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Più Europa

E la clamorosa storia di un volo Ryanair
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Sono a Liverpool per la conferenza annuale del Labour, una tradizione qui per i partiti (ve ne ho parlato qualche newsletter fa), per cui si incontrano tutti i deputati, gli iscritti, in questo caso anche ministri e ovviamente anche il premier Andy Burnham (essendo il Labour al governo), ma anche investitori, diplomatici, osservatori, analisti, curiosi. È una delle grandi manifestazioni della democrazia britannica. Ma quest’anno è stato diverso dal solito.

++++ FOTO MIA IN ALLEGATO +++

Innanzitutto, pensiamo solo a un anno fa. Nel 2025, di questi tempi, il Labour si riuniva a Liverpool con Keir Starmer leader e primo ministro - anche se la sua posizione iniziava a scricchiolare - e l’allora sindaco di Manchester (ma nato vicino Liverpool) Andy Burnham lanciò un “golpe” politico contro Sir Keir, per cercare di spodestarlo. Il suo piano fu un flop clamoroso, e Burnham dovette andarsene con la coda tra le gambe, con Starmer rafforzato dal fallimento del suo rivale. Ora, soltanto 12 mesi …

Sono a Liverpool per la conferenza annuale del Labour, una tradizione qui per i partiti (ve ne ho parlato qualche newsletter fa), per cui si incontrano tutti i deputati, gli iscritti, in questo caso anche ministri e ovviamente anche il premier Andy Burnham (essendo il Labour al governo), ma anche investitori, diplomatici, osservatori, analisti, curiosi. È una delle grandi manifestazioni della democrazia britannica. Ma quest’anno è stato diverso dal solito.

++++ FOTO MIA IN ALLEGATO +++

Innanzitutto, pensiamo solo a un anno fa. Nel 2025, di questi tempi, il Labour si riuniva a Liverpool con Keir Starmer leader e primo ministro - anche se la sua posizione iniziava a scricchiolare - e l’allora sindaco di Manchester (ma nato vicino Liverpool) Andy Burnham lanciò un “golpe” politico contro Sir Keir, per cercare di spodestarlo. Il suo piano fu un flop clamoroso, e Burnham dovette andarsene con la coda tra le gambe, con Starmer rafforzato dal fallimento del suo rivale. Ora, soltanto 12 mesi dopo, la situazione si è clamorosamente ribaltata. Burnham è saldamente primo ministro, acclamato dai suoi, mentre Starmer si è dimesso, da premier e sorprendentemente anche da deputato, sparendo dalla scena pubblica.

Keir Starmer (reuters)

Ma questa è la politica, tra l’altro accelerata dall’era dei social media. Di certo, questa conferenza è stato meno eccitante di quella del 2025, dove negli angoli e tra i corridori della Conference Hall di Liverpool serpeggiavano complotti, rancori, critiche. Questa kermesse del 2026, invece, è stata paradossalmente noiosa, perché senza polemiche o confronti accesi: la “luna di miele” di Burnham leader è ancora in essere, i suoi critici (soprattutto gli “starmeriani”) non si sono fatti neanche vedere e la sinistra del partito - la corrente più pesante in questo momento nelle dinamiche interne - ha il sopravvento, e vuole lasciar spazio e modo al nuovo leader Andy di esprimersi e tracciare la nuova via.

(reuters)

Andy Burnham (reuters)

Ma quale via? Oggi è previsto il discorso del leader nonché primo ministro Burnham. Su Repubblica (sito e carta) troverete tutti gli aggiornamenti, analisi e approfondimenti. Di certo, non c’è ampio margine di manovra perché il premier deve attenersi al programma elettorale del trionfo di Starmer (sì, qui queste cose ancora contano, fortunatamente), di qui rumours su possibili elezioni anticipate (scenario sul quale sono molto scettico, ma magari ne parlerò la prossima volta). In ogni caso, la strada è chiara, come dichiarato ieri dal ministro del Tesoro John Healey (che ha indossato la stessa cravatta rossa dell’ex premier Gordon Brown nel 1999, qui il perché): più Stato, riforma della assistenza sanitaria, riforma del welfare (che sarà delicatissima e potrà scatenare un vespaio), tanta obamiana “hope” (speranza, del resto il motto è “hope again”) e molto probabilmente più Europa e Unione Europea.

Il ministro del Tesoro, John Healey

Su questo punto, il governo Burnham è spaccato. Il premier è un europeista di ferro, ma anche un “nordista”, ossia vicino agli operai laburisti del Nord inglese che nel 2016 votarono in massa per la Brexit contro l’immigrazione di lavoratori stranieri e pure per fare un dispetto all’odiata capitale Londra. Dieci anni fa, Burnham voleva fare una campagna appassionata per l’Ue, parlando proprio a quella arrabbiata “working class” bianca, ma il partito - allora guidato dall’euroscettico Jeremy Corbyn - non glielo permise.

Ora Andy potrebbe tornare alla carica. L’altro giorno non ha smentito di voler tornare in Ue. Tra i suoi ci sono coloro che spingono per lavorare subito per rientrare in Unione Europea - come il sindaco di Londra e suo amico Sadiq Khan - e altri che raccomandano più cautela. Vi terrò aggiornati con gli sviluppi, ma giorni fa ne ho scritto e questo è lo stato dell’arte. Spoiler: impossible is nothing.

(afp)

Ursula von der Leyen e Andy Burnham (afp)

Ma questa conferenza è stata oscurata da due fatti importanti di cronaca. Il primo sono stati i cinque arresti per un presunto attentato alla base militare angloamericana di Fairford, in Inghilterra: i cinque sono stati rilasciati, per la furia di Trump. Ci sono molte cose che non tornano e qui vi spiego perché.

(reuters)

(reuters)

Il secondo è lo stallo pericoloso, che ancora continua, a Garvaghy Road, a Portadown in Irlanda del Nord, con i repubblicani e cattolici che hanno bloccato la strada - teatro di sanguinose stragi negli anni dei Troubles e della guerra civile - con catene umane 24 ore su 24 contro una parata di protestanti e unionisti, approvata dopo 28 anni di divieti. La tensione è ancora altissima. Le parate orangiste a Garvaghy Road erano state vietate dal 1998, anno degli storici Accordi del Venerdì Santo, dopo che dieci chiese cattoliche furono incendiate in una sola notte nell’Ulster, così come la casa dei fratellini Quinn, dove i tre bambini morirono. Proprio uno degli architetti di quella pace, Tony Blair, nella sua biografia definì gli abitanti dell’area, di ogni confessione, “i più irragionevoli degli irragionevoli”.

(reuters)

Nel frattempo è stato confermato che un volo Ryanair da Pisa a Prestwick l’anno scorso è clamorosamente atterrato con soli 10 minuti rimanenti di carburante (qui tutta questa incredibile storia), cresce la rivolta contro i data center in Inghilterra (e non solo), sono stato a casa di Agatha Christie per la copertina del nostro inserto culturale della domenica Robinson, ma ho seguito anche la Laver Cup di tennis a Londra e ho fatto incetta di interviste: Agassi, Cobolli, Zverev, Alcaraz, e il nuovo fenomeno Jodar.

(reuters)

Infine, sono finito sotto (come dicono i giovani) a questo account Instagram di un tizio che racconta tutti gli annunci immobiliari più assurdi in Inghilterra, e poi sapete pronunciare correttamente questi nomi in inglese? E avete mai sentito parlare del Revolving Restaurant a Londra? Mentre il mio giovane e valoroso collega Matteo Castellucci (del Post) ha appena scritto un libro sul Regno Unito, Brexit Pop, che vi consiglio.

Il pub della settimana è di Liverpool, visto che sono qui, ed è il Pig & Whistle, non lontano dalla statua dei Beatles: un ex bordello diventato una della birrerie più local e autentiche di questa città meravigliosa.

Mentre il ristorante della settimana è Casa Cillo, nei pressi di Ropewalks: di una famiglia lucana, carne e pesce deliziosi (consiglio la tartare come antipasto), così come i vini.

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