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Se appassisce il Trono del Crisantemo

Bruxelles: l'imperatore giapponese Naruhito e l'imperatrice Masako durante una visita di Stato in Belgio (Olivier Matthys / Reuters) 
Il popolo del Giappone è pronto a un’imperatrice, sarebbe la soluzione più semplice affinché il Crisantemo non appassisca, ma non verrà ascoltato nemmeno questa volta
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Buongiorno da Pechino,

sono Gianluca Modolo, corrispondente per la Cina e l’Asia, e questa è “Bacchette”. Perché questo nome? Per darvi ogni settimana degli assaggi di questo immenso continente. Come? Con delle bacchette appunto, come si usa qui.

Se appassisce il Trono del Crisantemo

Aggiungi un posto a corte che c'è un reale in più. Una famiglia allargata per salvare il Trono del Crisantemo. A palazzo ormai i reali scarseggiano. Per la monarchia più antica del mondo il rischio estinzione è dietro l’angolo. E allora il Giappone ha un piano: reclutare più uomini. Nel senso di adottare i membri, maschi, di quelle famiglie che fino al 1947 avevano fatto parte del clan imperiale. Funzionerà? Offrirebbe al Paese una scelta più ampia di futuri imperatori, certo. Tutto, però, tranne una donna sul trono, insomma.

I politici conservatori che governano il Sol Levante non ne vogliono infatti nemmeno sentir parlare. Il popolo è pronto, invece, a un’imperatrice: sarebbe la soluzione più semplice a…

Buongiorno da Pechino,

sono Gianluca Modolo, corrispondente per la Cina e l’Asia, e questa è “Bacchette”. Perché questo nome? Per darvi ogni settimana degli assaggi di questo immenso continente. Come? Con delle bacchette appunto, come si usa qui.

Se appassisce il Trono del Crisantemo

Aggiungi un posto a corte che c'è un reale in più. Una famiglia allargata per salvare il Trono del Crisantemo. A palazzo ormai i reali scarseggiano. Per la monarchia più antica del mondo il rischio estinzione è dietro l’angolo. E allora il Giappone ha un piano: reclutare più uomini. Nel senso di adottare i membri, maschi, di quelle famiglie che fino al 1947 avevano fatto parte del clan imperiale. Funzionerà? Offrirebbe al Paese una scelta più ampia di futuri imperatori, certo. Tutto, però, tranne una donna sul trono, insomma.

I politici conservatori che governano il Sol Levante non ne vogliono infatti nemmeno sentir parlare. Il popolo è pronto, invece, a un’imperatrice: sarebbe la soluzione più semplice affinché il Crisantemo non appassisca, ma il popolo non verrà ascoltato nemmeno questa volta. La crisi demografica che il Giappone vive da più di un decennio non ha risparmiato nemmeno la monarchia.

La famiglia reale è oggi composta da sedici persone: cinque uomini e undici donne (erano ventuno, in totale, nel 1989). E ci sono solamente tre eredi al trono candidati a prendere un domani il posto dell’imperatore Naruhito: suo fratello minore, il sessantenne principe Akishino (primo nella linea di successione); il principe Hisahito, nipote diciannovenne del monarca; e il principe Hitachi, zio novantenne del sovrano. La successione rimane un affare per soli uomini.

La commissione parlamentare che si occupa delle questioni della famiglia imperiale ha presentato una proposta agli inizi di giugno che prevede due soluzioni per evitare che la Casa si restringa ancor di più e per evitare una crisi di successione. La prima: le donne della famiglia imperiale che sposano un comune cittadino rimarrebbero nella famiglia e manterrebbero i propri titoli anche dopo il matrimonio. La seconda soluzione prevede l’adozione degli uomini appartenenti agli ex rami del clan imperiale: verrebbero reintegrati nella famiglia reale e i loro futuri figli maschi potrebbero diventare eredi al trono un domani.

Toccherà al governo presentare un disegno di legge, che verrà sottoposto al voto del Parlamento entro il 17 luglio. Il servizio integrale è uscito ieri sull’ultimo numero de Il Venerdì.

La Cina risponde agli Usa: stop all’export verso 10 aziende americane su difesa e terre rare

Si è fatta attendere due settimane, ora la ritorsione di Pechino contro le azioni “ingiuste” di Washington - come le ha bollate il portavoce del Ministero del Commercio cinese - è arrivata. La Cina ha inserito 10 aziende statunitensi al proprio elenco di controllo delle esportazioni, vietando l’export di beni a duplice uso - civile e militare - verso le entità incluse nell’elenco. Sono aziende che operano nei settori della difesa (Red Cat, droni e robot; Aveox, motori) e delle terre rare come la Mp Materials e la Usa Rare Earth, centrali queste ultime due nel tentativo di Washington di ridurre la propria dipendenza da Pechino attraverso la creazione di una catena di approvvigionamento alternativa.

La misura cinese, comunicata lunedì, è una risposta alla decisione presa dagli Stati Uniti a inizio giugno: Washington aveva inserito diverse aziende, tra le quali il gigante tecnologico Alibaba e il produttore di veicoli elettrici e batterie Byd, nella lista di quelle che gli Usa sospettano stiano fornendo sostegno alle forze armate di Pechino.

Alibaba fa causa agli Usa, chiede la rimozione dalla black list del Pentagono

Due giorni dopo la risposta di Pechino, il colosso tecnologico cinese ha intentato una causa in seguito alla sua recente inclusione nell’elenco “1260H” del Dipartimento della Difesa Usa relativo alle “aziende militari cinesi”: imprese sospettate di avere legami con l’esercito di liberazione popolare.

Il futuro del nuovo turismo fa sognare l’economia cinese

Il colosso del turismo Trip.com prevede di investire 15 miliardi di yuan (1,9 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni in campagne di marketing per attirare un maggior numero di turisti stranieri nella Cina continentale e contribuire a renderla la prima destinazione turistica al mondo.

La setta e il partito conservatore

(afp)

In Corea del Sud Lee Man-hee, 95 anni, leader della Chiesa di Shincheonji, è stato arrestato con l’accusa di aver costretto oltre 50.000 fedeli ad aderire al Partito del Potere del Popolo, tra il 2021 e il 2024, nella speranza di influenzare le primarie presidenziali e legislative del partito.

Gli investigatori sospettano che la campagna, che avrebbe incluso iniziative a sostegno della candidatura presidenziale di Yoon Suk-yeol (oggi in carcere per i fatti relativi alla legge marziale), servisse a ottenere un trattamento di favore per la chiesa. Lee, autoproclamatosi messia, ha fondato Shincheonji negli anni ’80. Molti gruppi cristiani tradizionali l’hanno definita una “setta che pratica il lavaggio del cervello”.

Questo arresto arriva qualche mese dopo che i pubblici ministeri hanno incriminato la leader di un’altra chiesa, la Chiesa dell’Unificazione, Han Hak-ja, sospettata di aver ordinato ai responsabili di questo movimento di versare tangenti a Kim Keon Hee, moglie di Yoon, per ottenere favori. L’ex first lady, già in carcere e già condannata a 4 anni di reclusione, è stata condannata venerdì in un altro filone del processo per corruzione a suo carico ad altri 7 anni di carcere.

Letture. Le donne che hanno cambiato la storia della Cina

“Nell'antica Cina le donne dovevano essere obbedienti e caste. Ma nel corso dei millenni alcune hanno osato sfidare le tradizioni grazie alla loro intelligenza e alla loro ambizione. In questa serie tracciamo il profilo di alcune delle figure femminili più potenti ed enigmatiche della storia cinese”. Qui le prime quattro puntate pubblicate sul South China Morning Post.

La frase della settimana

中国机遇2.0 (Zhōng guó Jī yù): “Opportunità Cina 2.0”. Il premier cinese Li Qiang durante la cerimonia di apertura del Davos estivo del Forum economico mondiale a Dalian ha esortato la comunità internazionale a promuovere l’innovazione abbattendo le barriere, dichiarando che la Cina manterrà aperta la propria economia nonostante l’instabilità internazionale. Li ha affrontato le preoccupazioni internazionali relative all’ascesa tecnologica della Cina, respingendo le tesi relative a un “China Shock 2.0”. Al contrario, ha sostenuto, il consenso globale prevalente indica piuttosto una “China Opportunity 2.0”.

Memorie asiatiche. Storie, reportage, interviste dall’archivio da rileggere

Resettate la mamma tigre cinese (pubblicato su Il Venerdì nel febbraio 2022).


Xièxie (grazie) e alla prossima settimana. (Anzi, a fine luglio: Bacchette va in ferie per un po’).

Mi potete scrivere su g.modolo@repubblica.it o seguire su Instagram @gianluca_modolo

Gianluca Modolo Corrispondente di Repubblica a Pechino

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