WASHINGTON - Barack Obama continua a tener testa a Mitt Romney in Ohio, lo stato che tradizionalmente può fare la differenza alle presidenziali. Secondo gli ultimi dati di RealClearPolitics, sulla base della media dei sondaggi più noti, in questo stato il presidente è al 48,3%, mentre Romney è al 45,9%. Sempre secondo queste stime, facendo i conti sui grandi elettori, se si votasse oggi Barack Obama sarebbe rieletto con 294 voti. Batterebbe quindi Romney, che al momento ne guadagnerebbe appena 244. Ma secondo le rilevazioni Gallup Romney in
vantaggio sul presidente americano Barack Obama. Secondo un sondaggio Gallup, Romney è in testa con il 52% fra i probabili elettori mentre Obama è al 45%.
Solo gli stati considerati sicuri, i due candidati partono rispettivamente da 237 voti per Obama e 191 per Romney. Ma ambedue, per vincere devono arrivare a quota 270. E qui entra in gioco la battaglia vera, quella negli stati in bilico, che sono nove e valgono tutti assieme 110 voti. Al momento Obama se ne aggiudicherebbe 6, che pesano 57 voti, mentre il candidato repubblicano solo 3, con 53 voti. In particolare, a Obama andrebbero Iowa (6), Nevada (6), New Hampshire (4), Ohio (18), Virginia (13) e Wisconsin (10). A Romney invece Colorado (9), Florida (29) e Norh Carolina (15).
Gli effetti dell'ultimo dibattito televisivo, il town hall a Long Island in cui Obama è apparso più sicuro ed efficace di Romney secondo tutti gli analisti, si fanno dunque sentire in una fase particolarmente delicata del cammino verso le elezioni. E misura di quanto cruciale sia stato il faccia a faccia televisivo oggi è uscito un retroscena curioso, riguardante il figlio di Romney e rivelato a una radio del North Carolina. Durante il dibattito alla Hofstra University, Tagg Romney (42 anni) avrebbe voluto prendere a pugni il presidente, colpevole di aver dato del "disonesto" al padre. Tagg si è anche lasciato scappare che suo padre era "terrorizzato" prima del confronto. Il figlio di Romney ha poi capito di aver esagerato e si è subito corretto: "Terrorizzato è una parola troppo forte, ma sapete, come tutti prima di cominciare è un po' nervoso. Una volta sul palco gli passa tutto". Un portavoce della campagna di Romney ha minimizzato le parole del giovane repubblicano: "Tagg scherzava. Voleva solo spiegare che per la famiglia la corsa alla Casa Bianca può essere frustrante".
E questa sera per Obama scende in campo (anzi sul palco) un peso da novanta: Bruce Springsteen. La rockstar si è esposto al punto da pubblicare sul proprio sito una lettera di endorsement al presidente: "Obama - ha scritto il Boss - è la persona migliore per guidare l'America" nonostante le difficoltà avute in questi quattro anni a causa dei "disastri" economici lasciato dall'amministrazione Bush e della "grande battaglia compiuta dall'opposizione".
La decisione di sostenerlo, ha spiegato Springsteen, dipende anche dalle opinioni di Obama in materia di diritti delle donne e degli omosessuali, dalla fine della guerra in Iraq e dalla cattura di Osama Bin Laden. E questa sera si esibirà proprio in Ohio prima di un comizio di Bill Clinton.
vantaggio sul presidente americano Barack Obama. Secondo un sondaggio Gallup, Romney è in testa con il 52% fra i probabili elettori mentre Obama è al 45%.
Solo gli stati considerati sicuri, i due candidati partono rispettivamente da 237 voti per Obama e 191 per Romney. Ma ambedue, per vincere devono arrivare a quota 270. E qui entra in gioco la battaglia vera, quella negli stati in bilico, che sono nove e valgono tutti assieme 110 voti. Al momento Obama se ne aggiudicherebbe 6, che pesano 57 voti, mentre il candidato repubblicano solo 3, con 53 voti. In particolare, a Obama andrebbero Iowa (6), Nevada (6), New Hampshire (4), Ohio (18), Virginia (13) e Wisconsin (10). A Romney invece Colorado (9), Florida (29) e Norh Carolina (15).
Gli effetti dell'ultimo dibattito televisivo, il town hall a Long Island in cui Obama è apparso più sicuro ed efficace di Romney secondo tutti gli analisti, si fanno dunque sentire in una fase particolarmente delicata del cammino verso le elezioni. E misura di quanto cruciale sia stato il faccia a faccia televisivo oggi è uscito un retroscena curioso, riguardante il figlio di Romney e rivelato a una radio del North Carolina. Durante il dibattito alla Hofstra University, Tagg Romney (42 anni) avrebbe voluto prendere a pugni il presidente, colpevole di aver dato del "disonesto" al padre. Tagg si è anche lasciato scappare che suo padre era "terrorizzato" prima del confronto. Il figlio di Romney ha poi capito di aver esagerato e si è subito corretto: "Terrorizzato è una parola troppo forte, ma sapete, come tutti prima di cominciare è un po' nervoso. Una volta sul palco gli passa tutto". Un portavoce della campagna di Romney ha minimizzato le parole del giovane repubblicano: "Tagg scherzava. Voleva solo spiegare che per la famiglia la corsa alla Casa Bianca può essere frustrante".
E questa sera per Obama scende in campo (anzi sul palco) un peso da novanta: Bruce Springsteen. La rockstar si è esposto al punto da pubblicare sul proprio sito una lettera di endorsement al presidente: "Obama - ha scritto il Boss - è la persona migliore per guidare l'America" nonostante le difficoltà avute in questi quattro anni a causa dei "disastri" economici lasciato dall'amministrazione Bush e della "grande battaglia compiuta dall'opposizione".
La decisione di sostenerlo, ha spiegato Springsteen, dipende anche dalle opinioni di Obama in materia di diritti delle donne e degli omosessuali, dalla fine della guerra in Iraq e dalla cattura di Osama Bin Laden. E questa sera si esibirà proprio in Ohio prima di un comizio di Bill Clinton.