Sono stati disastrosi anche per i Democratici, come già per i Repubblicani a Tampa la scorsa settimana, i dati degli ascolti televisivi dopo la prima giornata. Share attorno e inferiori all'uno per cento per i network generaliste. Crolli rispetto ai risultati di quattro anni or sono: meno 24% per la Nbc, meno 36% per la Abc e addirittura un meno 45% per la Cbs, la rete che fu il tempio della grande informazione video. E noccioline anche per la tv via cavo, Fox, Msnbc, la ormai marginale Cnn rimaste a contendersi, con la loro crescente faziosità, i resti.
In attesa del vecchio seduttore Bill "Bubba" Clinton, re della seconda giornata ma condannato ad andare contro la prima partita attesissima del campionato di football fra gli squadroni di New York e di Dallas nelle stesse ore, e del "clou", il discorso di Obama giovedì sera ridimensionato al Palazzo delle sport con il pretesto della possibile pioggia sul grande stadio destinato a troppi vuoti, la conclusione è ovvia. Il disinteresse del pubblico non ha un colore politico. Repubblicani, Democratici, Indipendenti, conservatori, progressisti, latinos, neri, donne, bianchi, e soprattutto giovani ignorano queste Convention. E dunque gli effetti negativi o positivi sui sondaggi sono minimi se non inesistenti, come ha già dimostrato Romney che ha visto appena incresparsi il piatto mare delle proprie percentuali dopo il suo show.
Il mostro delle Convention in scatola e plastificate sta divorando sé stesso. Troppo laccato, troppo "scripted", troppo sceneggiato, troppo scontato, troppo prevedibile, troppo sdentato dai partiti che vivono nel terrore della gaffe, del lapsus, del dibattito e della spontaneità, il non-evento è ormai privo di interesse umano o politico e il pubblico, naturalmente, lo ignora, lasciandolo ai "junkies", ai tossici della politica.
Il dato è tremendo. Un prodotto concepito interamente per la televisione non funziona più in televisione.
Non importa quanto bravi, azzimati, appassionati, inceronati siano gli oratori che si succedono sul palcoscenico per raccogliere gli applausi a comando e le ovazioni dei convertiti, dei delegati che stanno raccolti ai loro piedi per fare da osannanti comparse.
Il picco degli ascolti, martedi sera, è stato il momento in cui Carina Victoria, figlia di tre anni del sindaco di San Antonio, Joaquin Castro, ha scoperto di essere inquadrata dalle telecamere, si è vista sul jumbo schermo e ha cominciato, con deliziosa civetteria, a sistemarsi i lunghi capelli neri, rubando la scena al padre che concionava (VIDEO). Neppure Michelle Obama saprà fare meglio di lei, in fatto di ascolti.
Gli studiosi dell'opinione spiegano questa apatia con la rigidezza degli atteggiamenti politici registrati dai sondaggi. Sembra che il 96% dei potenziali elettori abbia già deciso per chi votare a novembre e nulla di quello che dicono gli attori sul set delle Convention possa far cambiare loro opinione. Lo spettacolo, e i 130 milioni spesi per i due show, si rivolge ormai a quella piccola frazione di cittadini, due o tre per cento, ancora indecisi e disposti a cambiare idea. Per usare la famosa espressione di Winston Churchill, il destino di molti, e il futuro dell'America, dipende dalle azioni di pochi. Di sempre meno persone ancora disposte a sorbirsi le Convention.
Sono stati disastrosi anche per i Democratici, come già per i Repubblicani a Tampa la scorsa settimana, i dati degli ascolti televisivi dopo la prima giornata. Share attorno e inferiori all'uno per cento per i network generaliste. Crolli rispetto ai risultati di quattro anni or sono: meno 24% per la Nbc, meno 36% per la Abc e addirittura un meno 45% per la Cbs, la rete che fu il tempio della grande informazione video. E noccioline anche per la tv via cavo, Fox, Msnbc, la ormai marginale Cnn rimaste a contendersi, con la loro crescente faziosità, i resti.
In attesa del vecchio seduttore Bill "Bubba" Clinton, re della seconda giornata ma condannato ad andare contro la prima partita attesissima del campionato di football fra gli squadroni di New York e di Dallas nelle stesse ore, e del "clou", il discorso di Obama giovedì sera ridimensionato al Palazzo delle sport con il pretesto della possibile pioggia sul grande stadio destinato a troppi vuoti, la conclusione è ovvia. Il disinteresse del pubblico non ha un colore politico. Repubblicani, Democratici, Indipendenti, conservatori, progressisti, latinos, neri, donne, bianchi, e soprattutto giovani ignorano queste Convention. E dunque gli effetti negativi o positivi sui sondaggi sono minimi se non inesistenti, come ha già dimostrato Romney che ha visto appena incresparsi il piatto mare delle proprie percentuali dopo il suo show.
Il mostro delle Convention in scatola e plastificate sta divorando sé stesso. Troppo laccato, troppo "scripted", troppo sceneggiato, troppo scontato, troppo prevedibile, troppo sdentato dai partiti che vivono nel terrore della gaffe, del lapsus, del dibattito e della spontaneità, il non-evento è ormai privo di interesse umano o politico e il pubblico, naturalmente, lo ignora, lasciandolo ai "junkies", ai tossici della politica.
Il dato è tremendo. Un prodotto concepito interamente per la televisione non funziona più in televisione.
Non importa quanto bravi, azzimati, appassionati, inceronati siano gli oratori che si succedono sul palcoscenico per raccogliere gli applausi a comando e le ovazioni dei convertiti, dei delegati che stanno raccolti ai loro piedi per fare da osannanti comparse.
Il picco degli ascolti, martedi sera, è stato il momento in cui Carina Victoria, figlia di tre anni del sindaco di San Antonio, Joaquin Castro, ha scoperto di essere inquadrata dalle telecamere, si è vista sul jumbo schermo e ha cominciato, con deliziosa civetteria, a sistemarsi i lunghi capelli neri, rubando la scena al padre che concionava (VIDEO). Neppure Michelle Obama saprà fare meglio di lei, in fatto di ascolti.
Gli studiosi dell'opinione spiegano questa apatia con la rigidezza degli atteggiamenti politici registrati dai sondaggi. Sembra che il 96% dei potenziali elettori abbia già deciso per chi votare a novembre e nulla di quello che dicono gli attori sul set delle Convention possa far cambiare loro opinione. Lo spettacolo, e i 130 milioni spesi per i due show, si rivolge ormai a quella piccola frazione di cittadini, due o tre per cento, ancora indecisi e disposti a cambiare idea. Per usare la famosa espressione di Winston Churchill, il destino di molti, e il futuro dell'America, dipende dalle azioni di pochi. Di sempre meno persone ancora disposte a sorbirsi le Convention.