NEW YORK - Donald Trump alza il tiro. Con la sicurezza di chi si sente già candidato ufficiale e guarda al 'nemico' di novembre, il candidato-miliardario fa salire il livello dello scontro contro Hillary (anche lei si sente già in lizza per la sfida finale) scendendo sullo scivoloso terreno delle molestie sessuali. Lo fa lanciando su Instagram un "video incendiario" (la definizione è del Washington Post) in cui si sentono le voci di due donne che accusano Bill Clinton - ex presidente, marito di Hillary e passato alla storia oltre che per i suoi successi anche per lo scandalo Monica Lewinsky - di averle "aggredite sessualmente".
In diverse recenti interviste The Donald non ha fatto mistero che al centro della sua campagna contro l'ex first lady ci sarebbero state anche (e forse soprattutto) vecchie storie - ma nei palazzi di Washington si mormora che ce ne potrebbero essere anche di recenti - che vedono protagonista Bill Clinton con donne più giovani. "Hanno detto su di me cose veramente sgradevoli e io non vorrei giocare la partita scendendo su questo terreno. Non vorrei proprio. Ma visto che hanno deciso di essere sgradevoli allora giocherò anche io al livello in cui sarò costretto a giocare. E credo di aver già provato di esserne capace".
In realtà la "Clinton Machine" negli ultimi tempi si è impegnata (Hillary ancora ieri a Detroit) più ad attaccare il contegno e le qualifiche professionali di Donald Trump (definendolo "non presidenziale") che non a rimestare nella sua vita privata. Ma il prossimo candidato alla Casa Bianca del Grand Old Party è convinto che dietro gli attacchi della stampa sui suoi rapporti con le donne - come la recente inchiesta del New York Times - ci sia la mano dei Clinton. E ha deciso quindi di rispondere scendendo sullo stesso piano.
Hillary&Bill hanno delegato il portavoce della campagna Brian Fallon a replicare. Intervenendo su Bloomberg Tv Fallon ha detto che gli attacchi di Trump facevano parte di una "strategia per cercare di distogliere l'attenzione da una campagna basata su domande e problemi precisi, che è poi quella che abbiamo intenzione di correre. Credo che se Trump insisterà su questo terreno sprecherà una grande occasione".
Vedremo chi avrà ragione. L'unica cosa certa al momento è che campagna elettorale per novembre è già iniziata. E per ora sembra più che altro un referendum sul passato dei due candidati (e dei loro partner).
In diverse recenti interviste The Donald non ha fatto mistero che al centro della sua campagna contro l'ex first lady ci sarebbero state anche (e forse soprattutto) vecchie storie - ma nei palazzi di Washington si mormora che ce ne potrebbero essere anche di recenti - che vedono protagonista Bill Clinton con donne più giovani. "Hanno detto su di me cose veramente sgradevoli e io non vorrei giocare la partita scendendo su questo terreno. Non vorrei proprio. Ma visto che hanno deciso di essere sgradevoli allora giocherò anche io al livello in cui sarò costretto a giocare. E credo di aver già provato di esserne capace".
In realtà la "Clinton Machine" negli ultimi tempi si è impegnata (Hillary ancora ieri a Detroit) più ad attaccare il contegno e le qualifiche professionali di Donald Trump (definendolo "non presidenziale") che non a rimestare nella sua vita privata. Ma il prossimo candidato alla Casa Bianca del Grand Old Party è convinto che dietro gli attacchi della stampa sui suoi rapporti con le donne - come la recente inchiesta del New York Times - ci sia la mano dei Clinton. E ha deciso quindi di rispondere scendendo sullo stesso piano.
Hillary&Bill hanno delegato il portavoce della campagna Brian Fallon a replicare. Intervenendo su Bloomberg Tv Fallon ha detto che gli attacchi di Trump facevano parte di una "strategia per cercare di distogliere l'attenzione da una campagna basata su domande e problemi precisi, che è poi quella che abbiamo intenzione di correre. Credo che se Trump insisterà su questo terreno sprecherà una grande occasione".
Vedremo chi avrà ragione. L'unica cosa certa al momento è che campagna elettorale per novembre è già iniziata. E per ora sembra più che altro un referendum sul passato dei due candidati (e dei loro partner).