L'ultimo messaggio di Obama prima del voto
"C'è ancora molto lavoro da fare insieme"
Il presidente americano scrive alle famiglie prima dell'Election Day: "Il Paese sarà con voi per tutto il tempo che servirà per la ripresa". L'appello del 'Commander in Chief' è a non dividersi, anche sul fronte politico. Testa a testa serratissimo con l'avversario repubblicano. Romney: "Non ha mantenuto le promesse"
NEW YORK - E' in testa di 6 punti in Ohio e di 2 in Florida. Il presidente Barack Obama in Ohio è al 51% contro il 45% di Mitt Romney, mentre in Florida è al 49% e lo sfidante al 47%. Se il presidente vincesse in Ohio, che vale 18 grandi elettori, e in Florida, 29, si assicurerebbe di fatto la vittoria, sfondando la soglia necessaria dei 270 grandi elettori. Ma la battaglia tra i due candidati è serratissima. E i sondaggi si spostano su percentuali altalenanti. Secondo Tampa Bay Times-Miami Herald, Romney è in vantaggio su Obama in Florida, con il 51% delle preferenze contro il 45% di Obama. Mentre per Rasmussen a livello federale il loro è un testa a testa, con una parità al 48%. Per Ipsos, il presidente americano è in vantaggio sul candidato repubblicano di un solo punto: 47% a 46% tra i probabili elettori.
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Tre giorni al voto. Nove Stati. La battaglia tra Barack Obama e il rivale Mitt Romney è al traguardo finale e le cam…
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Tre giorni al voto. Nove Stati. La battaglia tra Barack Obama e il rivale Mitt Romney è al traguardo finale e le cam…
NEW YORK - E' in testa di 6 punti in Ohio e di 2 in Florida. Il presidente Barack Obama in Ohio è al 51% contro il 45% di Mitt Romney, mentre in Florida è al 49% e lo sfidante al 47%. Se il presidente vincesse in Ohio, che vale 18 grandi elettori, e in Florida, 29, si assicurerebbe di fatto la vittoria, sfondando la soglia necessaria dei 270 grandi elettori. Ma la battaglia tra i due candidati è serratissima. E i sondaggi si spostano su percentuali altalenanti. Secondo Tampa Bay Times-Miami Herald, Romney è in vantaggio su Obama in Florida, con il 51% delle preferenze contro il 45% di Obama. Mentre per Rasmussen a livello federale il loro è un testa a testa, con una parità al 48%. Per Ipsos, il presidente americano è in vantaggio sul candidato repubblicano di un solo punto: 47% a 46% tra i probabili elettori.
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Tre giorni al voto. Nove Stati. La battaglia tra Barack Obama e il rivale Mitt Romney è al traguardo finale e le campagne politiche accelerano. Romney è passato all'attacco, criticando Obama per aver esortato gli americani, ieri in Ohio, a votare per "rivincita". "Barack Obama aveva fatto molte promesse quando ha assunto l'incarico e non le ha mantenute", ha detto in New Hampshire davanti a un migliaio di sostenitori. "Il New Hampshire mi ha dato la nomination repubblicana e il New Hamspire mi darà la Casa Bianca". Ma per il presidente adesso è Sandy la priorità, e quello l'uragano da cavalcare.
"La tempesta è passata, ma la ripresa sarà una strada lunga e difficile. C'è molto lavoro da fare, e dobbiamo farlo insieme", scrive Obama sul sito della Casa Bianca. Il disastro dell'uragano Sandy torna nel tradizionale messaggio del fine settimana alle famiglie americane, l'ultimo prima delle elezioni presidenziali di martedì 6 novembre.
"Come presidente - dice Obama riferendosi alle popolazioni colpite - vi prometto che il Paese sarà con voi per tutto il tempo che servirà per la ripresa e per la ricostruzione". Poi sottolinea come di fronte alla devastazione causata dal passaggio dell'uragano sulla costa orientale degli Stati Uniti il governo si trovi ad affrontare l'emergenza di "una delle tempeste peggiori della storia del Paese". Rassicura quindi i milioni di americani colpiti che il Paese sarà con loro fino a che la situazione non sarà tornata alla normalità.
Continuando a indossare le vesti di 'Commander in Chief' che negli ultimi giorni gli hanno fatto recuperare molti punti sul fronte della popolarità e della leadership, il presidente americano lancia un appello a non dividersi, anche sul fronte politico: "Ora è il momento in cui gli americani devono restare uniti perché si possa ricostruire e ritornare più forti di prima". Sulle elezioni non una parola, anche se mancano oramai solo tre giorni. Obama cavalca l'onda, gioca la carta della solidarietà verso chi ha avuto la sua casa distrutta dalla furia di Sandy, e anche verso chi vive da giorni senza luce e senza acqua, come tantissimi newyorkesi. "Noi siamo americani. E quanto arrivano tempi duri, noi siamo ancora più duri. Noi mettiamo il prossimo avanti a tutto. Noi apriamo i nostri cuori e le nostre case agli altri, come una sola famiglia americana".
Che ci sia lavoro da fare è indubbio. New York sta ripartendo lentamente e i problemi per la ricostruzione non sono solo una carta da giocare di questa amministrazione. Oggi Obama incontrerà collaboratori e ufficiali degli Stati colpiti dal passaggio di Sandy. Nella mattinata americana (il pomeriggio italiano) incontrerà anche il segretario al Territorio Janet Napolitano, mentre saranno collegati al telefono il governatore del Connecticut Dannel Malloy, del New Jersey Chris Christie e di New York Andrew Cuomo. In seguito ufficiali dell'amministrazione visiteranno le aree colpite dalla super tempesta, per decidere quali risposte e risorse siano necessarie.
Mitt Romney nel frattempo ha parlato in un comizio in New Hampshire: "Non rappresenterò solo un partito, rappresenterò una nazione". Lo sfidante ha anche inaugurato un nuovo spot televisivo in cui attacca l'affermazione di Obama, che i suoi sostenitori non devono limitarsi a fischiare i repubblicani ma andare a votare, perché "il voto è la migliore rivincita". Lo spot mostra Romney che dice che Obama "ha chiesto ai suoi sostenitori di votare per vendetta ('revenge', è anche rivincita, ndr)". "Invece, io chiedo al popolo americano di votare per amore per il nostro Paese".
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Tre giorni al voto. Nove Stati. La battaglia tra Barack Obama e il rivale Mitt Romney è al traguardo finale e le campagne politiche accelerano. Romney è passato all'attacco, criticando Obama per aver esortato gli americani, ieri in Ohio, a votare per "rivincita". "Barack Obama aveva fatto molte promesse quando ha assunto l'incarico e non le ha mantenute", ha detto in New Hampshire davanti a un migliaio di sostenitori. "Il New Hampshire mi ha dato la nomination repubblicana e il New Hamspire mi darà la Casa Bianca". Ma per il presidente adesso è Sandy la priorità, e quello l'uragano da cavalcare.
"La tempesta è passata, ma la ripresa sarà una strada lunga e difficile. C'è molto lavoro da fare, e dobbiamo farlo insieme", scrive Obama sul sito della Casa Bianca. Il disastro dell'uragano Sandy torna nel tradizionale messaggio del fine settimana alle famiglie americane, l'ultimo prima delle elezioni presidenziali di martedì 6 novembre.
"Come presidente - dice Obama riferendosi alle popolazioni colpite - vi prometto che il Paese sarà con voi per tutto il tempo che servirà per la ripresa e per la ricostruzione". Poi sottolinea come di fronte alla devastazione causata dal passaggio dell'uragano sulla costa orientale degli Stati Uniti il governo si trovi ad affrontare l'emergenza di "una delle tempeste peggiori della storia del Paese". Rassicura quindi i milioni di americani colpiti che il Paese sarà con loro fino a che la situazione non sarà tornata alla normalità.
Continuando a indossare le vesti di 'Commander in Chief' che negli ultimi giorni gli hanno fatto recuperare molti punti sul fronte della popolarità e della leadership, il presidente americano lancia un appello a non dividersi, anche sul fronte politico: "Ora è il momento in cui gli americani devono restare uniti perché si possa ricostruire e ritornare più forti di prima". Sulle elezioni non una parola, anche se mancano oramai solo tre giorni. Obama cavalca l'onda, gioca la carta della solidarietà verso chi ha avuto la sua casa distrutta dalla furia di Sandy, e anche verso chi vive da giorni senza luce e senza acqua, come tantissimi newyorkesi. "Noi siamo americani. E quanto arrivano tempi duri, noi siamo ancora più duri. Noi mettiamo il prossimo avanti a tutto. Noi apriamo i nostri cuori e le nostre case agli altri, come una sola famiglia americana".
Che ci sia lavoro da fare è indubbio. New York sta ripartendo lentamente e i problemi per la ricostruzione non sono solo una carta da giocare di questa amministrazione. Oggi Obama incontrerà collaboratori e ufficiali degli Stati colpiti dal passaggio di Sandy. Nella mattinata americana (il pomeriggio italiano) incontrerà anche il segretario al Territorio Janet Napolitano, mentre saranno collegati al telefono il governatore del Connecticut Dannel Malloy, del New Jersey Chris Christie e di New York Andrew Cuomo. In seguito ufficiali dell'amministrazione visiteranno le aree colpite dalla super tempesta, per decidere quali risposte e risorse siano necessarie.
Mitt Romney nel frattempo ha parlato in un comizio in New Hampshire: "Non rappresenterò solo un partito, rappresenterò una nazione". Lo sfidante ha anche inaugurato un nuovo spot televisivo in cui attacca l'affermazione di Obama, che i suoi sostenitori non devono limitarsi a fischiare i repubblicani ma andare a votare, perché "il voto è la migliore rivincita". Lo spot mostra Romney che dice che Obama "ha chiesto ai suoi sostenitori di votare per vendetta ('revenge', è anche rivincita, ndr)". "Invece, io chiedo al popolo americano di votare per amore per il nostro Paese".