Omogeneità dei popoli
di Tonia MastrobuoniSabato scorso era il 3 ottobre, festa nazionale tedesca. E io sono salita su un treno per Fürstenwalde/Spree, una città a sudest di Berlino - non lontano dal famoso maxi stabilimento della Tesla - per seguire un comizio di Björn Höcke, il leader dell’Afd in Turingia. Se si votasse domani nel Brandeburgo, l’Afd prenderebbe il 37%. E Höcke ha urlato dal palco che i recenti trionfi dell’Afd alle elezioni regionali sono “un’insurrezione pacifica per la sovranità del popolo” e ha promesso la rivolta, se l’ultradestra sarà vietata. Ma in realtà mi ero decisa ad andare a Fürstenwalde perché ero stata contattata su Instagram da un’italiana, Francesca, che si è trasferita lì qualche anno fa con il marito Christopher e il figlio Bruno. Entrambi fanno gli educatori, entrambi sono scappati da Berlino quando gli affitti avevano cominciato a schizzare alle stelle. E Francesca ha paura, di quest'insorgenza della destra.
Quando andiamo insieme al grande prato dove l’Afd ha organizzato una “festa per le famiglie”, per Francesca e Christopher è la prima volta. Ed è uno shock, ammettono entrambi. Come avevo già osservato a un comizio di Ulrich Siegmund alla vigilia delle elezioni in Sassonia-Anhalt, rispetto a due o tre anni fa non c’è più alcun pudore da parte degli adepti dell’ultradestra a indossare magliette e felpe con rune e simboli di organizzazioni vietate come la Gioventù vichinga, tatuaggi con il sole nero, croci celtiche. “C’è un clima aggressivo”, commenta Francesca. Spiccano le teste rasate, in mezzo alle famiglie e agli sbronzi che ululano. E quando dal palco il deputato del Brandeburgo Hans-Christopher Bernd parla di “omogeneità del popolo tedesco”, Francesca si inalbera. Io e Christopher dobbiamo trattenerla dall’interrogare due energumeni con gli hoodie neri e tatuaggi espliciti sul significato di quelle parole.
Il primo presidente Afd
Nei giorni successivi, è successo quello che tutti temevano, dopo il trionfo dell’Afd in Sassonia-Anhalt. Martedì all’ultradestra è riuscita l’impresa - grazie al sostegno dichiarato del partito di Sahra Wagenknecht, Bsw - di far eleggere il primo presidente di estrema destra di un parlamento tedesco dai tempi di Hermann Göring. E qui vi spiego perché è un pessimo presagio. Nel segreto dell’urna, Tobias Rausch ha avuto quattro voti in più rispetto al previsto, alla somma dei parlamentari dell’Afd e di Bsw. E pare siano arrivati dalla Cdu. Cosa succederà, dunque, quando a dicembre il parlamento della Sassonia-Anhalt voterà il nuovo governatore? L’Afd candida Ulrich Siegmund, riuscirà a diventare il primo governatore di estrema destra dai tempi del nazismo? Come ho scritto anche in questa newsletter in precedenza, il sostegno della Cdu all’Afd rischia seriamente di far scoppiare il governo Merz: la Spd non lo accetterà mai.
In questo speciale per Affari e Finanza ho scritto di un tema di cui ci stiamo occupando molto a Repubblica: l’emergenza casa. Perché a Berlino è un problema enorme, soprattutto per i giovani. E la Linke ha vinto le elezioni su una promessa radicale: espropriare i giganti del mattone che hanno contribuito all’esplosione degli affitti in questi ultimi decenni. Nello speciale ho cercato di riassumere numeri e proposte.
Lettonia, filorussi sconfitti
In mezzo alla cupezza delle notizie dalla Germania, c’è un raggio di sole, anche questa settimana. In Lettonia ha stravinto le elezioni il premier uscente Kulbergs, e anche se si stanno rafforzando i partiti anti-europeisti e putiniani, potrà continuare a governare con una coalizione europeista e pro-ucraina.
Per questa settimana è tutto, ricordatevi che potete scrivermi direttamente a t.mastrobuoni@repubblica.it o seguirmi sui social. Mi trovate su Instagram, Facebook, Bluesky e su X (dove sono @mastrobradipo).