Un po’ CR7, un po’ Totti. Certo protagonista assoluto, nel bene e nel male. Vinicius Junior, star del Real, si è preso la scena a Riad nella finale della Supercoppa spagnola giocata in Arabia. Tre gol al Barcellona, nel trionfo dei blancos, festeggiati mimando l’esultanza di Cristiano Ronaldo, nel suo stadio e sotto gli occhi di Cristiano Jr, il figlio del fuoriclasse portoghese. Ma non solo.
Vinicius mima il 4-1 alla panchina del Barça
La serata di Vinicius, che ha sbloccato il match e segnato la fuga del Real, è stata segnata anche da altro. Perché nel finale del match la stellina brasiliana ha discusso animatamente con la panchina del Barcellona che gli rimproverava di accentuare troppo ogni caduta. In particolare dopo l’espulsione di Araujo a 20 minuti dal 90’. E lui, per tutta risposta, non è rimasto a prendersi gli insulti. Anzi: in tono polemico si è rivolto alla panchina del Barça e ha mimato agli avversari il risultato di 4-1 con le dita. Un gesto che ha ricordato quello di Totti a Tudor in un Roma-Juventus di 20 anni fa.
Vinicius, aggressioni e razzismo
Inevitabile che il gesto provocasse una reazione: il 20enne centrocampista made in La Masia, Fermin Lopez, gli è andato incontro spintonandolo, altri collaboratori del tecnico Xavi gli hanno rivolto pensieri niente affatto amichevoli. Persino i compagni hanno fatto in modo di allontanarlo o almeno di contenere Vinicius. Che in passato era stato bersagli di aggressioni anche fisiche da parte di avversari – in particolare durante un accesissimo Valencia-Real – e di vergognosi insulti razzisti, in quella stessa partita e in vari derby con l’Atletico. Quando gli ultrà dei colchoneros hanno impiccato un manichino con la sua maglia, è nata anche un’inchiesta penale.