Piloti, non passeggeri
di Tonia MastrobuoniSamantha Cristoforetti vive in Germania da anni ma è famosa in tutto il mondo come “AstroSamantha”. Donna dei primati, questa grandissima astronauta cresciuta in Trentino è stata la prima italiana a far parte degli equipaggi dell’Agenzia spaziale europea e la prima comandante europea della missione internazionale ISS. Per anni, grazie alla sua straordinaria capacità comunicativa, Cristoforetti ci ha raccontato nei suoi libri, nei suoi video, nelle sue interviste come si vive e come si viaggia nello spazio. Conosco Samantha da tanti anni, quando viene a Berlino o io vado a Colonia riusciamo a concederci ogni tanto una cenetta. E l’ultima volta che è venuta ha tenuto una stupenda conferenza all’Ambasciata italiana che si chiudeva con un’immagine inquietante. Due impronte sulla Luna: una cinese e una americana.
Il suo monito era forte e chiaro: l’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due superpotenze impegnate nella corsa allo spazio, Stati Uniti e Cina. E forse una parte…
Samantha Cristoforetti vive in Germania da anni ma è famosa in tutto il mondo come “AstroSamantha”. Donna dei primati, questa grandissima astronauta cresciuta in Trentino è stata la prima italiana a far parte degli equipaggi dell’Agenzia spaziale europea e la prima comandante europea della missione internazionale ISS. Per anni, grazie alla sua straordinaria capacità comunicativa, Cristoforetti ci ha raccontato nei suoi libri, nei suoi video, nelle sue interviste come si vive e come si viaggia nello spazio. Conosco Samantha da tanti anni, quando viene a Berlino o io vado a Colonia riusciamo a concederci ogni tanto una cenetta. E l’ultima volta che è venuta ha tenuto una stupenda conferenza all’Ambasciata italiana che si chiudeva con un’immagine inquietante. Due impronte sulla Luna: una cinese e una americana.
Il suo monito era forte e chiaro: l’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due superpotenze impegnate nella corsa allo spazio, Stati Uniti e Cina. E forse una parte di quelle colossali spese che i Paesi europei stanno stanziando per la difesa - peraltro anche per quella nello spazio - potrebbe essere destinata a una missione civile europea. Viaggiare intorno alla Terra, mettere piede sulla Luna o esplorare Marte è qualcosa che fa sognare da sempre milioni di bambini nel mondo. Ma la conquista dello spazio fa anche parte dell’identità che le superpotenze si sono storicamente concesse per competere tra di loro - si pensi alla perenne gara tra Usa e Unione sovietica durante la Guerra fredda - e cui anche l’Europa dovrebbe ambire. Insomma, quello di Samantha mi sembrava un messaggio importante e dunque le ho chiesto un’intervista dopo la conferenza. Ci siamo date appuntamento per lunedì. E martedì è uscita la nostra lunga chiacchierata. Eccola qua.
Il primo italiano
Per la prima volta dalla fine della guerra, un italiano guiderà un partito in Germania. Si chiama Luigi Pantisano, ha quarantasette anni, è cresciuto a Waiblingen, in Baden-Wuerttemberg, nel land operoso delle fabbriche e nel cuore dell’industria dell’auto. Migliaia di emigranti italiani partirono per la Svevia dalla metà degli anni Cinquanta e si spaccarono lì la schiena nelle fabbriche e nelle campagne. E furono spesso insultati e umiliati, come vi ho raccontato già in una newsletter dello scorso inverno, quando ricordammo i 70 anni dai primi accordi per i “Gastarbeiter”, i lavoratori “ospiti” che la Germania chiamò dall’Italia, dalla Grecia e dalla Turchia e che contribuirono a costruire il miracolo economico tedesco. Allora intervistai il primo italiano assunto dalla Volkswagen, Lorenzo Annese, e il fratello di Luigi Pantisano, Alfonso, scrisse un bellissimo articolo che pubblicammo sul sito.
Suo fratello Luigi è stato eletto dunque sabato scorso co-leader della Linke, e anche lui racconta spesso la storia della sua famiglia, i sacrifici dei genitori e sin da giovane ha lottato a Waiblingen contro il razzismo e l’estrema destra. Per anni è stato impegnato nella politica locale, si è battuto per le politiche per la casa, per i diritti dei migranti e dei più poveri. Ed è considerato un esponente dell’ala più movimentata del partito. Ma alla vigilia della conquista più ambiziosa, quella per la leadership della sinistra tedesca, Pantisano ha fatto una serie di dichiarazioni che hanno sollevato una bufera. Prima ha dato dei “fascisti” alla Cdu, equiparando il partito di Friedrich Merz all’Afd, poi però ha aperto a eventuali alleanze con i cristianodemocratici, soprattutto con lo sguardo rivolto alle regioni dell’Est. Il risultato è che il congresso a Potsdam della Linke lo ha eletto con poco più del 50% dei voti. Un disastro. E lui, un po’ a denti stretti, qualche giorno dopo si è scusato con la Cdu.
A letto col nemico
Va ricordato che, insieme all’Afd, la Linke è l’unico partito in crescita nei sondaggi: oscilla da settimane tra il 10 e il 12%, alle elezioni politiche di inizio 2025 aveva preso un risultato che sembrava già un miracolo: l’8,8%. Dopo il divorzio di Sahra “la rossa” Wagenknecht e vari scandali interni, nel 2024 la sinistra tedesca sembrava destinata a morire. E invece. Anche grazie a un exploit al Bundestag della leader Heidi Reichinnek che si infuriòcon l’allora candidato Merz per aver concesso all’Afd di votare insieme alla Cdu un’inutile mozione anti-migranti, la Linke ha preso un risultato che è andato oltre ogni pronostico e le ha garantito l’ingresso nel nuovo Bundestag.
La domanda che tutti si pongono, alla luce dei spaventosi sondaggi nei land dell’Est dove si vota a settembre e dove l’Afd veleggia intorno al 40%, è se la Cdu sospenderà il suo anacronistico cordone sanitario a sinistra, la “Unvereinbarkeit”, l’incompatibilità con la Linke, scolpita nel suo statuto da anni. Proprio a Est, in Turingia e Sassonia, i governatori della Cdu stanno già approfittando, di fatto, del pragmatico sostegno della Linke. Altrimenti dovrebbero scendere a patti con l’Afd - il che rischierebbe di far saltare il governo Merz, di indurre la Spd ad abbandonarlo. Dunque, secondo una mia fonte della sinistra tedesca, per riuscire a formare un governo senza l’Afd in via del tutto riservata ci sono già tentativi di dialogo tra la Linke a la Cdu in Sassonia-Anhalt, dove l’ultradestra è al 42% nei sondaggi. Speriamo che prevalga il pragmatismo.
Per questa settimana è tutto, ricordatevi che potete scrivermi direttamente a t.mastrobuoni@repubblica.it o seguirmi sui social. Mi trovate su Instagram, Facebook, Bluesky e su X (dove sono @mastrobradipo).
Bis dann!
Tonia Mastrobuoni