✕

Il patto col diavolo

La deterrenza della Nato è compromessa dal dubbio più atroce: Trump accetterebbe di attivare l’Articolo 5 se un Paese come l'Estonia venisse attaccata dalla Russia?
2 minuti di lettura

Che valore può avere la Nato se svanisce uno dei suoi pilastri, la capacità di deterrenza verso i suoi nemici? Per decenni la pace nel mondo si è retta anche sulla consapevolezza che al primo colpo dell’Unione sovietica, l’Alleanza avrebbe risposto compatta. Ma quella deterrenza si basava su un assunto che nessun presidente americano ha mai messo in discussione: la fedeltà della più grande potenza militare del mondo all’Europa e alla Nato. Quell’assunto è stato volontariamente demolito da Donald Trump. Ed è ovvio, dunque, che la sua fallimentare missione diplomatica per ammansire Vladimir Putin ha avuto dal vertice di Anchorage in poi soltanto il risultato di inasprire ulteriormente il conflitto, di ringalluzzire lo zar. Putin ha capito benissimo che non deve più temere il principale avversario della Russia degli ultimi 80 anni, gli Stati Uniti.

Perciò l’accordo scioccante di Trump con Putin sul diesel della scorsa sett…

Che valore può avere la Nato se svanisce uno dei suoi pilastri, la capacità di deterrenza verso i suoi nemici? Per decenni la pace nel mondo si è retta anche sulla consapevolezza che al primo colpo dell’Unione sovietica, l’Alleanza avrebbe risposto compatta. Ma quella deterrenza si basava su un assunto che nessun presidente americano ha mai messo in discussione: la fedeltà della più grande potenza militare del mondo all’Europa e alla Nato. Quell’assunto è stato volontariamente demolito da Donald Trump. Ed è ovvio, dunque, che la sua fallimentare missione diplomatica per ammansire Vladimir Putin ha avuto dal vertice di Anchorage in poi soltanto il risultato di inasprire ulteriormente il conflitto, di ringalluzzire lo zar. Putin ha capito benissimo che non deve più temere il principale avversario della Russia degli ultimi 80 anni, gli Stati Uniti.

Perciò l’accordo scioccante di Trump con Putin sul diesel della scorsa settimana ha avuto un effetto così dirompente. Mai in questi quattro anni e mezzo di guerra le incursioni di caccia e droni russi, gli atti di sabotaggio e i cyber attacchi soprattutto contro Paesi dell’Est Europa ma anche contro la Germania sono stati così intensi come in questi ultimi mesi. Ed è un’escalation che deriva direttamente dalla deterrenza della Nato, seriamente compromessa dal dubbio più atroce: Trump accetterebbe di attivare l’Articolo 5, il famoso articolo del Trattato Nato che promette il mutuo soccorso, se la Russia attaccasse, ad esempio, l’Estonia? Il comandante delle forze armate in Europa della Nato, il generale americano Alexus Grynkevich, ha presentato un piano per difendere il fianco orientale dell’Alleanza e ha cercato di rassicurare gli europei sulla sua capacità di intervenire tempestivamente e in modo efficace, se la Russia dovesse attaccare un paese europeo. Ma basterà?

Il fianco orientale in allarme

L’Estonia, Paese baltico che confina direttamente con la Russia si pone il problema della deterrenza da tempo. E, come ha rivelato il Financial Times, ha deciso dunque di spostare le truppe verso la frontiera russa e di presidiare Narva, una città di confine che in molti scenari potrebbe subire un blitz russo volto a testare la volontà di reazione della Nato. Qui vi racconto gli ultimi sviluppi in Estonia ma anche un allarme inquietante lanciato dal nuovo capo dei servizi segreti esterni tedeschi, Martin Jaeger. Il maggiore esperto militare tedesco, Carlo Masala, ha scritto un libro in cui prefigura uno scenario di guerra che partirebbe proprio da Narva. L’ho intervistato nel giorno dell’allarme arrivato dall’Estonia.

Attentato sventato in Polonia

Un altro Paese che ha storicamente un rapporto pessimo con l’imperialismo della Russia ed è diventato una delle principali arene della guerra ibrida di Putin in Europa è la Polonia. E il suo ministro degli Esteri Sikorski ha posto molto esplicitamente il problema dell’indebolimento della deterrenza della Nato. Tra l’altro in questi giorni drammatici per il cosiddetto fianco orientale della Nato, è emerso uno sventato assassinio contro il premier Donald Tusk. E secondo una fonte che ho interpellato in quelle ore concitate, da quel fallito attentato emerge una pista inquietante.

L’Ungheria cambia pagina

Voglio concludere la newsletter di questa settimana su una nota di ottimismo. In Ungheria il premier Peter Magyar ha fatto approvare dal Parlamento una legge che annulla le leggi omotransfobiche che erano state introdotte dall’ex autocrate Viktor Orbán nel 2021 e che di fatto bandivano qualsiasi riferimento alla comunità Lgbtq+ nelle scuole, nei libri, nei media pubblici e privati. Nelle stesse ore, grazie ai progressi fatti dal nuovo governo anche sul fronte della lotta alla corruzione e del ripristino dello stato di diritto, da Bruxelles è arrivata la notizia che la Commissione europea ha sbloccato 4,2 miliardi di euro che erano stati congelati quattro anni fa. L’Ungheria volta pagina.

Leggi i commenti