Il futuro in piazza
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniL’iniziativa “La GenZ insorge!” ha indetto per il 31 ottobre manifestazioni a Berlino, Amburgo e in altre città tedesche. E la polizia lancia già l’allarme: le proteste legittime degli studenti rischiano di essere strumentalizzate da frange violente. Alcuni giornali temono una deriva “francese”, mettono in guardia da proteste che potrebbero degenerare in azioni violente e saccheggi. Il portavoce della polizia tedesca, Florian Nath, avverte che “non lo consentiremo”.
Ma fa impressione che la discussione verta preventivamente sul quel rischio invece che sulle istanze che i giovani di tutta Europa stanno portando in piazza da settimane: in Francia, in Spagna, e in Italia. Anche gli eccessi della scorsa settimana a Milano o Bologna hanno avuto solo l’effetto di alimentare il riflesso condizionato del governo Meloni, di scatenare l’ennesima stretta securitaria. E sono riusciti a distrarre da un dibattito indispensabile: chi scende in piazza oggi ha la sensazione che starà peggio dei propri…
L’iniziativa “La GenZ insorge!” ha indetto per il 31 ottobre manifestazioni a Berlino, Amburgo e in altre città tedesche. E la polizia lancia già l’allarme: le proteste legittime degli studenti rischiano di essere strumentalizzate da frange violente. Alcuni giornali temono una deriva “francese”, mettono in guardia da proteste che potrebbero degenerare in azioni violente e saccheggi. Il portavoce della polizia tedesca, Florian Nath, avverte che “non lo consentiremo”.
Ma fa impressione che la discussione verta preventivamente sul quel rischio invece che sulle istanze che i giovani di tutta Europa stanno portando in piazza da settimane: in Francia, in Spagna, e in Italia. Anche gli eccessi della scorsa settimana a Milano o Bologna hanno avuto solo l’effetto di alimentare il riflesso condizionato del governo Meloni, di scatenare l’ennesima stretta securitaria. E sono riusciti a distrarre da un dibattito indispensabile: chi scende in piazza oggi ha la sensazione che starà peggio dei propri genitori e nonni. È oppresso dall’emergenza abitativa, dalla prospettiva di un lungo precariato, da condizioni economiche sempre più disperate e dagli effetti visibilissimi dei cambiamenti climatici. Ha paura del futuro. E noi, invece di interrogarci su questo, continuiamo a occuparci esclusivamente delle violenze.
Il diritto alla casa
L’emergenza casa è stata, non a caso, al centro della campagna elettorale di un partito che a Berlino prende molti voti tra i giovani. E la Linke ha impostato, come abbiamo segnalato anche qui la sua campagna elettorale quasi integralmente sulla promessa di combattere il caro-affitti e dell’esproprio dei fondi immobiliari che hanno più di 3.000 appartamenti. Un programma che ha convinto oltre un quarto dei berlinesi a votare per la sinistra radicale.
E nel fine settimana, tra mille difficoltà e pressioni esterne mostruose - anzitutto da parte del cancelliere Friedrich Merz - la Spd e i Verdi hanno firmato con la Linke un pre-accordo per un governo “rosso-rosso-verde” che potrebbe incoronare la prima sindaca della sinistra radicale della storia, Elif Eralp. Al centro della prima bozza di programma che è riuscita a far convergere i tre partiti, l’esproprio e la statalizzazione degli immobili delle big del mattone che abbiano più di 10mila appartamenti.
L’Estonia in trincea
È stata una settimana drammatica per l’Ucraina: dopo il disgraziato patto sul diesel del 9 ottobre tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, Kiev è finita di nuovo sotto pressione. L’amministrazione americana sta cercando di costringere Volodymyr Zelensky a cedere il Donbass, che Mosca non è riuscita a conquistare in quattro anni e mezzo ma che Putin rivendica dal vertice di Anchorage con Trump dell’agosto 2025. E per convincere Zelensky a capitolare, Trump sta usando un metodo atroce: ha interrotto Starlink, il sistema satellitare di Elon Musk che consente all’Ucraina di intercettare in tempo missili e droni russi.
Il patto tra Trump e Putin, poi, non potrebbe arrivare in un momento peggiore, per l’Europa. In tutto il continente, ma soprattutto sul fianco orientale, si moltiplicano sabotaggi, cyber attacchi e altri sintomi di una guerra ibrida che la Russia sta scatenando con sempre più forza contro gli alleati più fedeli dell’Ucraina. In quest’intervista il ministro degli Esteri estone mi ha raccontato com’è la situazione al confine con la Russia, perché il “Piano per la Vittoria” annunciato dal comandante generale della Nato in Europa, Alexus Grynkevich, lo ha tranquillizzato e perché il suo omologo polacco Radoslaw Sikorski ha perfettamente ragione.