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Il Partito “in vacanza”

Xi e compagni a Beidaihe: un conclave estivo per discutere questioni strategiche
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Il Partito “in vacanza”

Non c’è un calendario ufficiale, ma ci sono degli indizi, alcuni anni più espliciti, altri meno. Quello di quest’anno: Cai Qi, braccio destro di Xi Jinping, che ha incontrato lunedì alcuni “esperti in vacanza a Beidaihe”, come scrive la stampa statale. Il sorvegliatissimo buen retiro agostano della leadership - le prime due settimane del mese - è dunque iniziato nella cittadina che affaccia sul Golfo di Bohai. Tempo di “vacanze” per Xi e compagni. Vacanze di lavoro, però: per discutere questioni strategiche. I sovietici andavano a Yalta, i comunisti cinesi a Beidaihe, a 300 chilometri da Pechino. Un conclave estivo per parlare delle linee guida da adottare, in vista ora del Plenum che si terrà ad ottobre e che sarà incentrato sulla governance del Partito, e per portare avanti la visione del nuovo piano quinquennale approvato a marzo: rafforzare l'autosufficienza tecnologica della Cina di fronte alle pressioni esterne, soprattutto americane. Beidaihe, dove l’ult…

Il Partito “in vacanza”

Non c’è un calendario ufficiale, ma ci sono degli indizi, alcuni anni più espliciti, altri meno. Quello di quest’anno: Cai Qi, braccio destro di Xi Jinping, che ha incontrato lunedì alcuni “esperti in vacanza a Beidaihe”, come scrive la stampa statale. Il sorvegliatissimo buen retiro agostano della leadership - le prime due settimane del mese - è dunque iniziato nella cittadina che affaccia sul Golfo di Bohai. Tempo di “vacanze” per Xi e compagni. Vacanze di lavoro, però: per discutere questioni strategiche. I sovietici andavano a Yalta, i comunisti cinesi a Beidaihe, a 300 chilometri da Pechino. Un conclave estivo per parlare delle linee guida da adottare, in vista ora del Plenum che si terrà ad ottobre e che sarà incentrato sulla governance del Partito, e per portare avanti la visione del nuovo piano quinquennale approvato a marzo: rafforzare l'autosufficienza tecnologica della Cina di fronte alle pressioni esterne, soprattutto americane. Beidaihe, dove l’ultima dinastia, quella dei Qing, vi costruì il primo resort estivo per diplomatici, uomini d’affari e famiglie benestanti, è dal 1954 il ritrovo agostano del Pcc. La spiaggia preferita da Mao Zedong. Un luogo di importanti decisioni e di misteri. Da lì il Grande Timoniere ordinò, nel 1958, di sparare 40mila colpi di artiglieria contro l’isola di Kinmen - avamposto dei nazionalisti rifugiatisi a Taiwan - che diede il via alla seconda crisi sullo Stretto. Lì venne ideato il Grande Balzo in avanti, che serviva a industrializzare la Cina e che provocò invece una terribile carestia. Nel 1971 Lin Biao - il designato successore di Mao - partì da Beidaihe con l’aereo che poi si schiantò nel deserto del Gobi in circostanze ancora oggi misteriose. (Due anni fa andai a Beidaihe: il mio reportage dell’agosto 2024 dalla spiaggia del Partito lo trovate qui).

Pechino dà la caccia ai furbetti del fisco

Una caccia al tesoro. O, meglio, alle tasse non pagate. Una caccia globale. E retroattiva. “Le autorità hanno intensificato il controllo sulle plusvalenze e sugli investimenti all’estero, in alcuni casi risalenti addirittura al 2000. Il tutto mentre Pechino cerca di colmare un deficit fiscale sempre più profondo prendendo di mira i super ricchi. Le banche cinesi e altre istituzioni finanziarie hanno ricevuto l’ordine di esaminare gli investimenti all’estero effettuati da ricchi cittadini cinesi per verificare se i redditi siano stati dichiarati alle autorità fiscali di Pechino”, come scrive il Financial Times, che parla di centinaia di miliardi di dollari di imposte non pagate risalenti a decenni fa. A fine luglio la Cina ha anche annunciato che inizierà a tassare i trust offshore costituiti dai propri cittadini: i redditi generati saranno soggetti ad un’imposta del 20%.

L’intelligenza artificiale spinge l’export cinese

Il boom dell’intelligenza artificiale spinge l’export cinese. Che resta robusto, nonostante le tensioni commerciali. E che si conferma motore principale della crescita dell’economia di Pechino. Un’economia che continua a viaggiare, però, a due velocità: forte commercio, debole domanda interna. Le esportazioni sono aumentate del 23,9% su base annua nel mese di luglio, secondo i dati pubblicati ieri mattina dalle dogane cinesi, in leggero calo rispetto a giugno (+27%). Calo dovuto, anche, alle piogge e ai tifoni che hanno colpito la Cina il mese scorso, con alcuni dei maggiori porti che hanno dovuto sospendere temporaneamente le operazioni. Solidissima performance, comunque: Pechino beneficia del boom globale dell’Ia che sta trainando la domanda di prodotti tecnologici cinesi.

Una delle più gravi stragi in Thailandia degli ultimi anni

Prima ha sparato ai nonni, alla testa. Poi, con la stessa pistola che aveva trovato in casa, è andato nella sua scuola ieri, a nord di Bangkok, e ha continuato a sparare contro insegnanti e studenti. Alla fine, il quattordicenne autore di quella che finora è una delle stragi più sanguinose degli ultimi anni in Thailandia, si è tolto la vita dopo essersi barricato al terzo piano dell’edificio. Otto i morti in totale (nel momento in cui scriviamo questa newsletter): cinque insegnanti, i due nonni del ragazzo e lo stesso autore della sparatoria. La strage nella scuola Debsirin di Nonthaburi, nell’omonima provincia a nord della capitale. La Debsirin, fondata a Bangkok nel 1885 dal re Chulalongkorn, è molto rinomata (ci hanno studiato in passato reali, primi ministri e altre personalità di spicco) e ha varie sedi nel Paese, come quella di Nonthaburi, appunto, dove è avvenuta la strage. Le leggi sulle armi sono piuttosto severe in Thailandia, ma il Paese registra ancora uno dei tassi più elevati di possesso di armi da parte dei civili nel Sud-Est asiatico. La peggiore strage nel Paese degli ultimi anni ci fu nel 2022 quando un ex poliziotto seminò il panico nel nord-est del Paese con un attacco durato tre ore, durante il quale usò pistole e coltelli, uccidendo 36 persone, tra cui 22 bambini accoltellati mentre dormivano in un asilo nido.

Myanmar, l’offensiva diplomatica dell’ex capo della giunta diventato presidente

Min Aung Hlaing ha iniziato giovedì una visita ufficiale in Thailandia in cerca di riabilitazione diplomatica. Da quando è diventato presidente ad aprile, dopo elezioni-farsa, sta cercando di rilanciare le relazioni diplomatiche del suo Paese, emarginato da vari consessi (come l’Asean) dopo il golpe di cinque anni fa. Min Aung Hlaing si è già recato in India, in Cina e in Laos negli ultimi mesi per cercare di ottenere legittimità internazionale. Le leggi più dure sulle città-truffa (di cui ho scritto la settimana scorsa) e l’aver fatto incontrare questa settimana Aung San Suu Kyi con un responsabile della Croce Rossa Internazionale, sono tutte mosse del generale-presidente per darsi una ripulita.

Nucleare, per la stampa giapponese la premier Takaichi è ambigua

Giovedì, in occasione dell’81° anniversario del bombardamento atomico statunitense su Hiroshima, la prima ministra Sanae Takaichi “non ha promesso esplicitamente che il Giappone manterrà i propri principi antinucleari in futuro, limitandosi ad affermare che il governo ‘sta mantenendo’ la politica perseguita da tempo”, commenta l’agenzia nipponica Kyodo. Il governo ultraconservatore di Takaichi entro la fine dell’anno deve rivedere i principali documenti di sicurezza e starebbe valutando la possibilità di rivedere i tre principi non nucleari (non possesso, non produzione e non introduzione di armi) che risalgono agli anni ‘60: il terzo, per la precisione, quello che riguarda l’introduzione di armi sul territorio giapponese, potrebbe subire modifiche.

Polizia da Starbucks

La polizia sudcoreana ha perquisito questa settimana la sede centrale di Starbucks Korea nell’ambito di un’indagine su una campagna di marketing che è diventata una delle più gravi crisi di pubbliche relazioni aziendali degli ultimi tempi nel Paese. La campagna, battezzata “Tank Day”, è stata accusata di aver offeso le vittime del movimento democratico sudcoreano (Qui il mio articolo quando scoppiò lo scandalo).

Letture. “Cresce a Hiroshima il turismo della pace”

“I tour nei luoghi simbolo della città devastata dall’atomica nel 1945 sono al secondo posto nella classifica mondiale delle esperienze di Tripadvisor”, scrive Nikkei.

La parola della settimana

中轴线 (zhōng zhóu xiàn): asse centrale. Per festeggiare il secondo anniversario dell’iscrizione dell’Asse Centrale di Pechino nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, alcuni dei siti lungo l’Asse hanno inaugurato nuove mostre. Ad esempio, il Museo dell’Architettura Antica ha inaugurato una mostra dedicata all’arte dei soffitti a cassettoni dell’antica Cina. La linea che divide la città da quasi otto secoli, prima con gli Yuan del Kublai Khan poi con i Ming e i Qing, cuore della Pechino imperiale, è oggi ancora la spina dorsale della capitale. Lungo 7,8 chilometri, l’asse parte da Yongdingmen a sud arrivando fino alle Torri del Tamburo e della Campana a nord, passando per Piazza Tiananmen, la Città Proibita e Jingshan, la “Collina del Carbone”.

Memorie asiatiche. Storie, reportage, interviste dall’archivio da rileggere

“Compagni, dimagrite”. Bilance e bonus in busta paga, così Pechino mette a dieta la Cina (pubblicato nel maggio 2025).

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